Melodrom, bis di pienone alla Gala Hala!

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Luogo: Gala Hala (Metelkova) / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 26.01.2007
Numero di spettatori: 400
Prezzo del biglietto: 8,00€

 Sabato 27 gennaio abbiamo assistito alla seconda data, quella di replica, dei Melodrom, di nuovo sold out. Vero, non hanno fatto un tour promozionale granché esteso, ma il motivo di tanto interesse probabilmente sta da un’altra parte. Alla fine dell’anno scorso hanno pubblicato il secondo, attesissimo album, The Guide, e insieme una vera e propria proiezione artistica: dodici collage visivi con musica aggiunta. Una canzone per ogni collage. Ma visto che parliamo di un concerto, cioè soprattutto di musica, possiamo dire che questa è in gran parte nel loro tipico stile cupo, con una freschezza e una cura in più che li piazza piano piano, ma sempre più saldamente, in una nicchia musicale tutta loro. Una nicchia che ha sempre meno bisogno del paragone con altri artisti per reggersi ed è sempre più autonoma. È sempre più semplicemente Melodrom. Inutile dire, quindi, che la sala era di nuovo piena zeppa, se non proprio sold out, poco ci mancava. Sì, i Melodrom sono diventati una delle stelle più grandi e luminose del firmamento musicale di casa nostra.

Il concerto era annunciato per le 23.15 e qualche minuto dopo è partito davvero. Con una breve intro strumentale la band si lancia in un’avventura che si concentra soprattutto sui pezzi dell’ultimo album, The Guide. Ogni brano è suonato alla grande e quasi troppo alla perfezione: se il concerto fosse stato registrato e si cancellasse il rumore del pubblico, probabilmente nessuno si accorgerebbe che è un live! Per tutto il tempo si è costruita un’atmosfera cupa, con soli strumenti elettrici ed effetti speciali. Hanno funzionato benissimo i pezzi in cui le voci delicate e sottili, che portavano quella sensualità naturale e organica, si contrapponevano con grande successo all’implacabilità “sintetica”, “meccanica”. L’intero concerto potrebbe essere uno spezzone di un film su una qualche controcultura, ambientato senza problemi nel 1982, ma anche nel 2982. Magari l’avrebbe potuto girare perfino David Lynch, solo che per i suoi film il pubblico era un po’ troppo annebbiato.

Nell’ora e mezza di concerto hanno attraversato l’intero ultimo album e tutti i maggiori successi di entrambi i dischi. Abbiamo sentito di tutto: da “September”, che davvero spicca più di tutte nell’intero opus della band, a “Prenzlauer Allee”, “Zasebne Sobe”, “Revolutions”, e forse la più attuale, “Counting Days”. Hanno dimostrato ancora una volta che il fatto che una canzone sia o diventi un successo dipende in gran parte da una selezione interna, perché dal vivo tutte prendono quella loro vera energia che le rende, una dopo l’altra, eccezionali. Ogni pezzo potrebbe spremere i suoi cinque minuti di gloria. Lo confermerebbe anche la reazione del pubblico, che non sempre ha regalato l’applauso più grosso ai brani più conosciuti.

Se a tratti sembrava che lo show potesse svolgersi anche in una sala con le sedie, un attimo dopo era chiaro che no, non sarebbe stata la stessa cosa. Forse a questa musica, perlopiù più tranquilla, si sarebbe potuta aggiungere al massimo una proiezione di qualche film? Neanche quello avrebbe funzionato. In realtà non mancava niente. I suoni che nascevano dipingevano dolcemente i loro film nella testa, e questo i Melodrom lo sanno bene. Ci riescono con un’immagine complessa ma allo stesso tempo minimalista, che non irrita, perché non gliene frega niente di farlo. No, i Melodrom ti lasciano trovarli da solo lì dove vuoi, se vuoi. E sono una guida ottima per un viaggio tra sensazioni intrecciate a foglie d’autunno e a un vento che si porta dietro una sciarpa. Così è e così sia.

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