La luce della luna ha illuminato la capitale sotto la pioggia (2014)!

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Jernej Vene, Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Prulček bar / Slovenia
Data del concerto: 11.09.2014
Pubblico: 70
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso gratuito!)

Quando la pioggia batte giorno dopo giorno, l’idea di imbattersi in un concerto »open air« all’inizio di questo settembre è a dir poco bizzarra. Ha piovuto a intermittenza tutta l’estate e continuerà a farlo. Per fortuna al Prulček bar, oltre a una scelta di birre peccaminosa, hanno anche un tetto. Era un nuovo giovedì, un nuovo giorno, per un nuovo concerto. Di vecchie conoscenze. Di buone conoscenze. Moonlight Sky Trio. Sì. Sono quei tre ragazzi dalle grandi peculiarità musicali, maestri nel padroneggiare i loro strumenti, che si fondono in un unico corpo musicale pieno di impulsi stupefacenti di originalità autoriale. Una band che, dato l’eccezionale livello di virtuosismo sviluppato in anni di sfide al proprio spirito creativo, appartiene alla vera punta dei gruppi sloveni e da questo punto di vista potrebbe tranquillamente competere sulla scena internazionale. Eppure nel cuore restano dei ragazzoni, ancora umili all’esterno, silenziosi, persino un po’ riservati.

Miha Petric (chitarra), Janez Moder (basso) e Žiga Kožar (batteria) si muovono dentro il corpo musicale dei Moonligth Sky Trio secondo il principio »libera il corpo e lo spirito«. Certo, questo non significa che sul palco scoppi il caos. L’ossatura dei pezzi e la loro forma devono comunque tenere insieme il tutto. Ma il trio, con il suo grande talento artistico da maestri, si è sempre aperto in ogni punto un enorme spazio espressivo per navigare liberi tra le forme del jazz, del rock, del melos della world music, con un baricentro ben piantato sulle »arabeschi« (Leb i sol). Anche se in un paio di momenti sono »crollati« per un attimo, cosa che tra i presenti ha notato solo il trio stesso (durante il concerto si sono scambiati un paio di occhiate e sono scoppiati a ridere),, l’affiatamento eccezionale, l’esperienza e la percezione chimica tra i tre elementi sono fenomenali, ed è proprio questo che tira sempre fuori la band »dai guai« quando si insinua qualche »pasticcio«. Il lavoro del gruppo ammalia l’ascoltatore e lo porta in un viaggio di liberazione del corpo e dello spirito. Proprio grazie alla rottura delle forme consolidate, a cui puntano da anni. All’inizio, ancora come quartetto con elementi integrati di rock progressivo, e in formazione a trio, con uno spirito libero ed esplorativo che vola sulle ali della fusion tra jazz e rock.

Come sempre, la fetta più grossa di attenzione se l’è presa quello che ha ferrato il gioco del trio con tracce occasionali di rock. Cioè quello che ha in mano la chitarra.  Ancora una volta il fenomenale Miha Petric, considerato uno dei segreti musicali meglio custoditi di casa nostra. Negli anni Miha ha sviluppato uno stile e un suono tutti suoi nell’affrontare gran parte della teoria musicale per sei corde. Potremmo chiamarla la bibbia della chitarra. Soprattutto è incredibile come risolva tutto con la destra. Colpisce le corde con i polpastrelli della mano destra, e così lo strumento gli dà ancora più armonia e più opzioni per combinare armonicamente le note suonate. Voglio dire che in una data forma musicale può combinare più acrobazie di quante ne farebbe con un plettro. Proprio così la sua destra libera gli offre un controllo enorme sul suono, cioè su ogni singola nota che produce in concerto. Miha ha di nuovo sparato un po’ di assoli virtuosi, già il primo ha svegliato di brutto le sale del club, quando Miha è andato all’improvviso »fuori di testa« in versione solista sulla sua chitarra acustica »ovation«. Anche Janez Moder e Žiga Kožar sono maestri straordinari. Ognuno nel proprio campo. Entrambi di grande esperienza, profondamente radicati nella scena musicale slovena, dove collaborano con un bel po’ di nomi noti. Durante il concerto il trio sembra in trance. Con qualche scambio di sguardi si assicurano solo di non sfaldarsi nelle forme e in qualche modo si mettono d’accordo su chi, in quel momento, prenderà in mano l’assolo integrale nei pezzi.

Anche stavolta il concerto è stato diviso in due parti. La prima acustica, la seconda acustico-elettrica. In realtà erano entrambe acustico-elettriche. Alla fonte dell’elettricità sei comunque sempre attaccato. Nella seconda parte Miha ha scambiato per qualche pezzo finale la chitarra acustica con la »Strat«. La band ha suonato pezzi propri, soprattutto dal terzo album »Changing Parameters« (2012), e ha condito il concerto con cover di alcuni modelli musicali come Leb i sol, Billy Cobham, Miles Davis e Jimi Hendrix. Come dicevo. È un piacere guardare questo trio. Dai loro concerti si esce sempre con sensazioni diverse. Sembra ogni volta una nuova avventura nel mondo della magia musicale. Unica e irripetibile. Ed è questo l’essenziale. I ragazzi incarnano le loro emozioni con sincerità e passione, e quelle vibrano nello spazio e ci riempiono di energia! Sincera e positiva!

Va ricordato anche che nella seconda parte i Moonlight Sky Trio hanno presentato al Prulček bar, quella sera, un pezzo completamente nuovo e originale, il che significa che i ragazzi stanno creando nuovo materiale e che all’orizzonte, da qualche parte nel futuro, si profila un nuovo album in studio. Be’, se non i Moonlight Sky Trio, il 18.09.2014 potete beccare nel caffè Repete, in Gornji trg nel centro storico di Lubiana, sul palco il membro del trio Janez Moder, che ci suonerà con la formazione Alkimia V. Esserci anche tu e regalati una nuova prelibatezza musicale! 

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