La via crucis di Blackie attraverso la Baviera (2015)

0 5

Autori: Aleš Podbrežnik, Jernej Vene

Luogo: Monaco di Baviera / Theaterfabrik / Germania
Data del concerto: 29.10.2015
Presenze: 700
Prezzo del biglietto: 29,95€

Ce l’ho fatta, li ho rivisti ancora una volta. Blackie Lawless e i W.A.S.P. sono di nuovo in tour, a sei anni dall’ultimo disco. L’album attuale Golgotha (2015) riparte da dove si era fermato il predecessore Babylon (2009). Ci troverai un suono eccellente e musica che picchia duro. Secondo me per i W.A.S.P. è un bene essere ora sotto l’ala dell’etichetta austriaca Napam Records: ci lavora gente appassionata, che saprà promuovere la band alla grande. Golgotha si trova in diverse edizioni in vinile, su CD e in un cofanetto metallico uscito in sole 1500 copie. Ovvio che i fan più sfegatati si accaparreranno ogni versione possibile, che quindi diventeranno presto delle rarità e dei veri pezzi da collezione.

Ho visto i W.A.S.P. l’ultima volta tre anni fa. Il tour 30 Years Of Thunder era stato eccezionale, quindi aspettavo con curiosità di vedere se Blackie sarebbe riuscito di nuovo a far cadere i fan sotto il suo incantesimo. Poco prima dell’inizio del tour il batterista Mike Dupke ha lasciato la band, ma Randy Black (Primal Fear, Annihilator) si è dimostrato un degno sostituto.

Una delle sale monacensi del complesso Theaterfabrik era bella piena, e il concerto è partito all’ora annunciata. Come al solito i W.A.S.P. hanno aperto con un medley di classici, On Your Knees e Inside The Electric Circus. L’impianto era potente e sparato a tutto volume. Si vedeva che i membri della band sono molto affiatati, nonostante il cambio di batterista. Blackie ama suonare, e si vede che si diverte davvero un mondo. Gira per il palco senza un attimo di sosta, nonostante l’infortunio alla gamba che si è procurato qualche tempo fa.

È seguita la cover degli The Who, The Real Me, che al bassista Mike Duda piace un sacco suonare e durante la quale non smette di mettersi in posa. Nemmeno il chitarrista Doug Blair è stato fermo un secondo, entusiasta della risposta del pubblico. Poi è arrivato il vecchio classico Love Machine. Il palco era affiancato da schermi video che permettevano a chi stava più lontano di vedere i musicisti da vicino, e ogni tanto ci hanno fatto girare sopra anche dei videoclip.

È arrivato il momento dei pezzi di Golgotha. I fan hanno accolto a braccia aperte la tosta Last Runaway, seguita da Crazy, una delle migliori di Babylon, che ha fatto salire ancora di più l’entusiasmo del pubblico. Personalmente credo sia stato il picco della serata. È sempre un piacere ascoltare questo pezzo: il ritornello è di quelli che cantano tutti, la struttura è costruita alla perfezione, è come deve essere una vera canzone dei W.A.S.P. 

Il palco è sprofondato nel buio, era ora di un tuffo nel passato. Sugli schermi e dalle casse è partito il film di The Crimson Idol, con l’ouverture Titanic come trampolino per Arena Of Pleasure, un altro dei momenti top della serata. Non dimenticherò mai il tour del 2007, quando per i quindici anni dall’uscita suonarono The Crimson Idol per intero.

Ma torniamo al presente. È arrivata Miss You da Golgotha, e Blackie ha spiegato che era stata scritta già ai tempi di The Crimson Idol. Racconta di Jonathon Steel, l’eroe della Crimson Story, che ha perso il fratello. Sicuramente il momento più commovente e il culmine del concerto. Il pezzo ricorda The Idol, è lento, convincente, ha un ritornello eccellente e un super assolo di Doug Blair. Mi si sono rizzati i peli!

Blackie Lawless sa benissimo come scrivere una rock ballad. La sua voce inconfondibile in pezzi del genere viene fuori ancora meglio.  Dopo una breve pausa abbiamo sentito l’intro di Thunderhead, che ha annunciato il medley successivo: Hellion e I Don’t Need No Doctor. La prima è una delle migliori dell’esordio dei W.A.S.P. del 1984, la seconda l’ha registrata per primo Ray Charles. Entrambe hanno messo di buon umore il pubblico.

Si avvicinava la fine della parte regolare del concerto. Blackie e i suoi hanno salutato con la title track del nuovo disco, Golgotha. Ancora una rock ballad, in cui la voce di Blackie era semplicemente da sogno. Sappiamo che Gesù fu crocifisso sul Golgota, insieme a lui ne furono crocifissi altri due, e il pezzo racconta gli eventi dal punto di vista di uno dei due condannati. È estremamente intensa, adornata da un assolo di chitarra regale e da un ritornello eccellente. Blackie negli ultimi anni è diventato molto religioso, e sappiamo che testi così una volta erano del tutto fuori dagli schemi per i W.A.S.P.

Con questo i W.A.S.P. hanno chiuso il set. Dopo qualche minuto di attesa sono tornati e hanno attaccato con l’inno della band, Wild Child. Chi conosceva il testo, ovviamente, cantava a squarciagola. Blackie era ancora in splendida forma, gli è sfuggito perfino un leggero sorriso, scatenato dalla risposta entusiasta del pubblico. Negli ultimi anni il pezzo di chiusura era sempre Blind In Texas, ma in questo tour è stata sostituita da I Wanna Be Somebody, perfetta per chiudere il concerto.

I fan si sono lasciati trascinare ancora una volta e, sotto l’incitamento di Blackie, hanno urlato a pieni polmoni. Dopo ottanta minuti lo show era finito, e Blackie ha dimostrato di nuovo che non ha nessuna intenzione di smettere. La band è piena di energia, anche la chimica tra i membri è ottima, si vedeva che Randy Black si è ambientato bene nel gruppo. Per me, da grande fan, è sempre triste quando qualcuno lascia la squadra, quindi spero che questa formazione regga ancora a lungo. Una serata splendida si è così conclusa, e con essa è iniziata l’attesa per il prossimo tour dei W.A.S.P. 

foto & testo: Daniel Arbaitstein

Scaletta

W.A.S.P.:
1. On Your Knees / Inside the Electric Circus
2. The Real Me
3. L.O.V.E. Machine
4. Last Runaway
5. Crazy
6. Arena of Pleasure
7. Miss You
8. Hellion / I Don’t Need No Doctor
9. Golgotha
—bis—
10. Wild Child
11. I Wanna Be Somebody

Galleria fotografica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie