Le Lovebites incendiano il Flex (Vienna 2026)

foto: IGORAC 2026
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Lovebites
Mercoledì, 22/7/2026
Flex, Vienna, Austria


“13 ljubezenskih ugrizov”

Le giapponesi in miniatura Lovebites erano da un bel po’ nella mia lista dei concerti “da non perdere”, e stavolta la trasferta di lavoro a Vienna si è incastrata alla perfezione con l’inizio del breve Outstanding Tour al Flex. Il locale sta sulla sponda “sbagliata” del Donaukanal ed è appena un filo più grande della sala concerti sotto l’Orto bar.

Come suggerisce il nome del tour, serve a promuovere l’ultimo album Outstanding Power (recensione su Rockline). A Vienna niente band di supporto: dopo Diamonds and Rust dei Judas Priest sono salite sul palco, vestite con crinoline bianche, Asami (voce), Midori (chitarra), Miyako (chitarra), Fami (basso) e la batterista infernale Haruna. La festa è partita con il singolo d’apertura dell’album, The Castaway, e subito ci siamo ritrovati a navigare in un mare di power metal senza scuse. Doppia cassa a pioggia, assoli di chitarra in terza che sapevano di cerimonia solenne, e Asami che non ha risparmiato né corde vocali né diaframma: tutto a 11. Per un attimo mi sono preoccupato per l’audio, un po’ impastato sulla pedana a sinistra del palco, ma appena mi sono spostato al centro della sala ogni nota è finita al suo posto.

I primi quattro pezzi sono stati all’insegna della melodia power, ma con il quinto, Holy War, a prendere le redini sono stati i ritmi da thrash polka. Le ragazze si sono sciolte un po’ e il headbanging selvaggio ha conquistato sia il palco sia il parterre sotto. Abbiamo sfrecciato da una canzone all’altra e, proprio come nelle uscite in studio, anche dal vivo non c’è stato un attimo di tregua. Il caldo infernale del club si è sommato a ritmi, riff e urla infernali, e un legame tribale ha sottomesso tutto il locale.

Il contrasto tra i dolci discorsi di Asami, i saluti affettuosi e le manine al pubblico delle altre ragazze da una parte, e un’esecuzione pazzescamente testosteronica dall’altra, era francamente grottesco. Che fa uno quando Asami chiede con gentilezza “Are you sleepy? No? So I welcome you to my nigtmare!” e dalle casse iniziano a strisciare le melodie cupe di Reaper’s Lullaby? Svuota la mente e comincia a scapocciare come un matto, che altro?

Come dicevo, il suono era potente e cristallino, così che i numeri da maestre delle due chitarriste e il drumming mozzafiato sotto le otto mani di Haruna (sì, sembrano otto) hanno potuto brillare. Nelle Lovebites la batteria non è solo la base ritmica, ma uno strumento melodico in più, che con i suoi accenti (o la loro assenza) dà ulteriore varietà ai classici pezzi thrash/power da saltare. Fami ha avuto spazio a sufficienza per le sue follie al basso, mentre Asami non ha barato con ritornelli abbassati di tono o microfono puntato verso il pubblico. Paradiso e inferno del power metal insieme: con la loro iperattività (5 album e quattro EP in nove anni), la perfezione tecnica, la mano nella composizione e l’energia dal vivo, le ragazze si stanno avvicinando in fretta alla serie A del metal melodico mondiale.

Il concerto è stato cortissimo: un’ora di set regolare e altri quindici minuti di bis. Alle nove e venti già boccheggiavamo sul marciapiede davanti al locale. Forse è meglio così, non so come avremmo sopravvissuto ad altri tre o quattro pezzi. La scaletta era ben bilanciata e dalla reazione del pubblico si sentiva che la band è già riuscita a mettere insieme due piccole hit: Stand and Deliver e When Destinies Align.

Poi ho bighellonato ancora un po’ davanti alla porta del backstage, sperando di rimediare qualche selfie con le ragazze. Midori ha aperto la porta per un attimo e ha fotografato qualcosa all’interno, ma quando ha visto che mi stavo avvicinando è scappata al sicuro in un lampo. Visto che sono tre volte lei, non mi sono nemmeno stupito.

Insomma, se si fermano da qualche parte qui intorno, ci tornerò sicuramente a vederle (e sentirle).

Scaletta:

  1. The Castaway
  2. Unchained
  3. Blazing Halo
  4. Liar
  5. Holy War
  6. Reaper’s Lullaby
  7. Soldier Sands Solitarily
  8. Stand And Deliver (Shoot ‘em Down)
  9. Rising
  10. M.D.O.
  11. One Will Remain

Bis:

12. When Destinies Align
13. We the United

Testo e foto: Igorac


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