Lifetime
Autore: Rok Klemše
Artista: Chaosstar
Etichetta: On Parole Productions
Uscita: 2009
Durata: 47:00
Voto: 5/5
I Chaosstar sono nati nel 2004 e, come ogni band che si rispetti, volevano registrare un bel disco d’esordio. La strada per arrivarci è stata parecchio spinosa, e Lifetime, che dopo più di quattro anni di duro lavoro è finalmente tra noi, è il frutto di costanza, testardaggine e puro amore per la musica da parte di tutti e quattro i membri. In Lifetime sono finite un numero inimmaginabile di ore di registrazione, produzione (e birre) e suonato, e non da ultimo anche un bel mucchietto di bigliettoni. Ne è valsa la pena?
Dannazione, se ne è valsa! Lifetime è infatti un disco che la band può guardare come al proprio figlio… anzi, vista la lunga attesa, direi gemelli, trigemini o magari anche qualche marmocchio in più, e noi fan possiamo metterlo con orgoglio sullo scaffale. Basta sentimentalismi, passiamo ai fatti. Lifetime è un lavoro estremamente ambizioso, perché è un concept album vero e proprio su un uomo mandato sulla Terra con lo scopo di seminare caos e male sul nostro pianeta azzurro. Per quasi cinquanta minuti il protagonista è diviso tra bene e male, e di conseguenza anche il volto musicale è pieno di alti e bassi, di estremi di ogni tipo. Il flusso del disco è incredibilmente vario grazie all’alternarsi di parti calme e di parti veloci e aggressive, mentre la dinamica e la vivacità dell’intero album mozzano letteralmente il fiato. Di solito un album di metal progressivo rischia di diventare facilmente tirato per le lunghe e noioso, ma Lifetime non ha nemmeno un momento del genere. Il debutto si apre e si chiude con un intro e un outro, a legarli c’è il pezzo epico centrale da 14 minuti, Lifetime V-XVIII, e in mezzo si susseguono altri cinque brani tempestosi. Tutto in perfetto accordo con la teoria del caos, secondo cui il caos al suo centro è ordinato. Proprio così sono anche le parti strumentali: le incredibili linee di chitarra di Vasja e Jure sono caotiche, supersoniche, apocalittiche, i riff sono assassini e gli assoli degni dei più grandi nomi della chitarra. Altrettanto bombastica è la sezione ritmica: le linee di basso di Darko completano in modo fantastico quelle delle chitarre e sfoggiano un bel campionario di trucchi basso-istici da lasciare senza fiato. Del tutto devastante è poi la batteria di Primož, incredibilmente varia e dinamica, piena di passaggi mozzafiato, uso dei piatti e doppio pedale ultraveloce. Un quartetto apparentemente caotico, che preso singolarmente magari suonerebbe pure così, forma invece un insieme estremamente coerente: dalla musica traspare l’incredibile alchimia che esiste tra quattro individui. Pezzi come Devil’s Whisper, Hurricanes of Madness e la “maideniana” Dreams of Reality sono un vero centro pieno, un mix di metal progressivo con influenze heavy e thrash metal. A parti strumentali indimenticabili, contagiose e impressionanti, di cui non si vergognerebbero nemmeno i grandi nomi del metal come Iron Maiden, Dream Theater o Symphony X, si aggiunge poi come grande valore in più la fantastica voce di Jure, che domina altezze disumane alla Rob Halford e suona benissimo anche nelle parti vocali più calme sulle tonalità medie. Gli altri tre membri contribuiscono ogni tanto con i cori, che rifiniscono l’intero quadro sonoro e soprattutto arricchiscono i ritornelli indimenticabili. Un’interessante controparte è data dalle occasionali voci femminili, ma ancora di più dal growl ospite di Deni degli Ambassador of Sifilis, che in On My Way mette in scena con Jure un simbolico scontro finale, eterno, tra bene e male. Allo stesso modo, un meraviglioso contrasto con le parti brutali e aggressive arriva da Erika Gričar, che suona l’arpa in tre brani. Infine va ricordato anche l’ottimo lavoro di Primož Jelševar, che ha curato una produzione cristallina e tagliente, capace di mettere in risalto tutte le parti giuste, mentre del mastering finale si è occupato il maestro Dave Collins, che ha mixato per nomi del calibro di Black Sabbath, Joe Cocker, Danny Elfman, Motley Crue e altri.
Lifetime è un lavoro da applausi, che contiene tutto ciò che un capolavoro concettuale deve contenere. I Chaosstar hanno pubblicato un disco che può tranquillamente, senza vergogna e senza falsa modestia, confrontarsi con i grandi lavori concettuali come Seventh Son of a Seventh Son, Metropolis pt.2:Scenes From a Memory e altri. E per un disco così vale la pena aspettare anche una lifetime intera! Eppure, ragazzi, non fateci aspettare di nuovo così tanto.
Formazione
Jure Jurca – voce, chitarra
Vasja Čepič – chitarra
Darko Ramot – basso
Primož Jelševar – batteria
OSPITI:
Erika Gričar – arpa (1,5,8)
Tina Centrih – voce (1,5)
Barbi Peskar – voce (1,5)
Rok Šinkovec – piano, tastiere (4)
Matjaž Ličar – piano, tastiere (5)
Deni – growl (7)
Produzione
Primož Jelševar
Tracklist
1.Lifetime I-IV
2.Devil’s Whisper
2.Hurricanes Of Madness
3.Rebirth
4.Lifetime V-XVIII
5.Dreams Of Reality
6.On My Way
7.Lifetime XIX