LizZard e MeduzaleM – Channel 0 (2016)
Autore: Aleš Podbrežnik
Luogo: Channel Zero / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 21.04.2016
Il 21 aprile 2016 passerà alla storia come il giorno in cui se n’è andata una leggenda della musica mondiale, Prince Rogers Nelson. Se però dal globale scendiamo a una scena più locale, quella sera alla Metelkova, in due sale una accanto all’altra, si sono tenuti due concerti. Alla Gala Hala hanno suonato i Borknagar, che avevo visto l’anno scorso a Tolmin e che non mi avevano entusiasmato più di tanto, mentre al Channel 0 c’erano i padroni di casa MeduzaleM e i francesi LizZard.
Sono entrato in sala tra i primi e, fino all’inizio del concerto, non è che si fosse radunata molta gente. Nonostante questo, i MeduzaleM sono saliti sul palco e hanno attaccato col loro set. Per fortuna la sala si è riempita man mano e ben presto nel locale c’era parecchia gente, mentre il trio di Ancarano ha suonato fin dalla prima nota con una sicurezza tale da sembrare davanti a un tutto esaurito. La band è formata dal cantante e chitarrista Rok Soczka Mandac, dal bassista e seconda voce Matjaž Karlovčec e dal batterista Blaž Kocina. Il loro mix di rock progressivo con venature noise, post-rock e, a tratti, anche i passaggi più lenti tipici del doom, tra strutture ritmiche complesse e composizioni ottime, suona freschissimo e interessante. Fondono alla grande le voci pulite di Rok con quelle »sporche« di Matjaž, usano una marea di effetti per chitarra e funzionano come un blocco compattissimo, affiatato al massimo. Mi hanno sorpreso nonostante le aspettative già alte, e dopo averli sentiti posso dire senza dubbio che sono tra le band di maggiore qualità della scena alternativa slovena di oggi.
Poco dopo è toccato ai LizZard, trio francese che alla Metelkova era già passato l’anno scorso come supporto ai progsters Soen. Anche se ero andato al concerto soprattutto per vedere finalmente dal vivo i MeduzaleM (pur venendo dalla stessa regione, non li avevo mai visti suonare), i LizZard mi hanno conquistato praticamente appena hanno cominciato a suonare. Un »frontman« carismatico e di talento come Mathieu Ricou, che nel doppio ruolo di chitarrista e cantante se l’è cavata alla grande, ha brillato anche nel rapporto col pubblico. La sala, ormai belle piena, urlava letteralmente dall’entusiasmo, mentre la band sparava senza compromessi un pezzo dopo l’altro, dalle ballate lente a composizioni potenti e complesse, eseguite in modo davvero impeccabile. La sezione ritmica, formata dal bassista Will Knox e dalla batterista Katy Elwell, funziona benissimo: tutti e due hanno una tecnica eccezionale e, insieme a Mathieu, costruiscono un quadro musicale compiuto che molte band più grosse invidierebbero.
Il pubblico era in estasi e, per quanto mi riguarda, non mi aspettavo proprio un concerto così bello. Entrambe le band hanno fatto molto più che un ottimo lavoro e la reazione della gente è stata all’altezza. Si meritavano decisamente più pubblico, ma dopo quello che ho visto e sentito non ho davvero dubbi: in futuro avranno ancora più successo di quanto ne abbiano già avuto finora.
testo: Tadej Blažič
foto: Anja Ivanovič
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