Lines Breaking Circles

0 5

Artista: As We Draw
Etichetta: Throatruiner Records
Uscita: 2010
Durata: 37:33
Voto: 4.9/5

La musica francese, oltre ai testi da chanson e a una spiccata vena melodica da canzonetta, sta mettendo su sempre più denti metallici affilati. Uno dei motivi principali per cui un bel suono grosso e rumoroso non si fa strada subito tra la gente è probabilmente che molti sono pieni di pregiudizi e credono, scettici, che qualsiasi cosa non americana o non britannica non possa farli vacillare. Cari miei, il vento del cambiamento soffia già da anni, e uno dei rimbombi più forti di questo tuono sempre più rumoroso risponde al nome di As We Draw, che quest’anno su Throatruiner hanno sfornato un incredibile album d’esordio sulla lunga distanza, Lines Breaking Circles!

Parliamo di un post metal bello cataclismatico, un prodotto della mente collettiva di tre tizi, intriso soprattutto di una passione pura e primordiale con una carica devastante. Gli As We Draw convivono insieme da luglio 2009; prima, cinque anni fa, il batterista Amaury, il bassista Pierre e il chitarrista e cantante Quentin si erano fatti le ossa negli Hard Of Hearing, e Quentin e Amaury ancora oggi macinano granito nel brutale progetto deathcore The Brutal Deciever. Gli As We Draw attingono alle conoscenze e alle esperienze del passato, ma nel cuore sono un power trio, eppure Lines Breaking Circles non suona mai debole, sdentato o lacunoso. Sono solo in tre, ma suonano come se fossero almeno in venti! La musica brutale e intensa tende all’avanguardia, e i due perni centrali, quelli che pesano di più, sono la scrittura dei testi e la grafica. Per il debutto hanno scelto di lavorare con Sylvain Biguet (finora ha messo le mani sugli album di Comity, Trepalium e Down To Earth), mentre il mastering è opera di Alan Douches (ha già collaborato con Converge, The Dillinger Escape Plan, Mastodon e tanti altri). Lines Breaking Circles risuona fiero, come un’opposizione sonora a Isis (ormai defunti), Cult Of Luna, Pelican, in parte anche Neurosis, e potremmo andare avanti. Il disco è quindi un’esperienza catartica fatta di tessuti morbidi, atmosfere eteree e chitarre sognanti e, soprattutto, di bombardamenti sonori e botte solidissime. Gli As We Draw suonano come un mix di post rock e Mastodon, ma il trio di Laval ha condito tutto con la propria fede, il proprio cuore e una pura consapevolezza. La parabola del piacere si dipana compatta dall’apertura, un pezzo saltellante e affilato in stile punk, Shame, e dopo meno di due minuti di inni arriva un momento quasi NoMeansNo tra basso e batteria con Sin Of Addiction, che pure è tra i brani più lunghi del disco, ma non stanca né annoia mai. Una versione screamo di saltellante incarnazione e di dedizione senza freni, con tanto di partenza volontaria per combattere in prima linea, la rende Shield, che a metà veleggia verso un’estetica ritmica alla Tool e un assolo di chitarra staccato dalla spina che ti fa colare la bava a fiumi. Burst Of Colour dopo sei minuti di epopea di emozioni post metal si ferma sul punto della sofferenza e della malinconia angosciosa. When Crowds Are Trapped… The Lonely One Dies è un anello di congiunzione strumentale, un interlude, dopo il quale può cominciare il conto del tempo in ere di alba mattutina: Fault Lines ti marina di nuovo con un crescendo di atmosfera, dal silenzio assoluto fino a rimbombanti sbocchi inneggianti di sguardo introspettivo dritto nel centro del dolore e della sofferenza. Drowned In Flames si nutre della rabbia che gli At The Gates erano riusciti a incapsulare, per esempio, nel sottovalutato With Fear I Kiss the Burning Darkness, e che dopo il passaggio di un’introduzione zoppicante si spacca e si pianta nel nucleo HC punk schematico di Draft, dopodiché arriva il commiato, un addio temporaneo nella bellezza e nella sensuale raffinatezza di uno dei pezzi più lirici del disco: Scum Of The Earth.

Lines Breaking Circles è dunque ciò che nasce quando, invece di perdere tempo, buona volontà e nervi a fare i fighi sul web con belle pettinature e nomi di band il meno leggibili o pronunciabili possibile, si bada al sodo. Stavolta in primo piano ci sono l’idea e la musica pura, e basta e avanza! Gli As We Draw sono dei stakanovisti e una band maledettamente di qualità, che sa qual è l’essenza dell’estetica moderna. Senza fatica non ci sono risultati, e il seme piantato stavolta nelle orecchie degli ascoltatori germoglierà senza dubbio in qualcosa di bello e soprattutto di possente. I movimenti tettonici hanno rinfrescato il mondo mentale e le mappe della scena musicale. Sempre più spesso è la Francia a piazzarsi al centro, nell’ombelico di questa selvaggia rinascita. Anche gli As We Draw dovrebbero essere uno dei nomi importanti in questo cielo luminoso di supernove musicali, ma niente fretta! Dovranno ancora superare la prova del tempo e fornire un’ulteriore prova che l’eruzione di questa brillantezza non abbia esaurito tutto il buono e l’innovativo (e l’inventivo) che si nasconde nelle fondamenta di questa bestia musicale a tre teste. Io, convinto, rapito e innamorato di queste cascate di suono, precipito verso terra. Il tempo si ferma e all’orizzonte comincia a salire il sole oscurato di una cupa quotidianità novembrina, che anela alla morte e alla fine. Per sfuggire alla depressione del momento mi metto le cuffie e premo di nuovo il tasto repeat. Cavolo! Che duri all’infinito!

Formazione

Amaury – batteria, voci di accompagnamento
Pierre – basso, voci di accompagnamento
Quentin – voce, chitarra

Produzione

Sylvain Biguet, Alan Douches & As We Draw

Tracklist

1. Shame (01:53)
2. Sin Of Addiction (05:53)
3. Shield (04:12)
4. Burst Of Colour (06:00)
5. When Crowds Are Trapped… The Lonely One Dies (02:37)
6. Fault Lines (06:36)
7. Drowned In Flames (02:43)
8. Draft (02:12)
9. Scum Of The Earth (05:21)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie