Massimo Savić (6. 6. 1962 – 23. 12. 2022)

MASSIMO SAVIČ (uradni Instagram profil)
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Massimo Savić, una delle voci più stimate e riconoscibili della scena rock e pop croata, nonché una di quelle che hanno segnato per sempre il volto della scena musicale regionale, è morto a 61 anni dopo una malattia breve ma crudele. Ha iniziato la carriera con i Dorian Gray, che nel 1983 hanno pubblicato il disco d’esordio “Sjaj u tami”, seguito nel 1985 dal secondo album “Za tvoje oči”. Negli anni successivi è diventato una star con la carriera solista. La corona del suo percorso è stato il concerto alla Arena di Zagabria il 5. 11. 2022!

Savić è morto il 23. 12. 2022 a Zagabria, nell’ospedale Vinogradska, per le conseguenze di un carcinoma polmonare.

La triste notizia è stata data per prima su Facebook da sua moglie e sua figlia:

“Padre, marito, orgoglio e amore Massimo Savić ci ha lasciate dopo una battaglia breve ma eroica. Anche se ha lasciato questo mondo, vivrà per sempre nelle nostre anime: sorridente, caloroso, forte, pieno d’amore e di raffinatezza artistica. Per sempre saremo le tue ragazze.”

Massimo è nato a Pola. Già da ragazzo era considerato un chitarrista di enorme talento, ma più avanti ha scelto di dare la precedenza alla voce, un vero unicum fin dall’inizio. Savić ne ha coltivato le particolarità e le ha fatte maturare per tutta la carriera, guadagnandosi per sempre la fama di una delle voci più marcate e particolari non solo dell’ex Jugoslavia, ma di tutta la regione. Con un carisma vocale senza misura.

Massimo ha cominciato la carriera ai tempi dell’università, quando nel 1982 ha cofondato la band new wave art rock Dorian Grey. Il gruppo, che componeva sotto l’influsso delle innovazioni sonore dell’epoca di artisti come Brian Ferry e i Roxy Music, David Bowie (la “trilogia berlinese”), David Sylvain e i Japan, nel 1983 ha pubblicato il disco d’esordio “Sijaj u tami”. L’album ha regalato subito notorietà alla band grazie alla title track, una cover del successo dei The Walker Brothers The Sun Ain’t Gonna Shine Anymore. Come autore, il brano era stato inciso per la prima volta già nel 1965 da Frankie Valli, ma un anno dopo, nella versione dei The Walker Brothers, ha portato a questi ultimi un successo ben più grande. Più avanti il pezzo è stato ripreso anche da Keane, Bruce Springsteen e Cher.

Nel 1985 i Dorian Gray hanno pubblicato il secondo album in studio, “Za tvoje oči”. È stato registrato in Svezia e prodotto da Sjunne Ferger.

Un anno dopo la band si è sciolta, tra tensioni crescenti e problemi di soldi. Anche la droga ha presentato il conto. Durante le registrazioni del secondo album in Svezia avevano impiegato il doppio del tempo che la Jugoton era disposta a pagare, così l’etichetta ha preteso che il gruppo ripianasse il debito rimasto di tasca propria. L’allora manager Marijan Crnarić era riuscito a chiudere un tour con 42 date in giro per la Jugoslavia. Con quanto guadagnato, i membri della band hanno coperto solo spese di viaggio, pernottamenti e cibo, mentre tutto il resto se l’è preso la Jugoton.

Massimo Savić è andato avanti ed è diventato un cantante pop rock di successo. Tra il 2004 e il 2007 e poi nel 2012 ha vinto cinque Porin croati come miglior cantante.

Dopo i Dorian Gray sono arrivati gli album solisti: “Stranac u noći” (1987), “Riječi čarobne” (1988), “Muzika za tebe” (1989), “Zemlja plesa” (1990), “Elements” (1992), “Benzina” (1995), “Massimo” (2003), “Vještina I” (2004), “Vještina II” (2006), “Sunce se ponovo rađa” (2008), “Dodirni me slučajno” (2011), “1 dan ljubavi (2015)”, “Sada” (2018).

Per la sua voce dinamica e fuori dal comune, Massimo ha collaborato tra gli altri anche con Pepsi Cola e Coca Cola. Il periodo della guerra in Croazia lo ha però spezzato parecchio, e in quegli anni si è allontanato del tutto dalla composizione di nuova musica.

L’ultimo concerto Massimo l’ha cantato il 5. 11. 2022 alla Arena di Zagabria. Poco prima di salire sul palco aveva scoperto di avere un carcinoma ai polmoni. Il medico gli aveva sconsigliato di esibirsi, ma Massimo non ha annullato nulla: anzi, ha spiazzato il dottore proponendogli di presentarsi al concerto con la sua équipe e di restare “dietro le quinte”, nel caso gli fosse successo qualcosa durante lo show.

Anche se forse già allora intuiva che il concerto all’Arena sarebbe stato l’ultimo, ha salutato le 13.000 teste venute a sostenerlo quella sera con lo stile e l’atteggiamento dei più grandi!

Con la sua scomparsa, nella regione si è aperto un vuoto gigantesco, perché Massimo era noto per un carisma vocale inafferrabile e unico. Quel carisma brillava con tutta l’intensità e la potenza possibili, e la passione e le emozioni con cui rivestiva la sua poesia potevano infiammare all’istante il cuore di chi ascoltava, oppure farlo a pezzi.


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