Le lucide strimpellate teatrali dei Brencl Banda a Cerkno (2018)
luogo: Cerkno / Bar Gabrijel / Slovenia
data: venerdì, 14.12.2018
Brencl Banda è una formazione slovena che si appoggia alla tradizione del melos popolare sloveno, aggiungendoci ovviamente la sua impronta d’autore e la giusta dose di personalità musicale. È attiva sulla scena dal 2007 e ha in tasca tre album in studio. Lo scorso novembre i Brencl Banda ne hanno sfornato uno fresco di stampa, il terzo, «Korenine svetlobe» (recensione di RockLine QUI), e così hanno rimesso il turbo all’attività live, perché il nuovo disco va promosso in modo un po’ più concreto.
Il nuovo album dimostra la crescita espressiva e artistica del gruppo. Suona tremendamente variegato e, in alcune soluzioni compositive e di arrangiamento nuove di zecca, sembra tutta un’altra storia rispetto al passato della band. È un album potente, finora il lavoro più maturo del gruppo, e si vede che i ragazzi non vedevano l’ora di portarlo anche sui palchi e farlo ascoltare al pubblico. Così le stelle si sono allineate nella costellazione giusta ed è arrivato quel venerdì ideale per una tappa della band a Cerkno, nel famigerato Bar Gabrijel, che porta nei dintorni di Cerkno un vero e proprio massiccio roccioso di polso culturale generale. Una location perfetta per la fermata intermedia dell’autore nel suo viaggio settimanale del venerdì da Lubiana al Breginjski kot.
I Brencl Banda hanno attraversato da poco un radicale rimescolamento di formazione. Accanto ai due membri originali, Andrej Boštjančič «Ruda» (voce, chitarra) e Rok Šinkovec (voce, fisarmonica), ora nel gruppo suonano anche Ana Mezgec al violino, mentre a dare il contrappunto sui toni bassi ci pensa Matjaž Bajc, armato di contrabbasso. Stavolta l’affluenza al Gabrijel è stata un po’ più modesta: forse si saranno radunate al massimo una quarantina di teste, più probabilmente meno che più. La band ha suonato una buona ora di repertorio e, ovviamente, ha presentato in abbondanza l’album «Korenine svetlobe», da cui ha pescato la maggior parte dei pezzi, chiudendo il concerto con un adattamento del brano popolare sloveno Igraj kolo jabuko. Affiatamento eccellente. Una chimica tutta particolare, un’intesa che lascia il segno tra la Mezgec al violino e Šinkovec alla fisarmonica, che hanno riempito con abilità e disinvoltura lo spazio disponibile nei passaggi mid-eight e nelle altre parti dei pezzi dove c’è spazio per infilare gli assoli, mentre Bajc e il sempre infuocato Ruda colorivano le frequenze medio-basse e dettavano il ritmo. Il dualismo vocale tra Rok e Andrej è estremamente piacevole. I due si sono spartiti i ruoli con astuzia, in base ai messaggi dei brani e alla necessità di ricreare passione ed emozioni. Così è chiaro che sarà Ruda a cantare la lucidissima e pungente Vila, in perfetto accordo con il suo carattere birichino, curioso e aperto, mentre Rok, di carattere un po’ più «prudente», si è occupato soprattutto dei brani che richiedono parecchia sottigliezza e raffinatezza vocale. Così, per esempio, è entrato nei panni vocali dell’assente Eva Moškon nell’ottima ballata Srca gospodar, cavandosela benissimo (per lo più a occhi chiusi). In generale la band ha dovuto adattare un po’ le linee vocali rispetto alle versioni in studio dei nuovi pezzi, e l’ha fatto con grande abilità.
Tornando a Vila, è stato proprio questo pezzo a mettere di ottimo umore il pubblico, che ha subito fatto suoi i versi e ha cominciato a partecipare più attivamente alle burle sul palco, spingendo ancora di più la diabolica musica dei quattro «muzičisti» al Gabrijel. Di lucidità beffarda e di humor nero alla band non ne manca, e della maggior parte di tutto ciò si occupa, nelle pause tra un pezzo e l’altro, Andrej Boštjančič «Ruda», con la sua spiritosaggine scintillante. Sul posto ha regnato per tutto il tempo un’atmosfera allegra e divertente. Il concerto è volato, tanto era concentrato. Pieno di informazioni e di eventi.
I Brencl Banda hanno conquistato Cerkno con un senso interiorizzato in modo incredibilmente convincente per l’arte di camminare sul filo sottile e invisibile che da un lato fonde la sensibilità improvvisativa del quartetto e dall’altro mantiene sempre, con maestria, un fascino musicale altamente invasivo, che di fatto resta sempre al centro del linguaggio musicale della band. L’album «Korenine svetlobe» è un nuovo, eccellente traguardo, che merita quindi un’interpretazione a pieno sangue sui palchi e la massima attenzione da parte della critica. Dall’inizio alla fine l’album funziona alla grande, e così ha funzionato anche la band a Cerkno in quella gioiosa serata di dicembre. Se ti sei perso i Brencl Banda a Cerkno, puoi beccarli a Capodanno non lontano da lì, a Spodnja Idrija. L’esibizione di Cerkno ha mostrato che squadra forte siano i Brencl Banda dal vivo: soprattutto spavalda, convincente, e portata in spalla con grande piacere da un elemento di scanzonata sregolatezza, che le dà quel momento teatrale di sensazione di spontaneità a tratti. La sola presenza di Ruda nella squadra porta già in partenza almeno metà di tutta la giocosità con cui la band, anche nella giornata più nera, ti mette sempre di buon umore.
autore: Aleš Podbrežnik
fotografie: Aleš Podbrežnik
















