Metal Mania Open Air 2008: la terza giornata
Autore: Rok Klemše
Data del concerto: 30.08.2008
Numero di visitatori: 1608
Prezzo del biglietto: 2000
Dopo la serata di venerdì sotto la pioggia, che ci ha lasciati fradici fino al midollo, è arrivato naturalmente il riposo (e il po-sto-pop-olo) obbligato fino alla mattina di sabato. Di buon’ora sembrava ancora che anche il sabato sarebbe stato parecchio grigio, ma per fortuna le nuvole si sono dissolte, la perturbazione è passata oltre Komen e sopra di noi si è aperto un cielo azzurro senza una nuvola: una sabato di sole fatto apposta per continuare a riposarsi (e po-sto-pop-olarsi)… “Trontelj over and out!”
E cosa c’è di meglio che cominciare con una birra mattutina da 1€ mentre sul palco spaccano i melodic thrash/death di Velenje Inmate? Purtroppo sono ancora senza fortuna con i provini e la ricerca di un cantante o di una cantante, quindi è ora che qualcuno o qualcuna si faccia coraggio.
Dopo una birra, due, tre, …. e uno shottino, due, tre di distillato, alle tre del pomeriggio è arrivato il momento in cui sul palco della Metal Mania sono saliti gli stiriani LastDayHere. È incredibile quanto in fretta questi ragazzi si siano arrampicati sulla classifica del metal sloveno e quanto velocemente il loro debutto From Pieces Created si sia preso cuori e orecchie dei fan. Nonostante suonino “pussy pop metal”, come li ha definiti il cantante Marko, i LastDayHere mettono facilmente in ombra anche parecchie band più brutali. Il quintetto si sta accumulando un bel po’ di chilometri live e sul palco si sente eccome! Strumentalmente eseguito alla grande, senza sbavature, e se ci aggiungi l’ottima voce di Marko, i ritornelli melodici e contagiosi e un’esibizione davvero piena di energia, si può dire che, nonostante i motivetti radiofonici e un approccio leggermente più commerciale, nel caso dei LastDayHere al primo posto c’è senza dubbio la musica. E si vede che i ragazzi la vivono e la respirano!
Sono seguiti altri rappresentanti delle zone orientali della Slovenia, i melodic black/death di Ljutomer Obnounce. La band ha già alle spalle due album, Remnants of Humanity (2005) e Supreme Domination (2007), e sta lavorando sodo al terzo disco in studio. Dei Obnunce si sente eccome la carriera decennale. Le dita corrono sulle corde come sull’olio, la batteria è dinamica e ben strutturata, il mix di death melodico e black metal, che mescolano con efficacia a influenze thrash e gothic, è interessante, e il growl di Robert Grnjak è crudo e aggressivo. Obnounce dominatiooooon!!!
L’esibizione dei giganti del thrash metal sloveno Negligence è stata sicuramente una delle più attese alla Metal Mania 2008, e al tempo stesso l’ultima della band per un po’, visto che sta già lavorando duro al successore del fenomenale debutto Options of a Trapped Mind, che, a giudicare dai pezzi già sentiti e destinati al secondo album, farà l’impossibile e probabilmente supererà persino l’ottimo esordio. I Negligence sono marciati sul palco con la furia bellica di War Machine, per cui hanno appena girato un ottimo videoclip sotto la regia del team Felicijan/Sedmak. L’incredibile affiatamento dell’eccezionale coppia di chitarre Dyz/Jey non ti stanca mai di guardarlo, Alex ammazza al microfono, mentre la sezione ritmica Lipnik/Ruzz è bombastica. La pinna dorsale è spuntata minacciosa dall’acqua con la fame assassina di Shark Attack, e poi ancora il classico Places od Dawn, il nuovo demolitore Mental Central, il pezzo suonato troppo poco spesso che è senza dubbio la vetta della creazione thrash slovena, No Brain, No Pain, e per finire un’altra ondata distruttiva con Insane Asylum. Purtroppo, per problemi tecnici, il tempo è mancato per altri due pezzi, ma anche quelli sarebbero stati comunque pochi, perché i Negligence, quando sono sul palco, non ti stancano proprio mai. Aprire per Forbidden, Exodus e Heathen se lo sono guadagnato con il sangue! Negligence: from Jesenice to the Bay!
Scaletta dei Negligence:
1.War Machine
2.Shark Attack
3.Places of Dawn
4.Mental Central
5.No Brain, No Pain
6.Insane Asylum
Alle undici sono finalmente arrivati sul palco i giganti della Bay Area, veterani del thrash metal, gli Exodus. Una band con una storia di quasi trent’anni, considerata una dei fondatori e degli iniziatori del movimento thrash metal, che fin dagli esordi ha sfornato un’infinità di inni thrash perversi. Il debutto Bonded By Blood è ancora oggi considerato uno dei più grandi capolavori del thrash, e negli Exodus si sono forgiate due delle voci più marcanti e riconoscibili del genere, Paul Baloff (R.I.P.!) e Steve “Zetro” Souza. Quell’epoca per gli Exodus è finita e oggi alla guida della band c’è probabilmente il “peggior” cantante della loro storia, Rob Dukes. Ciononostante, con lui i ragazzi hanno già pubblicato due dischi solidi, Shovel Headed Kill Machine (2005) e, l’anno scorso, The Atrocity Exhibiton: Exhibit A, e gli Exodus sono stati accolti da uno spazio sotto il palco ben pieno e pieno d’entusiasmo. La sorpresa: il classico Bonded By Blood suonato subito in apertura, che nessuno sa cantare in modo così splendidamente malato come Baloff, ma Dukes se l’è cavata piuttosto bene. Salto all’anno scorso con il pezzo Funeral March e poi di nuovo due perle dal debutto, And Then There Were None e Another Lesson in Violence. Il pubblico si strappava, si è moshato come se ci fosse in palio una scommessa! Holt e Altus si passavano gli assoli con precisione chirurgica, Hunting ammazzava letteralmente le pelli e Gibson sul palco è un vero personaggio. Dukes avrebbe potuto tranquillamente risparmiarsi i discorsetti da redneck “white trash”, ma pazienza. Probabilmente, a causa dell’uscita quest’anno dell’album Let There Be Blood, la registrazione di nuovo del classico Bonded By Blood, c’è stato un grande accento su quest’ultimo e così abbiamo avuto l’onore di ascoltare anche il pesce assassino, Piranha, e per chiudere la superba Strike of the Beast. Con Deathaphetamine sono tornati al disco del 2005, con l’eccezionale gemello Blacklist e l’assassina War is My Shepard si sono ricordati anche dell’ultimo disco con Souza alla voce, Tempo of the Damned (anche se non mi sarei tirato indietro nemmeno davanti a un Impaler, eheh). Il medley Iron Maiden/Metallica/The Scorpions, pur divertente, si poteva benissimo evitare, e gli Exodus avrebbero potuto rimettere in scaletta qualche pezzo degli album trascurati Pleasures of the Flesh, Impact is Imminent o Force of Habit, ma la scaletta del festival era questa. Uno dei momenti più belli del festival è arrivato con l’inno definitivo del mosh pit, Toxic Waltz! Exodus grazie! Exodus attack!
Scaletta degli Exodus:
1. Bonded By Blood
2. Funeral March
3. And Then There Were None
4. Another Lesson in Violence
5. Children of a Worthless God
6. Piranha
7. Deathamphetamine
8. Blacklist
9. War is My Shepard
10. Iron Maiden/Metallica/The Scorpions Medley
11. Toxic Waltz
12. Strike of the Beast
Con l’esibizione della band black metal del Prekmurje si è chiusa la Metal Mania Open Air 2008. Purtroppo il futuro del festival è in forse a causa del primitivismo di certi individui a cui da piccoli nessuno ha insegnato a fare i bisogni nel posto giusto e a comportarsi da persone civili. Se l’anno prossimo la Metal Mania non ci sarà, sarà un gran peccato sia per la scena metal slovena sia per il metal in generale, perché perderemmo uno dei migliori festival nel raggio di chilometri. Tutti quelli che hanno partecipato all’organizzazione meritano solo e soltanto lodi, e sono convinto che alla Metal Mania ci reincontreremo!
Fotografie: Aleš Podbrežnik
Testo: Rok Klemše
Scaletta
10:30 – Inmate
11:20 – D.N.R.
12:10 – Infidia
13:00 – Miss Night
13:50 – So I Sin
14:45 – LastDayHere
15:40 – Obnounce
16:35 – Negligence
17:30 – Infernal Tenebra
18:30 – ROTTEN SOUND
19:50 – 3 INCHES OF BLOOD
21:20 – PRO-PAIN
23:00 – EXODUS
00:50 – Mora
Galleria fotografica


















































