Lovro Ravbar: Get On Board
Autoprodotto
Anno di uscita: 2017
Produzione: Rok Lopatič
Durata dell’album: 48.34 min
Genere: Jazz
Il mondo dei fiati in Slovenia senza Lovro Ravbar sulla scena sarebbe più povero di parecchi piccanti soffi sonori, anche se perso nel vento. Il sempre allegro e di buon cuore Brežičan, noto per la collaborazione con l’attrazione pop slovena Leeloojamais, è tornato lo scorso ottobre con il suo secondo album in studio, in cui al fianco di Lovro suona un bel mucchio di assi del jazz della scena musicale slovena. Con un asso come Lovro, del resto, non si può fare altrimenti: o non riesci a tenergli testa e a stargli al passo. Lo aveva già dimostrato il suo esordio in studio «Rush Hour», uscito nel 2012.
Dunque. Quando parliamo dell’album «Get On Board», non parliamo del classico disco jazz in cui ti aspetteresti, in modo conservatore, accanto al sax un contrabbasso, uno spazzolare comodo e «spaparanzato» sullo sfondo alla batteria e un accompagnamento al pianoforte quasi d’obbligo. No. Qui si tratta di un «potente drive jazzistico» suonato con una grande rincorsa e tanta carica. Ne esce una serie di brani compatti pop jazz soul funk e art (anche rock), completamente strumentali, in cui il sax occupa il centro della scena, assumendo così anche il ruolo della voce.
«Get On Board» («Sali su» o «Imbarcati») è la nuova avventura jazz di Lovro, in cui questo brillante virtuoso continua a consolidare il suo approccio musicale estremamente accessibile e di facile presa, con cui si muove con abilità tra la sfida dell’improvvisazione jazz e il raggiungimento di un’elevata musicalità e compattezza negli arrangiamenti. La componente jazz è forte, è l’essenza, ma Lovro si rivolge all’ascoltatore in un modo così stuzzicante da rendere l’album accessibile anche a chi è meno esigente, ovvero a chi, ascoltando, vuole assaporare subito l’essenza della sostanza musicale. Mentre suona, Lovro sviluppa tanta raffinatezza e tanto «feeling» che potrebbe tranquillamente suonare il sax anche in gruppi art rock come, per esempio, i Toto e/o i Level 42. Tanto basta a dire della sua scintillante abilità e della sua flessibile reattività quando ha in mano le più svariate specie di sassofoni. Anche le composizioni hanno una musicalità straordinaria e un’immediata contagiosità. Sostenute da cima a fondo da una solida struttura ritmica «groove» e da ritmi guida, ulteriormente rafforzati dal gioco variegato delle percussioni. Un’ottima produzione si occupa di disporre alla perfezione i tasselli dell’intero quadro sonoro, mettendo tutti i musicisti in una vera simbiosi all’interno della sostanza musicale espressiva. Lovro porta nell’album una notevole vivacità: usa praticamente tutti i tipi di sassofono, i motivi guida come da copione li «setaccia» più volte con assoli scintillanti, ma nelle composizioni non domina in modo assoluto solo il sax: il tipo sfrutta negli arrangiamenti anche i talenti eccelsi dei musicisti coinvolti, che con i loro interventi solistici ravvivano ulteriormente e contrastano lo sviluppo stesso dei brani. L’album porta anche un lieve contorno di contagiosità bombastica, come suggerisce già l’ottima opener Night Ride.
«Jazz cosmico» che arriva da un’altra galassia? Che cosa suggerisce un conio del genere, stavolta legato alla sostanza musicale di questo album? La copertina, la squadra che accompagna Lovro e che in studio fa il suo dovere, da lui battezzata The Astronauts, e naturalmente il saluto sul retro del booklet: «Veniamo in pace a tutta l’umanità». Ovviamente poi c’è la natura musicale stessa del dischetto, che con la sua compatta musicalità penetrante e il ritmo funky può portarti anche in uno stato in cui ti stacchi completamente, lasci che a portarti sia la musica dell’album e mandi il cervello a farsi un giro.
Un album rifinito alla perfezione dalla testa ai piedi, che ti invita già con il suo titolo eloquente a un’avventura intergalattica. Lovro Ravbar è un grande perfezionista, e lo dimostrano la cura delle composizioni stesse, l’ampia schiera di musicisti d’alto livello dalla solida formazione jazz che partecipano a questo album e l’abilità con cui Lovro sfrutta e dispone tutte le pedine a disposizione sulla scacchiera per ottenere arrangiamenti compatti e, di conseguenza, una musicalità altamente contagiosa, una varietà di atmosfere e una voracità funky groove. «Get On Board» è l’album di Lovro Ravbar che, con il suo carisma scherzoso, la sua carica ottimista e la sua infiammabile incisività compositiva, incanta e seduce. Un album che farà innamorare del jazz anche tutti quegli appassionati di musica che di solito alla parola jazz scappano a gambe levate, lontanissimo. Un album che, con la sua perfezione, può tranquillamente giocarsela con i suoi contemporanei sulla scena internazionale. Sia per stile, sia per qualità della produzione sonora.
autore: Aleš Podbrežnik
voto: 9.5 / 10
Tracklist:
1. Night Ride
2. Meet Point
3. Up in Flames
4. Rule Bender
5. Been There
6. Who’s That Knockin?
7. Cycles
8. Back to the Future Planet
Formazione:
Lovro Ravbar – sassofoni
Matija Dedič – pianoforte, piano elettrico
Rok Lopatič – tastiere, piano elettrico
Tomaž Gajšt – tromba
Zvonimir Bajevič – tromba
Antonio Geček – tromba
Jure Urek – trombone
Miron Hauser – trombone
Jernej “Jerry” Trobentar – chitarra
Miha Koretič – chitarra
Igor Leonardi – chitarra
Alen Svetopetrič – basso
Tadej Kampl – basso
David Morgan – batteria, percussioni
Janez Gabrič – batteria
Nino Mureškič – percussioni, voce
Lazaro Ahmed Hierrezuelo – percussioni
Peter Ugrin – archi
Franklin Arrindell – “steel drum”
Lana Janjanin – voce