Live In Sao Paulo

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Artista: Kotzen, Richie
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2008
Voto: 3.5/5

Richie Kotzen, eroe della chitarra di 38 anni che ha pubblicato il suo debutto dal titolo “complicato” “Richie Kotzen” già a 19 anni, è noto come un talento musicale straordinario. Possiede infatti una di quelle rare capacità che gli artisti riescono a riunire in sé solo di rado: è un chitarrista eccellente e allo stesso tempo un cantante. Curioso che “Live in Sao Paulo” sia solo il suo primo disco dal vivo, almeno per quanto riguarda la carriera solista.

“Live in Sao Paulo” ha un sound live crudo e ruvido, che Richie ha tenuto apposta così quando ha trasferito le registrazioni catturate sul formato CD finale destinato alla pubblicazione. Nel caso di Kotzen è del tutto logico, visto che il tipo è noto per la sua forte propensione all’autenticità e alla sincerità. E il cuore di questa autenticità è, ovviamente, l’esecuzione del materiale dal vivo. Basta pensare alle influenze musicali della giovinezza di Richie: la soul di gente come Hall And Oats, The Spinners, O-Jays o Curtis Mayfield che si scontra con l’immediatezza della capigliatura rock. L’apertura del concerto con Socialite (“Mother Head’s Family Reunion”, 2007), un collage funk n’ soul sfilacciato di sette minuti, è fatta di jam scatenate, un riscaldamento d’apertura niente male e una presentazione immediata di Kotzen come artista dalla testa ai piedi. Il power trio formato da Kotzen, Johnny Griparic (basso) e Dan Potruch (batteria), sostituito per la parte europea del tour dell’autunno 2007 da Pat Thorpey, vecchio compare di Kotzen ai tempi dei Mr. Big, con i suoi “distacchi” mentali nei lunghi passaggi improvvisati, l’affiatamento incredibile e la solida sintonia reciproca ricorda spesso l’indistruttibilità dei grandi trii di questo genere, quelli che ruggivano all’orizzonte musicale a cavallo tra i Sessanta e i Settanta. A far da omaggio a quei tempi ci sono le due belle e insolite cover di Shapes Of Things degli Yardbirds e di I’m Loosing You dei The Temptations, che Kotzen ha rivestito completamente a modo suo. Va detto che Kotzen non porterebbe certo simili chicche se alle sue spalle non ci fosse una sezione ritmica così briosa, calda e varia, che respira all’unisono con il chitarrista ed è la garanzia dell’eccezionale compattezza di questo dischetto.

L’atmosfera è da club, e curiosamente il pubblico fa più casino per High, brano scritto da Kotzen, che per Stand, classico dei Poison. Evidentemente è la prova che il materiale d’autore di Richie ha fatto presa benissimo anche in Brasile. Dato che il disco è uno solo e riempito con quasi 80 minuti di musica, possiamo supporre a ragione che il concerto a San Paolo fosse più lungo e che parecchi pezzi siano stati tagliati da questa registrazione. Ciononostante, con la sua scaletta Richie offre uno spaccato retrospettivo fenomenale della sua ricca carriera, che farà felici tutti i suoi fedeli seguaci, ed è consigliato a tutti quelli che pretendono e cercano da sempre il riflesso più genuino dell’anima di un artista che sul palco sprizza scintille in libertà, catturato nel melos blues-soul dell’inconfondibile espressione musicale di Kotzen.

Formazione

Richie Kotzen – voce, chitarra
Johnny Griparic – basso
Dan Potruch – batteria

Produzione

Richie Kotzen

Tracklist

1. Socialite
2. High
3. Remember
4. Fooled Again
5. Faith
6. So Cold
7. Love Divine
8. Shapes Of Things
9. Doin’ What The Devil Says To Do
10. I’m Losing You
11. Mother Head’s Family Reunion
12. Stand

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