Mastercutor

0 9

Izvajalec: U.D.O.
Založba: AFM Records
Izid: 2007

Passa un anno e il nostro vecchio, caro amico dai capelli grigi, dalle urla e dagli strilli ancora potenti, ci serve quasi per riflesso un nuovo disco. Cosa ci si potrebbe mai aspettare da Dirkschneider, ex cinguettatore degli Accept, dopo una sfilza di album degli U.D.O., se non un onorevole ritiro? E già che ci sono, mi do la zappa sui piedi e chiedo al saggio del metal un nuovo riciclo, o in altre parole il ritorno a “Thunderball” (2004).

E infatti. Anche se Dirkschneider oggi non ha più nemmeno tanta fantasia da scegliere un titolo d’album che suoni davvero fresco e brillante, visto che ogni volta evoca la guerra tra uomini e robot, il tipo mi ha pure esaudito, almeno in parte. Con gli U.D.O. siamo abituati a farci due risate, eppure su “Mission No. X” (2005) di scherzi ce n’erano un paio di robuste manciate di troppo. Inoltre i ragazzi, dal lato della produzione, avevano ripiegato su soluzioni old school molto più morbide, tipiche degli anni Ottanta, e quella concezione rustica dei riff su “Mission No. X” suonava ancora più rustica, per gli U.D.O. soffocantemente ripetitiva, pur chiudendo un occhio su tutto il riciclaggio a cui gli U.D.O. ci hanno abituati. “Mastercutor” ha di nuovo quel ritornello di riff e produzione velenosamente voluminoso, tirato al massimo e devastante, che ti prende per la gola e ti scuote così forte che hai la testa piena di lucciole e le stelline ti ballano davanti agli occhi per un bel po’.

Lo stile resta old school, come negli anni Ottanta! Posso davvero azzardarmi a dire che l’album sia meglio o peggio di “Mission Nr. X”? Semplicemente, un calcio ai riff molto più vivace in fase di produzione rende tutto abbastanza interessante e convincente da reggere le frecciatine sul riciclo di roba già masticata un milione di volte. Un po’ di Accept, un po’ di Judas Priest, un po’ dei vecchi album fratelli degli U.D.O., citazioni a ripetizione di ritornelli “singalong” pensati per i palazzetti. La nudità della semplicità, almeno per quanto riguarda le melodie. Gli U.D.O. sono quello che sono sempre stati. E quello che resteranno sempre, “testa dura” inclusa. La musica per tutti i fan degli U.D.O. è di nuovo qui: musica nelle forme e nelle dimensioni della vibrazione primordiale della visione musicale del granitico capobanda, zio Dirkschneider. Sull’album non mancano, ancora una volta, le ballad a medio ritmo, che dimostrano soltanto come Dirkschneider, nel registro naturale della sua voce, non risulti convincente come quando viene portato a quell’unica temperatura di esercizio fatta di strilli gutturali e velenosi! Tears Of Clown è un disastro di ballad su tutta la linea e il tipico “filler” indecente del disco! Gli U.D.O. insomma continuano ad azzardarsi a scherzare. Eppure la dose di dramma nei riff, in contrasto con i noti inserti di voci corali distorte composte da tanti Dirkschneider “robotici” e con gli altri “meravigliosi” e stranissimi esperimenti con gli effetti sulla voce, insomma con lo scherzo, fa pendere la bilancia a favore della costruzione dell’atmosfera drammatica!

È curioso che un tipo come Udo Dirkschneider non si stufi mai di riciclare sé stesso. Il disco è troppo lungo di 20 minuti! Ma alla fine è la sindrome a cui sono soccombuti tanti dinosauri, che continuano a scorrazzare indomiti in giro, anche se il loro climax ideale di esistenza è stato rimpiazzato da tempo dal clima di nuove condizioni di vita. Ma a quanto pare i dinosauri non hanno alcuna voglia di andare in pensione. Continuano a deliziare i loro fan con quello che sanno fare meglio e che è l’unica cosa che capiscono. Anche “Mastercutor” è la prosecuzione dell’autentica predica d’acciaio, classicamente metal, degli Accept in veste U.D.O. Vorrei davvero che qualcuno mi facesse notare se su “Mastercutor” mi sono perso qualcosa che non fosse riciclo!

Formazione

Udo Dirkschneider – voce
Stefan Kaufmann – chitarra
Igor Gianola – chitarra
Fitty Wienhold – basso
Francesco Jovino – batteria

Produzione

Udo Dirkschneider & Stefan Kaufmann

Tracklist

01. Mastercutor
02. The Wrong Side Of Midnight
03. The Instigator
04. One Lone Voice
05. We Do – For You
06. Walker In The Dark
07. Master Of Disaster
08. Tears Of A Clown
09. Vendetta
10. The Devil Walks Alone
11. Dead Man’s Eyes
12. Crash Bang Crash

Durata dell’album: 58.25

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie