Live At Moles Club, Bath 1981
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: King Crimson
Etichetta: Discipline Global Mobile
Uscita: year
Durata: 48:45
Voto: 4/5
“Live At Moles Club” è un live di culto, di enorme importanza storica per tutti gli amanti dei giganti del prog rock King Crimson, perché immortala il primo concerto della leggendaria band dopo la reunion del 1981. I King Crimson risorti, in quel momento, si facevano chiamare provvisoriamente Discipline: in quei primi passi stavano ancora tastando il terreno per capire se, dentro una formazione quasi completamente rinnovata, ci fosse davvero la chimica giusta per potersi mettere addosso a pieno titolo quel nome leggendario. A essere messi davvero alla prova erano soprattutto i due nuovi arrivati americani, il chitarrista e cantante Adrian Belew (ex Frank Zappa, David Bowie) e il bassista Tony Levin (Peter Gabriel), che insieme al membro originale e capo storico, il leggendario e controverso chitarrista Robert Fripp, e al maestro della batteria Bill Bruford (ex Yes, UK, Bruford) completavano questa incarnazione completamente nuova dei re cremisi, che nel proprio approccio musicale mescolava un sacco di ingredienti innovativi: new wave, elettronica, funk, world music.
I King Crimson, o meglio ancora i Discipline, hanno fatto il loro battesimo, un concerto di rodaggio, in un piccolo club inglese, il Moles, un vero e proprio “buco” che, in linea con le sue dimensioni, vantava un’acustica da poveri: ecco perché la produzione di questa registrazione dal vivo, comprensibilmente, non è il massimo. A conquistare molto di più sono la carica indomabile e l’affiatamento di altissimo livello con cui, in questo show di rodaggio prima dell’inizio del tour e dell’uscita del nuovo album, hanno suonato alcune delle prime versioni dei brani che sarebbero usciti più tardi, a settembre di quello stesso anno, su “Discipline” (1981), più un paio di classici di lunga data, “Red” e “Larks’ Tongues In Aspic (Part II)”. Questi ultimi due sono anche l’unico legame con il glorioso passato, visto che i King Crimson hanno sempre avuto l’abitudine quasi unica di suonare dal vivo, a ogni nuova incarnazione, il maggior numero possibile di pezzi nuovi e il più innovativi possibile, evitando di rifare i vecchi lavori.
Al pubblico presente di certo non passava neanche per l’anticamera del cervello di avere davanti il nuovo volto di una leggenda del prog rock data per spacciata da quasi sette anni, un volto che sorprese, se non scioccò, con un approccio compositivo e strumentale totalmente nuovo rispetto a tutte le incarnazioni precedenti dei King Crimson. L’unico marchio sonoro “crimsoniano” riconoscibile da lontano, che è anche il comune denominatore che tiene insieme la band quanto ad affiatamento dal vivo, è la tecnica chitarristica inconfondibile di Fripp. Questo eccentrico ma geniale chitarrista ha fondato questa versione dei King Crimson soprattutto su una disciplina di lavoro incredibilmente ferrea, capace di eseguire anche il capriccio strumentale più impegnativo uscito dalla regia del grande capo. Quanto fosse potente questa disciplina nei loro concerti lo anticipa già la richiesta di Belew al pubblico di smettere per un attimo di fumare, che sarebbe diventata una delle regole d’oro per chi andava ai concerti dei King Crimson, dopodiché senza un attimo di esitazione si buttano sul classico strumentale “Discipline”, la vera incarnazione di un’incredibile armonia strumentale.
Tra i vari pezzi, un interesse particolare lo hanno alcune delle prime versioni di classici di “Discipline” come lo spassoso “Thela Hun Ginjeet”, che in questa fase aveva ancora una struttura un po’ diversa, e pure il testo. Qui Belew mostra per la prima volta il suo straordinario talento vocale, che allora aveva ancora parecchi punti in comune con David Byrne (Talking Heads), un’influenza di cui si sarebbe liberato negli anni successivi. Il favorito del concerto è senza dubbio l’ottima versione del classico d’avanguardia “Elephant Talk”, mentre la dolce ballata “Matte Kudasai” mostra il lato più sottile della band. La vera forza sperimentale e i talenti strumentali dei singoli di questa incarnazione dei Crimson raggiungono la loro espressione più piena nello strumentale ambient “Sheltering Sky”, dove l’atmosfera cambia di secondo in secondo grazie a un’ottima combinazione di eleganti prismi ritmici ed effetti chitarristici particolari. Una registrazione entusiasmante sotto tutti i punti di vista, a livello strumentale e di atmosfera dentro la band, a tirarla giù sono solo la reazione del pubblico, piuttosto tiepida, e la già citata produzione scadente da club, che comunque è ancora meglio di quella del primo album live ufficiale dei King Crimson, “Earthbound” (1972).
“Live At Moles Club” è uno dei primi di una serie di bootleg live ufficiali che hanno cominciato a uscire anni fa per la Discipline Global Mobile, l’etichetta di Fripp allora appena fondata. Con questa mossa voleva soprattutto arginare la serie di registrazioni live non autorizzate dei King Crimson che in quel periodo avevano cominciato a circolare online, e allo stesso tempo ripagare i fan di lunga data, che sognavano da tempo tante registrazioni ancora inedite. All’inizio questi bootleg live si potevano ordinare solo tramite il sito ufficiale di Discipline, mentre ora sono disponibili da un pezzo in tutti i negozi di musica ben forniti (il che, ovviamente, vuol dire anche che da noi non li troverete). “Live At Moles Club”, l’undicesimo della serie ancora in corso di uscite live ufficiali dei King Crimson, pubblicate dall’etichetta indipendente Discipline GM e parte di un opus magnifico, nonostante la mancanza di quella vera atmosfera da concerto, soprattutto per colpa del pubblico, non è affatto un cattivo inizio, perché contiene i primi passi dal vivo dell’incarnazione leggendaria che portò la band negli anni Ottanta. Quanto sia stata riuscita questa incarnazione dei King Crimson lo dice meglio di tutto il fatto che tre membri su quattro oggi fanno ancora parte della leggendaria band (Bruford, dopo anni di carriera solista e di lavoro con la sua band Earthworks, nel frattempo si è ufficialmente ritirato, con grande delusione dei fan).
Formazione
Robert Fripp – chitarra, soundscapes
Adrian Belew – chitarra, voce
Tony Levin – basso, stick
Bill Bruford – batteria, percussioni
Produzione
King Crimson
Tracklist
1. Discipline
2. Thela Hun Ginjeet
3. Red
4. Elephant Talk
5. Matte Kudasai
6. Sheltering Sky
7. Indiscipline
8. Frame By Frame
9. Larks’ Tongues In Aspic (Part II)