Metal Witch 2016!

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Cirkus / Slovenia
Data del concerto: 29.09.2016
Spettatori: 350
Prezzo del biglietto: 0,00€

È passato un anno ed è tornato il Metal Witch. Anche se l’evento è partito in ritardo, noi siamo riusciti ad arrivare ancora più tardi, e Marko Brecelj stava giusto chiudendo il suo set quando siamo entrati. Porca miseria. Evidentemente resteremo per sempre fermi a quel faccia a faccia dell’agosto 2014 a Kranj – reportage di RockLine QUI. Dev’essere stato una roba clamorosa. Marko ci è passato accanto con i suoi famigerati calzettoni da inginocchiamento davanti a Popovič, ovvero con il suo outfit dei giorni nostri, con cui continua a prendere in giro con incredibile maestria i »capi« di questo »paese« e, ovviamente, anche sé stesso. Dobbiamo farci perdonare dal geniaccio brizzolato con la prossima visita a un suo concerto, senza se e senza ma.

Ad aprire il festival, a suon di distorsioni, sono stati i granitici deathcorer melodici di Velenje, gli Inmate. Con i tempi nuovi hanno rivoltato la formazione come un calzino: oggi i membri originali sono rimasti solo Jure alla batteria e Andrej alla chitarra. Al microfono, adesso, ci sono ben due cantanti. Il primo è un vecchio volto della scena, già negli Last Day Here e da anni grande amico degli Inmate, Marko Duplišak; il secondo è Aleksander Kolar. A completare la nuova line-up ci sono il navigato bassista Miha Oblišar, che in carriera è già passato per un sacco di band slovene, e il chitarrista David Vodopivec. La band è una garanzia di qualità. Da sempre. Sia per le composizioni che per l’esecuzione. Anche nella nuova veste, rinnovata e rinfrescata. Aleksander e Marko si sono completati alla grande sul palco, con il contrasto di un cantato estremo, mentre il resto della band ha costruito un muro sonoro solido e nitido, su cui poggia il loro deathcore melodico. Gli Inmate hanno presentato anche materiale nuovo, che finirà nel prossimo album, guidato dal nuovo singolo Endless Desires. Come sempre: preciso e con due palle così. Sfrenato e rabbioso!

Visto che i Lene kosti non c’erano, sul palco è salito almeno uno dei suoi membri (ormai ex). Si tratta di Jan Tehovnik, che al posto dei Lene kosti ha portato al Cirkus i suoi Pyroxene. Anche i Pyroxene hanno presentato materiale proprio, che presto troverà casa ufficiale nel primo EP, che la band ha intenzione di registrare a breve. I Pyroxene sono metallari dal suono retrò. Lo si sente nel suono che esce dalle chitarre di entrambi i chitarristi, e naturalmente anche nei riff e nelle frasi soliste. In mezzo a tutto questo si insinua la sirena che Jan Tehovnik fa ululare a tutta forza. Alta e autorevole. In pratica è stato Jan a tirare i ragazzi per tutta la durata del concerto. Si vede che la band suona regolarmente ultimamente e che, di concerto in concerto, diventa sempre più brava e sicura di sé. Purtroppo c’è stata qualche stonatura, soprattutto durante la cover dei Judas Priest, The Reaper. La band ha scosso il pubblico all’inizio con la cover dei Black Sabbath Electric Funeral, e più avanti con una Breaking the Law (Judas Priest) forse troppo scontata, che avremmo fatto volentieri a meno di sentire, visto che la suona ogni band all’asilo. Insomma, tirando le somme: bello e più che decoroso il set dei Pyroxene. La cosa più calda del momento, però, qual è? Com’è che suonerà il primo EP, ovviamente. In bocca al lupo, ragazzi.

Dopo i Pyroxene sul palco sono saliti i Necrotik della Dolenjska. I selvaggi hardcorer di Novo mesto hanno fatto alzare in piedi il pubblico come nessun altro fino a quel momento, e la gente gli mangiava in mano. Un concerto carico di energia. Affiatatissimi! La band a fine maggio ha pubblicato il suo primo EP »Wake Up« e da lì sono arrivate Evil Against Evil (la traccia d’apertura), poi Devil Wears Your Skin, Wake Up, Dirty Little Whore,… Il gruppo ha condito il suo tornado distruttivo con la cover del classico dei Sepultura Roots Bloody Roots, che si è rivelata un vero terno al lotto. Nel pezzo hanno infilato un pezzetto della colonna sonora di Pulp Fiction (Misirlou), e la gente si è scatenata a più non posso: sotto il palco è partito un circle pit da pazzi e parecchie teste hanno provato anche lo stage diving durante il concerto. Insomma. I Necrotik hanno spremuto fino all’ultimo atomo di energia dalla maggior parte dei presenti. Perché?

A seguire, in formato ridotto, sono saliti sul palco i Warm Up Bones di Borovnica. Questa band fino a oggi è forse rimasta un po’ nell’ombra agli occhi del pubblico musicale, anche se è incredibilmente esperta e conosciuta nella zona di Borovnica e Podpeč! Soprattutto perché suona un sacco di cover diverse. E le suona alla grande. Un quartetto affiatato in modo eccellente, che a questo concerto ha suonato rigorosamente solo materiale proprio. I Warm Up Bones hanno sfoderato un suono da urlo. Di gran lunga il suono migliore tra tutti quelli che si erano esibiti fino a quel momento. Anche se hanno suonato al massimo mezz’ora, e davanti a un pubblico decimato, hanno suonato in maniera eccellente. Intesa perfetta tra i quattro. Voce vera, decisa, potente, espressiva, ottimi assoli di chitarra incastonati in modo fenomenale in una forma melodica di riff hard rock e heavy metal belli affilati, che in qualche modo (e non è una bugia) compensano sulla scena quello che oggi dovrebbero portare i Pomaranča, se si fossero sviluppati normalmente sulla scena (fino a oggi). Insomma, sui Warm Up Bones vale la pena tenere gli occhi ben aperti in futuro!

Alla fine, molto, molto tardi, sul palco sono arrivati finalmente anche i Metropolis. Si tratta di un gruppo dedito da una vita a omaggiare vita e opere degli inconfondibili rock’n’roll punk dei Motörhead. E da un bel pezzo. Il protagonista resta ovviamente Hotschko! Lo stesso Hotschko che nella prima metà degli anni Novanta aveva messo a punto il Floyd Rose sulla chitarra elettrica dell’autore di questo reportage, quando ancora viveva nell’illusione, e solo col tempo ha capito che era meglio buttarsi a scrivere pezzi di musica piuttosto che suonare la chitarra. Be’, il tipo strofina il suo Rickenbacker per i Metropolis dal 1994 e, ovviamente, tortura senza pietà i microfoni con la sua voce alla Lemmy, tanto che ne volano via trucioli grossi così. Più di recente si è aggiunto a lui l’esperto chitarrista Marko Čulajević, o semplicemente »Čule«, che conosciamo benissimo dai matadores del rock’n’roll lubianesi Sausagues, mentre alla batteria resta il fedele compare di Hotschko, BDM. Dunque. Suono super. Esecuzione pure. Soprattutto grazie alla voce di Hotschko, incredibilmente penetrante e alla Lemmy, che ha molta più forza ed eruttività di quella del cancelliere di ferro negli ultimi anni, quando l’icona del rock, di concerto in concerto, arrancava a vista d’occhio. Insomma, Hotschko ha studiato bene anche le movenze di Lemmy sul palco, e ha indossato pure la camicia nera che il cancelliere di ferro del rock’n’roll portava di norma ai concerti. Mancavano solo le due verruche sulla guancia destra, il cappello e gli stivali di pelle. Anche il microfono, ovviamente, era girato verso il basso. La band ha eseguito due pezzi propri, per il resto ha entusiasmato la dozzina di sopravvissuti al Cirkus con versioni più che dignitose degli originali dei Motörhead (eccezione: No Class, suonata sbagliata). Prima del pezzo Metropolis, Čule e Hotschko si sono abbracciati con i mignoli, come usava tra i fan dei Motörhead. C’erano un paio di sorprese che i Motörhead negli ultimi anni non suonavano più da un pezzo, tipo I’ll Be Your Sister, Love Me Like A Reptile, Stone Dead Forever e Built For Speed. Poi un sacco di classici obbligatori, tra cui Going to Brasil, Just Cause You Have the Power, Dead Men Tell No Tales, Dancing On You Grave, Stay Clean, Iron Horse, Shoot you In the Back, Over the Top, Iron Fist e, ovviamente, in chiusura l’asso di picche. Mancava solo Overkill nel bis, che non è mai arrivato. Alle due di notte, comunque, sotto il palco erano rimaste forse una ventina di persone sopravvissute (barista e tecnici esclusi). I Metropolis sono una tribute band ai Motörhead della madonna. Peccato che suonino così poco e così di rado. Festa super. E sarebbe stata ancora meglio a un’ora »normale« della sera, davanti a più gente! Speriamo che confermino al più presto nuove date. Da quando non ci sono più i veri Motörhead, siamo ancora più affamati di musica dei Motörhead!

Il Metal Witch 2016 è riuscito bene. A parte il solito, identico problema. Di nuovo non c’era abbastanza gente. Ingresso gratuito, i primi 100 spettatori hanno ricevuto un buono per la prima birra gratis, poi la birra alla spina a soli due euro. Ridicolo, e purtroppo di nuovo triste. Non ha attirato il pubblico. Una cosa però è vera: dopo la birra alla spina la mattina la testa faceva male. Che non va bene. Quindi un consiglio per l’anno prossimo, se non volete che la testa faccia male anche a voi dopo la birra alla spina. Dall’altra parte dell’incrocio c’è il »Tramvaj«, aperto tutta la notte, dove ti becchi una bella Nikšičko ghiacciata in lattina, sempre a 2,00€. E dopo quella, di sicuro, la testa non fa male.

Scaletta

Inmate:
1. intro
2. Tomorrow Never Comes
3. Die Before Dying
4. Golden Cage
5. Home
6. Victorious
7. Endless Desires
8. 432 + Paradox
9. Unbreakable
10. Demon Crazy
11. Tree of Life
12. Overcome

Pyroxene
1. Cleansed In Fire
2. Quarantine
3. Electric Funeral
4. Choose Your Poison
5. Bullets Fly
6. Things I Was
7. DKP
8. Breaking the Law
9. Helium 3
10. The Reaper
11. Fireborn
12. Res me imaš!

Necrotik:
1. Evil Against Evil
2. Hang Them High
3. Wake Up
4. My Apostasy
5. C.O.A.V.C.
6. Balkan Idiocracy
7. I Am Free
8. My Zombies
9. Devil Wears Your Skin
10. Roots Bloody Roots
11. Dirty Little Whore

Warm Up Bones:
1. Politične svinje
2. Ceste so raj
3. Feljušvar
4. Mrtvaški ples
5. To ime
6. Zelena punca
7. Rock’n’roll Republika
8. Sva šla midva

Metropolis:
1. Stay Clean
2. Reason
3. I’ll Be Your Sister
4. Midnight Riders
5. Metropolis
6. Stone Dead Forever
7. Over the top
8. Iron Horse
9. Dead Men Tell No Tells
10. Built For Speed
11. Going to Brasil
12. Shoot You In The Back
13. Rock Around,
14. Bomber
15. Love Me Like A Reptile
16. Just Cos You Got The Power
17. No Class
18. Iron Fist
19. Dancing On Your Grave
20. Ace Of Spades

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