Light In The Dark

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Revolution Saints
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2017
Durata: 51:18
Voto: 4/5

Se segui anche solo un po’ l’hard rock classico con una solida impronta musicale, prima o poi ti sei di sicuro imbattuto nel nome Revolution Saints. Dietro quel nome si nascondono infatti tre titani dell’hard rock, di fatto una vera super band. Deen Castronovo ha suonato la batteria con Journey, Hardline, Bad English e Ozzy; i Night Ranger, leggende del west coast/AORock, non te li puoi immaginare senza il bassista e cantante Jack Blades (anche Damn Yankees,  Shaw/Blades), mentre a dare forma alle frasi di chitarra e agli assoli ci pensa l’unico Douglas Aldrich (The Dead Daisies, Burning Ran, ex-Whitesnake, ex-Dio, ex-Bad Moon Rising,…). Insomma, niente scatole cinesi. Con una formazione così, il passo falso non esiste.

Dunque. Già nel 2015, con l’uscita dell’omonimo debutto in studio, i Revolution Saints avevano confermato tutte le voci che giravano: con loro non si scherza. Un’introduzione splendida a una nuova bella storia di band hard rock melodica moderna, con alle spalle tre musicisti incredibilmente rodati ed esperti. Rispetto al debutto, il nuovo album »Light in the Dark« ne è in pratica la prosecuzione, nel suono e nei contenuti. Suona decisamente simile al primo disco: anche questo album la band l’ha registrato in Italia, nella primavera di quest’anno, sotto l’occhio vigile di Alessandro Del Vecchio, che ha collaborato anche alla composizione e agli arrangiamenti dei nuovi pezzi e ha suonato pure tutte le tastiere. Stavolta le voci sosoliste sono interamente di Deen Castronovo. Visto il periodo turbolento che ha attraversato negli ultimi due anni, è anche la scelta più sensata. Deen ha infatti firmato dei testi per lo più intimi e personali, come lasciano intuire già i titoli dei brani. Come è noto, Deen è famoso per una voce estremamente interessante, e chi ama i Journey sa fin troppo bene quanto il timbro, ma anche la metrica e le melodie vocali, ricordino in modo impressionante il grande Steve Perry (e di conseguenza anche Arnel Pineda). I nuovi pezzi, quindi, si avvicinano in automatico all’impostazione dei giganti dell’AOR Journey. Non si tratta di copiare, solo di rimandi. E qui è incredibile quanto bene si sia calato Aldrich in una situazione simile: certi suoi trucchetti alla chitarra, a tratti, fanno pensare che a suggerirgli qualche frase all’orecchio sia stato proprio Neal Schon. Per Jack Blades, invece, nessuna preoccupazione. Il coautore degli evergreen dei Night Ranger padroneggia alla perfezione quasi tutto ciò che serve per tirare fuori dai brani la piena resa musicale tipica dell’AOR.

Insomma. Chi scrive non pensava minimamente che avrebbe usato la parola Journey in questo pezzo più spesso di quanto si aspettasse all’inizio, ancora prima di infilare il nuovo CD »Light in the Dark« nel lettore. Eppure. Gli era già successo con l’ascolto del debutto in studio della band. Il punto è chiaro: la raffinatezza e la rifinitura musicale di questi tre musicisti carismatici sono potentissime, e qui si ostentano senza freni anche in questo lavoro. Nessuna sovrapposizione “auditiva” tra i contributi artistici dei tre grandi talenti nelle composizioni, nessuna interferenza nel dialogo reciproco. C’è solo contemplazione: nelle idee, nella composizione, negli arrangiamenti. Per questo i brani sono ancora una volta portati a termine con grande abilità e bravura. Sul piano dell’ottimizzazione della resa musicale, della costruzione contagiosa delle atmosfere fino al culmine del ritornello, dell’eccezionale fluidità delle composizioni, dello sviluppo dinamico del disco, della sonorità organica, della cura delle armonie vocali. Anche le due ballate, che alle posizioni 4 e 8 spezzano la consueta carica rock dell’album, mantengono un’alta qualità. Soprattutto la prima delle due, I Wouldn’t Change a Thing, rimanda di nuovo parecchio al modo di comporre dei pionieri dell’AOR Journey.

Non voglio farla lunga. Ci troviamo quindi davanti un erede del debutto in studio solido e compatto, senza cadute di scrittura né passi falsi negli arrangiamenti, a dimostrazione che questo trio mantiene intatta tutta la sua freschezza artistica e la sua spinta creativa. Con tutto questo “mimetismo” alla Journey, non dobbiamo dimenticare di sottolineare che i Revolution Saints sono una band con una chimica, un’energia e un carisma artistico tutti suoi, ben riconoscibili. E con »Light in the Dark« questa posizione nell’universo rock la approfondiscono e la consolidano ancora di più.   

Revoluton Saints – Light in the Dark (video ufficiale):

Formazione

Deen Castronovo – voce, batteria
Jack Blades – basso
Doug Aldrich – chitarra

MUSICISTA OSPITE:
Alessandro Del Vecchio – tastiere, voci di accompagnamento

Produzione

Alessandro Del Vecchio

Tracklist

1. Light in the Dark
2. Freedom
3. Ride On
4. I Wouldn’t Change a Thing
5. Don’t Surrender
6. Take You Down
7. The Storm Inside
8. Can’t Run Away From Love
9. Running On the Edge
10. Another Chance
11. Falling Apart

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