L’ultimo bagordo rock’n’roll dell’anno! (2012)
Autore: Urban Bolta
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Kranj / Transtation Squat / Slovenia
Data del concerto: 29.12.2012
Numero di spettatori: 100
Prezzo del biglietto: 4,00€
Poco prima di buttarci a capofitto nella serata più lunga dell’anno, Rockline si è concesso un ultimo bagordo rock’n’roll del 2012. E dove, se non in Alta Carniola, a Kranj per l’esattezza, la culla dell’hard e del glam rock sloveno! Se per tanti anni il Bazen è stato il posto dove i giovani di Kranj si ritrovavano per i concerti di stampo alternativo, dopo la sua triste fine la scena locale ha trovato casa in una baracca abbandonata accanto alla stazione ferroviaria. La nuova casetta se la sono sistemata da soli, battezzandola Transtation Squat. Ed è proprio nelle sue viscere che, l’ultimo sabato dell’anno, ci hanno attirato Wild Crew e Tomcat, due giovani band della scuola hard rock slovena.
I casinisti di Tolmin Wild Crew sono nati sulle ceneri dei Wild Child. Anche dopo lo scioglimento della formazione originale la voglia di creare e suonare dal vivo è rimasta, così Anej e Jernej hanno cercato due nuovi membri e rimesso in moto gli ingranaggi della giovane macchina di Tolmin. In estate i Wild Crew hanno pubblicato l’EP omonimo e, sulle sue ali, ora vanno a caccia frenetica di concerti per presentarlo. Una di queste occasioni è stata a Kranj, davanti a un pubblico di casa scatenato – e i Wild Crew, ovviamente, l’hanno afferrata a due mani!
L’imprecisione iniziale ha fatto apparire i ragazzi di Tolmin quasi come una band punk dal suono sporco, ma con grande soddisfazione del pubblico, nel corso del set sono riusciti a spostarsi verso acque più hard rock e a evocare i bei tempi degli anni Ottanta. Purtroppo solo di sfuggita. I loro cori non hanno saziato la fame di perfezione melodica, e nemmeno la performance fin troppo moscia, che lasciava un sacco di spazio vuoto sul palco, anche se dal nome della band ti aspetteresti una vera bomba cinetica! Pazienza: nel gruppo c’è un forte legame di amicizia, che sul palco si vedeva in un atteggiamento collettivo, senza nessuno che cercasse di mettersi in mostra a scapito degli altri, e questa è una base solida su cui costruire e far crescere il loro cammino musicale.
Dopo la pausa è toccato ai Tomcat, formazione a metà strada tra Alta Carniola e Lubiana. Dopo aver aperto in passato i concerti di nomi più affermati della scena nazionale e internazionale, per il quartetto questa serata, praticamente in casa, è stata, a due anni dall’inizio dell’attività, il loro primo vero show da headliner in assoluto!
E non finisce qui. Nell’ultimo periodo la band ha registrato il suo debutto con i produttori Beni Kic e Matej Sušnik e, ancora prima della sua uscita, è riuscita a riempire con quel materiale un’ora e dieci minuti di scaletta sul palco di Kranj. Con l’immancabile pizzico di cover, naturalmente, che già in apertura ha spiazzato tutti con quel provocatore targato ZZ Top, Tush. Da quanto abbiamo sentito, i Tomcat si sono spostati un filo più vicini alla tradizione dell’hard rock classico, anche se sempre con una forte componente melodica, ben udibile nel ritornello intenso del pezzo originale Edge. Il lavoro di rifinitura sui cori porta ai Tomcat un progresso evidente, segno che stanno capitalizzando con successo il proprio talento autoriale. Il passo avanti più visibile era però al posto di frontman! Denis è sempre più convincente sulle note più alte, e così le inserisce sempre più spesso nel suo repertorio di base, che si arricchisce di una nuova dimensione di manovre vocali. Mi piace! Alla destra di Denis coccolava la sua chitarra Rok, nonostante la giovane età già un vero maestro delle sei corde nel completare il quadro sonoro fino al massimo! Anche se Rok, soprattutto negli assoli, avrebbe potuto farsi vedere più spesso sotto i riflettori, con la sua folta chioma si è nascosto anche stavolta sotto il cappello. Rok non ama mettersi in mostra, ma spinge sempre in primo piano il gruppo nel suo insieme, e questo dice molto sulla sua maturità caratteriale. I piccoli scivoloni nei passaggi del classico dei Black Sabbath Iron Man sono giustificati: pare che sul palco i Tomcat non si sentissero a vicenda. Il medley di cover è poi proseguito con i motivetti burloni di Manowar e Lady Gaga. Scelta curiosa, che però, vista la varietà, fa sorgere una domanda: dove stanno andando i Tomcat? La confusione nella messa a fuoco del genere è di solito un problema da gruppi alle prime armi, e così, visti i chilometri sulle spalle del capobanda Šujo al basso, l’osservazione ha punto subito nel vivo. La ballad Good Bye, suonata alla grande, nel finale di concerto è stata sovrastata da ritmi più saltellanti, con il culmine nella cover dei Mötley Crüe Kickstart My Heart, che ha fatto scapigliare praticamente tutta la saletta!
Atmosfera hard rock piacevole e clima di festa spensierata: ecco i tratti distintivi del ritrovo di sabato a Kranj. Un ritrovo che ha annunciato l’imminente uscita del debutto dei Tomcat. Per ascoltarlo, a detta della band, bisognerà aspettare fino a febbraio. Speriamo che mantengano la promessa di fine anno!
Scaletta
WILD CREW:
1. Intro
2. Riot in My Head
3. Wild Side
4. Midnight Fight
5. R’N’R School
6. Night Knights
7. Cryin’ In The Rain
8. Running On A New Day
TOMCAT:
1. Purgatory
2. Tush
3. Girl in Leather
4. Domino
5. Follow You
6. Breaking Chains
7. Edge
8. Hangover
9. Iron Man
10. Good Bye
11. Carry On
12. Fortunate
13. Riders
14. E.O. Glory
15. Dirty Old Mind
16. Kickstart My Heart
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