Lila
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Dvojina
Etichetta: Celinka
Uscita: 2017
Durata: 37:16
Voto: 4/5
Rok Zalokar e Nina Virant sono un duo musicale quanto mai interessante e per molti versi fuori dal comune. Rok Zalokar è stato adottato anche dalle cerchie del sottobosco rock alternativo sloveno, mentre Nina Virant aveva già dato un bel assaggio dei suoi (ammalianti) incantesimi alla Slovenska popevka 2014, quando aveva portato sul palco il brano Slika. Se lì a farle da sfondo c’era un’intera orchestra, a Nina, che tra l’altro è una cantante jazz di formazione, non è certo estraneo nemmeno il minimalismo dell’accompagnamento musicale, come ad esempio nell’altra sua band Ansambel za slovesa. Per quanto riguarda Dvojina, il minimalismo è una componente ancora più rigorosa (anche se non per forza sul piano dell’espressività, ma ne parliamo più avanti). Un patto voce e pianoforte! Dvojina! Più minimale di così si muore. Entrambi i musicisti, che in carriera ne hanno già viste parecchie e che per il coraggio artistico dei loro progetti passati sono stati anche premiati a dovere dalla critica in patria e all’estero, dove godono di un certo prestigio, nei Paesi Bassi sono arrivati a un’idea creativa che, in quanto a visionarietà, da noi non è più da un pezzo una moda.
Hanno messo in musica le canzoni popolari tradizionali slovene. Ma (per fortuna) in un modo nuovo, mai sentito prima. Le hanno riarrangiate, aggiungendo un trucco jazz provocante e un vestito completamente nuovo e fresco, che suona di nuovo personalissimo. Rok e Nina sono riusciti a dare una nuova veste, una nuova natura musicale e un nuovo modo di far vibrare emozioni e passioni a canti popolari tradizionali, le cui melodie principali ci risuonano di fatto ogni giorno dentro. La magia della musica del patrimonio popolare sloveno ha così acquisito una nuova dimensione.
Ultimamente Rok sembra tornare a preferire arrangiamenti un po’ meno complessi. Lo aveva già fatto intuire con l’attuale esordio in studio del trio Kukushai »Fruitile«, uscito per l’etichetta di Radio Študent. Sulla copertina dell’album »Lila« c’è una radice di rafano, che in qualche modo rappresenta con decisione i colori della cucina tradizionale slovena. Lo sapete: Pasqua, lunedì dell’Angelo, il rafano è un contorno obbligatorio del pranzo pasquale e simboleggia i chiodi con cui fu crocifisso Cristo. E in questi momenti di festa, tra le usanze degli avi, nella stanza di casa, al caldo di una vera stufa contadina, risuonavano naturalmente le canzoni popolari slovene.
Anche se il duo mantiene in sostanza i motivi portanti nella maniera riconoscibile della melodia orientale dei canti, quello che dà a questo lavoro il suo particolare smalto artistico è l’inquietudine interiore, quasi autoprovocatoria, di entrambi i musicisti, che li spinge a rivoltarli in chiave jazz, ma anche in stile chanson da cabaret, al punto che nella loro nuova veste seducono con insolenza chiunque ascolti. Nella scelta dei vestiti, il duo si concede piena libertà di arrangiamento. Così i brani, nelle parti centrali o addirittura nei finali, «si sfaldano» in frammenti di motivi. Qui Rok li porta, in modo jazz moderno, oltre le melodie riconoscibili, ma poi con maestria e con un tatto sopraffino torna sempre indietro e si avvia verso finali che riprendono il profilo elementare del motivo e che puntano a chiudere il brano ripetendo il canto tradizionale. Questa però non è una regola assoluta. Lo scarto percepibile dalle forme deve essere raggiunto attraverso l’improvvisazione e l’esplorazione, altrimenti i Dvojina semplicemente non riescono a prendere fuoco insieme, né a lasciare un’impressione espressiva a chiunque li ascolti!
L’altro elemento, paritario, di questa storia musicale di deviazioni dalle forme standard è ovviamente Nina Virant, che con la sua interpretazione vocale non si ferma affatto nello stampo della melodia riconoscibile dei canti popolari tradizionali. Certo, ai canti resta fedele, ma spesso volutamente molto, molto «alla larga». Sfrutta con abilità per tutto il disco il suo ampio arsenale vocale e con esso porta, come Rok col pianoforte, quell’«insolito» che all’ascolto stuzzica e tiene impegnato chi ascolta, e che infine raggiunge quell’elemento essenziale. Il fascino espressivo. Soprattutto un’impennata di spirito nell’esperimento reso alla rovescia, in cui il linguaggio musicale tradizionale sloveno convive (ancora una volta) in modo efficace con il linguaggio del jazz. Nina è un incredibile camaleonte vocale. Il suo variopinto arsenale interpretativo lo inserisce egregiamente in dialogo con il pianoforte di Rok, e in questo modo contrasta ulteriormente i singoli brani. Dà loro un forte peso espressivo fatto di emozioni e passioni delicate. Soprattutto di giocosa malizia e di spirito. Come nello stile orientale della melodia popolare tradizionale slovena. Che resta di certo contenuta nel risultato complessivo dell’album »Lila. Solo che si manifesta in un modo nuovo, diverso e ancora mai sperimentato. Con soli due elementi, che però incarnano la celebre chimica dell’interazione reciproca all’interno di un teatro dell’espressione musicale creato così! Con i Dvojina non si scherza. Rok e Nina dimostrano con questo album di essere musicisti di altissimo livello, perché nella retorica accordata del minimalismo musicale (voce e pianoforte) vendono di fatto un optimum espressivo. Personale, burlone e ovviamente pieno di fascino.
Dvojina (Rok Zalokar & Nina Virant) – Dober večer, mamica (video ufficiale):
https://www.youtube.com/watch?v=HaPwBBE2MTY
Formazione
Nina Virant – voce, percussioni
Rok Zalokar – pianoforte, voce di accompagnamento
Produzione
Rok Zalokar
Tracklist
1. Dober večer, mamica
2. Marko skače
3. Kaj ti je deklica
4. Štonderja kopajo
5. Zrelo je žito
6. Lepa Anka
7. Ne orji, ne sejaj
8. Dekle je prala srajčki dve
9. Da göra ta škarbinina
10. Bunda, bunda