Lay It All On Me

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Christian, James
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2013
Durata: 47:02
Voto: 4/5

La prima voce e il gran capo dei rocker melodici americani House Of Lords, James Christian, nel suo fittissimo calendario di lavoro, che prevede un ciclo collaudato di uscite targate House Of Lords ogni due anni, stavolta ci ha ripensato e ha messo la band in standby per un po’. Il che non vuol dire che sia rimasto con le mani in mano. Si è occupato del suo album solista in studio e l’ha intitolato »Lay It All On Me«. È il quarto album solista in studio in totale per questo musicista, che nel mondo del rock melodico è noto come compositore e produttore scaltro e raffinato. Il precedente disco solista in studio, intitolato »Meet the Man« (2004), Christian lo aveva pubblicato ben nove anni fa.

Anche se uno potrebbe pensare che James Christian non abbia da offrire molto più di nuove idee per gli album degli House Of Lords, non è proprio così. In »Lay It All On Me« si sente, come c’era da aspettarsi, chi è il padrone di casa e l’autore principale del disco. È un album molto personale e confessionale, che ruota soprattutto attorno all’esperienza di James Christian dopo la battaglia con una malattia subdola (il cancro). »Lay It All On Me« riflette un nuovo livello di maturità di questo artista. Non solo come autore di canzoni, ma anche come persona. Christian, in questo senso, aveva semplicemente bisogno di una valvola di sfogo. Una valvola che per un po’ lo portasse in una conversazione profondamente intima e in una contemplazione con sé stesso.

Se in »Meet The Man« avevano collaborato con Christian alla scrittura maestri dell’AOR come Stan Bush e Judithe Randall, con l’aiuto dei compagni di allora negli House Of Lords, Chuck Wright e Lanny Cordola, per il nuovo album Christian ha invitato altri nomi stimati: lo svedese stakanovista Tommy Denander, i due veterani rodati ed esperti della composizione, l’australiano Chris Pelcer e l’americano Jeff Kent, mentre l’attuale chitarrista degli House Of Lords, Jimi Bell, si è assicurato che le chitarre (assoli compresi) suonino esattamente come devono.

Non è che le conclusioni siano rivoluzionarie. Christian affronta le cose in modo collaudato e già testato. Se vi piacciono gli House Of Lords, anche »Lay It All On Me« vi entrerà sotto pelle in un attimo. Si può dire che il lavoro solista in studio, così personale e confessionale, di James Christian sia addirittura più “House of Lords” dell’ultimo album degli House Of Lords, »Big Money« (2011). Anche a livello di produzione è di nuovo molto più “lucidato” e ha più controllo nel colorare e nel contrastare i mattoni dell’immagine sonora. Suona decisamente più retro-AOR rispetto, per dire, all’ultimo album in studio degli House Of Lords, dove i ragazzi avevano lasciato apposta i riff di chitarra un filo sporchi.

James Christian ha creato con i suoi compagni un album luminoso e dall’impostazione positiva, che con brani come Sacred Heart, subito dopo Day In The Sun, o verso la fine Shot In The Dark, e poi con i più riffosi e ammaliatori Don’t Come Near Me o She’s All The Rage, crea quella magia riconoscibile e quella melodiosità ultramelodica e incantata che afferra l’orecchio del rocker medio all’istante. Da James Christian non si vorrebbe quasi di più. La composizione è così vicina allo stile House Of Lords che questo album potrebbe tranquillamente uscire anche con l’etichetta House Of Lords. La pomposità è garantita ancora una volta da armonie vocali raffinatamente intessute (sovrapposte alla voce solista di Christian), c’è di nuovo quel “tipico trucchetto” con i sintetizzatori sullo sfondo del profilo riffistico principale, e ci sono i picchi atmosferici nei crescendo dei ritornelli, di altissima cantabilità, che generano naturalmente un rendimento ottimizzato della melodia al loro interno. Brani come la title track e Sincerely Yours potrebbero scambiarsi di posto in scaletta senza problemi (Sincerely Yours aprirebbe l’album con facilità), perché sono estremamente simili negli arrangiamenti impostati. Come previsto, Christian ha infilato nel disco anche due ballad, Let It Shine e Believe In Me. Nessuna delle due dice niente di nuovo: funzionano esclusivamente come punti di ulteriore movimento dell’album e della sua scorrevolezza dinamica, alternando diversi cambi d’umore lungo il disco. Anche se come composizioni suonano generiche.

James Christian è semplicemente un “intagliatore” da studio così rodato, scafato ed esperto che sa esattamente cosa fare in fase di composizione perché la cosa regga e accenda come si deve. Roba già masticata e già detta, la sa impacchettare, reimpacchettare e riproporre al consumatore con maestria. E le cose stanno in piedi alla grande. In linea con i criteri del meglio che si richiede nel genere del rock melodico moderno, che naturalmente attinge dal meglio di ciò che il genere AOR ha creato negli anni Ottanta. Ancora una volta. Considerando il tipo di produzione, ma anche il carattere più ottimista dei brani, questo album in studio solista di James Christian potrebbe far breccia tra i fan degli House Of Lords in modo più efficace dell’ultimo disco degli House Of Lords »Big Money«.  

Formazione

James Christian – voce, cori, chitarra acustica, basso

MUSICISTI OSPITI:
Robin Beck – cori
Jeff Kent – tastiere
BJ Zampa – batteria
David Sherman – batteria
Jorge Salas – chitarra
Jimi Bell – chitarra
Shelby Stewart – chitarra

Produzione

James Christian

Tracklist

1. Lay It All On Me
2. Sacred Heart
3. Day In The Sun
4. Believe In Me
5. You’re So Bad
6. Don’t Come Near Me
7. Let It Shine
8. She’s All the Rage
9. Sincerely Yours
10. Shot in the Dark
11. Welcome to Your Future

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