La nascita dell’arte progressive in Slovenia (2007)

0 6

Luogo: Lubiana / Orto Bar / Slovenia
Data del concerto: 16.01.2007
Numero di spettatori: 35
Prezzo del biglietto: 3.00€

Se ami i Settanta, quando il rock lo facevano ancora i gruppi e non le case discografiche, se hai dimenticato cosa significa avere coraggio, allora non c’è medicina migliore di un concerto dei Moonlight Sky. Dopo un mese e mezzo buono è tempo di tornare a controllare come procede il fenomeno progressive chiamato Moonlight Sky. Stavolta i ragazzi sono approdati all’Orto Bar, dove hanno continuato la presentazione live del loro disco uscito da poco, “Moonlight Sky”, un disco con cui a perdere l’innocenza non sono stati solo loro, ma probabilmente anche l’intera scena slovena di casa nostra, che prima di allora una roba come i Moonlight Sky forse non l’aveva mai sentita. La cosa triste, in tutto questo, è che dovrà essere l’estero a ricordare alla Slovenia che l’innocenza l’ha persa! I Moonlight Sky già dall’inizio guardano oltre i confini della patria, spiano l’Europa, il mondo: insomma, una band capace di puntare in alto. Forse non sono nati nel posto giusto né al momento giusto, ma è proprio lì che sta la chiave, quando ti germoglia dentro come una silenziosa vena d’avanguardia, in opposizione, che aspetta solo il momento giusto per esprimersi e scatenare una potenziale euforia di massa!

Alle 22.20 scocca l’ora! I ragazzi salgono sul palco. Nella saletta c’erano circa 25 persone strette attorno al bancone (escluso il personale del bar). Già il saluto iniziale di Andraž suonava più sicuro rispetto all’apertura del concerto della band al Channel Zero un mese e mezzo fa!

I ragazzi hanno scelto un brano azzeccato per aprire: Pluton. Questa canzone rivela in un attimo il battito e lo spirito dei Moonlight Sky, quindi è un’apertura caldamente consigliata anche per il futuro. Era evidente che alla band l’atmosfera dell’Orto Bar fa un gran bene, con meno fumo di sigaretta nell’aria e più luce sul palco di quanta ne avessero avuta nel già citato Channel Zero a Metelkova. I Moonlight Sky hanno presentato per intero il loro esordio “Moonlight Sky” e lo hanno fatto nel modo più onesto possibile: hanno suonato infatti tutto il disco. Ci hanno infilato la Red House di Hendrix e hanno condito il finale con un’ottima versione di Leb i sol (Jovano, Jovanke). Dal vivo il quartetto suonava ancora più compatto, meglio accordato, ancora più scatenato e senza freni, e a dare un tocco in più all’esibizione ci ha pensato Andraž con il suo modo spiritoso di collegare un pezzo all’altro, con cui è perfino riuscito ad attirare più vicino al palco il timido, misero gruppetto di sloveni venuti a godersi il concerto quella sera! Il chitarrista Miha Petric, fuori dal comune per gli standard sloveni, si è giustamente preso la maggior parte dell’attenzione, grazie a un’immagine curata, a un fantastico set di effetti, “talk box” compreso, e soprattutto a un modo di suonare che incanta, personificazione di alcuni dei momenti migliori della storia del rock tra la fine degli anni Sessanta e la prima metà dei Settanta. Raramente mi vengono i brividi ascoltando band slovene. Stavolta ne ho avuti a bizzeffe, e non solo grazie a Miha, ma a tutto il quartetto, e, cosa curiosa, in una sala più che mezza vuota (verso la fine si saranno ammassate 35-40 persone). Da Miha non avrai un plettro, perché non lo usa, a meno che non si tagli un’unghia! I ragazzi hanno costruito la setlist con molta furbizia. In realtà probabilmente non ci hanno nemmeno pensato più di tanto, ma i picchi sono arrivati esattamente dove servivano per tenere alta la dinamica del concerto, mantenerne l’intensità e garantire un fattore shock costante che non ti lascia respirare, figuriamoci sbadigliare. L’apertura immediata con Pluton, poi a metà Rigg’s Family Shot e Ocean, uno dei brani più belli per come gli strumenti si fondono l’uno nell’altro e per l’imprevedibile susseguirsi di atmosfere, e infine un finale deciso, soprattutto con la già citata cover dei leggendari macedoni Leb i sol.

L’ora è volata in un lampo e i ragazzi hanno salutato una prima volta, sono tornati subito sul palco e, al suggerimento di Andraž: “A hoč’te še!”, dal pubblico passivo hanno strappato perfino un deciso e plaudente: “Jaaaaaaaaaa!!!” Per il bis hanno preparato la sorpresa della serata. Hanno studiato un altro pezzo dei Leb i sol, e cioè Devetka! All’Orto Bar quella sera l’hanno suonato per la prima volta davanti a un pubblico più ampio! Una cosa breve e interessante, ma soprattutto leggera, che si è rivelata il riscaldamento giusto per l’esecuzione di The Groove, in puro stile Black Sabbath.

I Moonlight Sky hanno parecchio da mostrare. Già il solo esordio (il disco “Moonlight Sky”) contiene una varietà tale che puoi goderlo e scoprirlo per un bel po’ di tempo: per me va avanti dalla fine di novembre scorso e continuo a trovare pezzetti che mi sorprendono e mi esaltano. Se è davvero così per questa fusione di tante forme musicali, non siamo lontani dal concludere che i Moonlight Sky sono prima di tutto e soprattutto una band da concerto, che torna a vivere in tutto il suo splendore davvero solo sul palco. Si tratta di una vera “jamming band”, che non si pone limiti musicali per la propria espressione! Lo studio è addirittura un po’ limitante per il focus esplorativo del gruppo. Insomma, un concerto carico di svolte atmosferiche imprevedibili, che è il succo di ogni storia di prog rock di prima classe! I ragazzi sanno suonarti con gusto tutto quello che il cuore desidera! Dal suono di chitarra della psichedelia di Barrett di fine anni Sessanta fino agli hendrixismi, ai gilmourismi,…. Sono musicisti di prima categoria e la comunicazione tra loro è davvero eccezionale. Il gruppo è in crescita e, dopo questo inizio promettente, si può davvero aspettare con impazienza dove li porterà il vento. La sezione ritmica jazz e il suono di chitarra e tastiere da classic rock intrecciati portano a un suono, un’espressione e un impasto affascinante, con tocchi perfino di trascendenza cerebrale (Ocean), ma tenuto a terra a tratti da una robusta aratura di riff (The Groove). Una fusione pregiata. In piena fioritura.

Setlist

1. Pluton
2. Angel
3. Devet osem
4. So Hard To Leave Someone You Love
5. Rigg’s Family Shot
6. Ocean
7. Red House
8. Štirje svetovi
9. Moonlight Sky
10. How Much?
11. Jovano, Jovanke
—dodatek—
12. Devetka
13. The Groove

Galleria fotografica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie