L’Orto bar profuma di Muškat, goccia dopo goccia! (2013)
Autore: Urban Bolta
Foto: Jerneja Jerak
Luogo: Orto bar / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 18.01.2013
Presenze: 70
Prezzo del biglietto: 5€
Per i campioni punk’n’roll della Stiria Muškat Hamburg, che si muovono tra Maribor, Gornja Radgona e Velenje, il 2012 è stato un anno col botto. Hanno pubblicato il loro secondo, attesissimo album »Zbogom Madamfucker« e con i live ne hanno portato la voce in giro non solo per la Slovenia, ma hanno anche suonato in qualche club sparso per l’ex Jugoslavia. A prova del fatto che i Muškat Hamburg nel nuovo anno non sono andati in letargo e che l’ingranaggio gira ancora a pieno regime, nella seconda metà di gennaio sono tornati a Lubiana – stavolta all’Orto bar.
Ancora prima che l’uragano stiriano si scatenasse al piano di sopra dell’Orto bar, poco dopo le dieci di sera a scaldare la sala mezza deserta ci hanno pensato gli International Rock’N’Roll Cirkus, giovane trio punk che naviga le acque del rock’n’roll più basico. La formazione è composta da Arsa a chitarra e voce, Sabina al basso e Tuljo alla batteria, e i tre arrivano da posti geografici diversi – da cui il nome della band. Ma la musica è un linguaggio universale, così meno di due anni fa questo trio di gente che la pensa allo stesso modo ha deciso di dare vita a un nuovo progetto, che nel frattempo si è già fatto notare con qualche live di peso, tra cui, per dire, il 19° compleanno di Metelkova l’anno scorso. Il trio macina garage punk rock, con una sezione ritmica distorta e sporca alla punk, mentre il frontman Arsa, con i suoi riff sudici, la spinge più verso lo stile garage rock’n’roll. Nel set di una buona mezz’ora hanno proposto del materiale proprio piacevole, che di solito dava il meglio nei pezzi dalla struttura più mossa, come la conclusiva Puštam te i odlazim, una vera e propria mini-epica da leccarsi i baffi, con un’ottima base di basso e dei cori rabbiosi ma piacevoli e contagiosi nel ritornello.
Durante il set della band di supporto l’Orto bar si è riempito un po’, ma a dirla tutta mi aspettavo ancora più gente. Non solo il concerto cadeva di venerdì, quando i giovani di solito hanno voglia di staccare la spina: già il concerto di presentazione dell’album dei Muškat Hamburg a Lubiana, l’anno scorso, era stato molto più affollato, e nel frattempo gli stiriani hanno fatto un altro passo avanti – due videoclip all’attivo, promozione a tappeto – ma purtroppo il rodaggio e un’anzianità ormai quasi di culto nella scena underground non bastano perché band di qualità e caricate a veleno come i Muškat Hamburg riescano a bussare alla porta di una maggiore visibilità mediatica e, di conseguenza, a far salire le proprie quotazioni di mercato.
I Muškat Hamburg hanno costruito la scaletta con un bel mix dei due album usciti e, con un attacco rock’n’roll diretto, hanno colpito subito al primo colpo con il loro stile inconfondibile! Il pubblico ha cominciato, quasi senza accorgersene, a farsi sempre più sotto il palco e poi, su invito dell’energico frontman Radgonski biser, ha riempito del tutto il vuoto tra il palco e le prime file – le basi per una festa collettiva erano così gettate! Tra i presenti si poteva scorgere Matej Gobec, il produttore del loro ultimo disco, e anche Slavc e Soki, cioè la sezione ritmica dei festaioli del Litorale Elvis Jackson. Ricordo che Soki è cresciuto nell’ambiente alternativo di Maribor e probabilmente è amico dei Muškat da una vita, quindi per lui la scelta di venire al concerto è stata verosimilmente una passeggiata.
I Muškat Hamburg sono nati per il palco! Il loro stile musicale stracolmo di testosterone dal vivo suona ancora più autentico che sul divano di casa, perché con uno show curato nei dettagli seguono, saltellanti e coinvolgenti, il messaggio umoristico dei loro testi, in cui sfottono le piccole disavventure quotidiane dell’uomo qualunque. La presenza scenica l’hanno tenuta alta per tutto il tempo con un’interpretazione teatrale il già citato frontman Radgonski biser e il bassista Sissy Pop(e), che comunicava col pubblico a colpi di smorfie scherzose in stile Devin Townsend. La solida base chitarristica uscita dalle dita del duo Otto e Gangsta Rocker ha servito per tutta la serata un ritmo rock’n’roll arruffato nello stile della buona vecchia scuola The Stooges, e una particolarità del loro linguaggio sono anche i continui assoli di chitarra, di norma incastonati direttamente nello scheletro dei pezzi: due esempi tipici sono stati Manijak e Jacuzzi Man. Nonostante il suono apparentemente distorto, il loro affiatamento, grazie ai ritornelli a più voci costanti e all’intesa tra le due chitarre, è fondamentale, anche se con la sbavatura nel passaggio di S.P. Blues hanno dimostrato di essere fatti anche loro di carne e ossa. Gli sguardi stupiti che si sono scambiati dopo l’errore ritmico si sono presto sciolti in un sorriso a trentadue denti, e via, subito dentro a uno dei pezzi più botta del nuovo album, Revolucije od nikoder.
Di chiacchiere tra un pezzo e l’altro ce ne sono state pochissime: Radgonski biser e con lui tutta la band, in questo, sono paragonabili ai vecchi lupi britannici Motörhead: corsa a velocità della luce per tutto il concerto, senza retromarcia! Kongo, Vse sem si zaslužo e Nekega lepega dne, come esempi delle loro composizioni migliori, hanno trovato posto in fondo al set di un’ora buona, che, come la ciliegina sulla torta, allo scadere del limite orario concesso dall’Orto è stato condito anche da Delaj & papaj, con un ritornello significativo: »uno la Slovenia la deve amare«. Proprio quello che ci vuole, vista l’aria che tira oggi a livello sociale e politico nel nostro piccolo paese, no?
È stata una serata esplosiva, in cui una goccia di moscato, burlesque punk e sfrenatezza rock’n’roll hanno riconsegnato i Muškat Hamburg, formazione stiriana, al loro status di unicum da queste parti. Io non vedo già l’ora dei loro prossimi progetti, perché con la loro formula da festaioli tutta personale mi hanno conquistato da un pezzo!
Scaletta
1. Banda prihajam domov
2. Manijak
3. Walkie-Talkie Woman
4. Jacuzzi Man
5. To je to
6. Malo seksa & drog
7. S.P. Blues
8. Revolucije od nikoder
9. Pobrala me bo smrt
10. Sobota
11. Življenje ni potica
12. The Fact
13. Punči nocoj
14. Odpri oči
15. Kongo
16. Vse sem si zaslužo
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17. Nekega lepega dne
18. Delaj & papaj
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