Manufactur — il treno svizzero che si è fermato anche in Slovenia (2009)

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Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: KUD France Prešeren, Lubiana
Data del concerto: 27.03.2009
Presenze: 50
Prezzo del biglietto: 8/10 €

I Manufactur sono acid jazzisti svizzeri che nel mondo si sono già fatti una bella reputazione con la loro musica originale, in cui oltre al jazz mettono dentro elementi di musica ambient, effetti elettronici, un pizzico di rock e probabilmente anche qualcos’altro.

I Manufactur non sono certo dei novellini: hanno già quattro lavori in studio alle spalle (gli ultimi due usciti per l’etichetta tedesca Rent a Dog), che hanno raccolto per lo più recensioni positive. Così la band non è passata inosservata nemmeno in Slovenia (si erano già esibiti al Trnfest nel 2004) e quando gli svizzeri si sono rimessi in viaggio, gli organizzatori sloveni sono riusciti ad attirarli di nuovo dalle nostre parti. Stavolta li abbiamo potuti vedere al KUD France Prešeren.

Il loro jazz non ha niente di tipico, da nessun punto di vista. Prima di tutto, le composizioni sono più curate di quelle della maggior parte del jazz. Almeno la base (tastiere, basso e batteria) è più rigorosa, mentre la tromba parte in assolo. I brani sanno essere parecchio cupi e ipnotici. Ci sono tanti motivi ripetuti, effetti elettronici e perfino “loop”. Nella loro musica si sente anche un po’ di post rock, anche se forse nemmeno lo fanno apposta. Vale soprattutto per la costruzione di certi pezzi, che partono lenti e delicati, mentre la potenza cresce di continuo lungo tutta la composizione fino a un picco pazzesco. In questo i Manufactur sono davvero eccezionali e battono la maggior parte delle band post rock “vere”. C’è parecchia elettronica, ovvero tastiere ambient, che aggiungono anche loro un fascino tutto particolare alla musica.

Si potrebbe dire che i Manufactur, o meglio il trombettista della band Werner Hasler, si ispirano parecchio a Miles Davis, visto che nella musica è quasi sempre la tromba a stare in primo piano. Io personalmente non sono un grande fan di questo strumento, però Hasler, proprio come faceva Davis, riesce a tirare fuori dal suo strumento più di quanto uno si aspetterebbe, e gli assoli della sua tromba non suonano mai noiosi o riciclati. Certo, quello che si nota di più è proprio Hasler con la sua tromba solista, ma per me sono altrettanto importanti gli altri tre membri, che si sono impegnati (e ci sono riusciti) a creare la giusta atmosfera.

Il concerto è stato suonato in modo superlativo. Non so quanti dei loro pezzi siano composti e quanto invece sia improvvisazione, ma sono riusciti a creare un’atmosfera eccellente, spesso ipnotica e oscura. Durante il concerto non ho sentito nemmeno una “stecca” per quanto riguarda il suonato (anche se nel jazz a volte è difficile dirlo) e anche l’audio è stato sempre all’altezza.

L’affluenza è stata più o meno quella che ci si aspettava. A occhio direi che c’erano circa 50 persone (anzi, forse meno), ma tutti seguivano con interesse quello che succedeva sul palco, e ancora di più la musica stessa, che ha trascinato un po’ di gente in un vortice di sogno ipnotico. Peccato che certe band jazz da noi si becchino tanta attenzione, mentre musicisti come i Manufactur ne ricevano molta meno. Vabbè, probabilmente buona parte della colpa va alla natura sperimentale dei loro lavori, che non sono accessibili come le tipiche creazioni jazz rock.

I Manufactur ci hanno mostrato il loro approccio “svizzero” al jazz, che è tutto fuorché ordinario. Il concerto è filato via sul loro ritmo ipnotico, mantenuto dall’inizio alla fine. Alcuni momenti sono stati davvero ottimi, soprattutto quando i Manufactur costruivano il pezzo fino al picco finale, che di solito era davvero ottimo, se non spettacolare. Insomma, i Manufactur non hanno deluso in nessun aspetto, hanno dimostrato che in Europa al momento si suona un jazz eccellente, e non posso che fare loro i complimenti per l’originalità e per un’esibizione davvero di alto livello.

Formazione:
Werner Hasler – tromba
Oli Kuster – tastiere, elettronica, sintetizzatori
Urban Lienert – basso
Dominik Burkhalter – batteria

Foto: Miha Mally

Scaletta

1. Bavarkookoo 2. Funn Manzini 3. Nullzwozwo 4. Cliché 5. Flambitres 6. Haaf Slomer 7. Geneber 8. April 9. Allamdynam

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