Metropolis

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Artista: FM
Etichetta: AOR Heaven Records
Uscita: 2010
Durata: 63:30
Voto: 4.5/5

FM! Uno dei primi nomi che vengono in mente quando si parla di quella specifica sfumatura musicale che incarna la tradizione del rock melodico britannico. Un altro ritorno! Il ritorno di una band eccezionale! Dopo 12 anni di pausa, per la precisione nel 2007! La reunion doveva essere inizialmente solo per un concerto, ma le cose hanno preso un’altra piega! E ora arrivano con un nuovo album, il sesto della loro carriera!

E gli FM, per fortuna, sono un’altra di quelle band che fanno parte della lega dell’hard rock che non ha tradito le proprie radici. Probabilmente mi sto ripetendo, ogni volta che cito gli ottimi dischi dei ritorni sulla scena di Ratt, Y&T,… e ora ci sono anche gli FM!

“Metropolis” ti serve subito la tipica produzione made in UK. I riff di chitarra sono sempre messi un po’ “indietro” nel mix, o meglio, tendono a mettersi sullo stesso piano delle tastiere, che così guadagnano più attenzione e peso espressivo. I tasselli del quadro sono distribuiti in modo uniforme, la voce, come da copione, sta decisa al centro. Tra tutte le scuole di trattamento del suono dell’era moderna, è proprio quella britannica a mantenere più fedelmente le pratiche del passato (gli album degli anni Ottanta). Tipico dei britannici, direte voi. Se confrontiamo la super-lucidatura (l’iper-produzione) del suono degli album hard rock degli Ottanta, sono proprio i conservatori britannici a essere rimasti oggi i più vicini a quel modello nel trattare il suono dell’hard rock. Ma non è affatto la stessa cosa. Gli FM su “Metropolis” suonano affilati. I più affilati di sempre! Le chitarre tagliano, ma senza quell’aria “stridula”, senza trucchetti di armonizzazione con accordature più basse o altre trovate “alla moda”. La tradizione, insomma, è salva. Ed è la cosa migliore quando si parla del messaggio musicale di una band come gli FM!

Steve Overland porta con sé il suo stile di canto inconfondibile, un vero unicum nell’hard rock melodico. Quell’impronta soul fatta di improvvisazione se lo porta dietro anche stavolta. Con questo approccio brilla ancora una volta nello sfruttare il suo talento innato. Allo stesso tempo sa esattamente, d’istinto, dove spingere sull’acceleratore e tirare fuori ancora più potenza dalle sue doti vocali. È un piacere ascoltarlo soprattutto nei passaggi più calmi, dove emerge ancora di più la capacità di adattarsi ai versi e di dare vita alle emozioni (la ballad d’impatto Still The Fight Goes On). Su “Metropolis” Overland resta un maestro assoluto del suo mestiere e una figura carismatica che con la sua resa lascia, ancora una volta, uno degli attributi più marcati e riconoscibili dell’espressione musicale degli FM! Al tempo stesso viene da chiedersi, e non a torto, se con tutti i progetti in cui Overland è coinvolto ultimamente (ad es. Overland, Shadowman) non si sia per caso ritrovato a corto di ispirazione, o quanto dei side project si porti dietro Steve su “Metropolis”?

Niente paura, perché Steve non è l’unico nella band. Va considerato il fatto che la musica degli FM si regge, ovviamente, su arrangiamenti di riff abilmente intrecciati con le tastiere. Semplice. Davanti a noi c’è un insieme di 13 brani che, dalla testa ai piedi, sono puro stile FM! Un lavoro che riassume alla grande le fondamenta della tradizione del rock melodico britannico, senza nascondere il forte elemento AOR che gli FM sottolineano anche nei ritornelli superbamente conditi, con l’armonizzazione della voce principale a cui aggiungono un accompagnamento vocale extra (canto a più voci). Senza tutto questo non riusciamo proprio a immaginare la musica degli FM.

I ragazzi con “Metropolis” restano grandi maestri del loro mestiere, di quelli che non sanno sbagliare! Le idee sono nate a vagonate durante gli anni  di assenza dalle scene. I nuovi FM cavalcano quindi i tempi nuovi, poggiando sulle fondamenta della tradizionale scuola britannica dell’hard rock melodico! Nella produzione e nell’espressività dei riff non nascondono un aumento del volume, cosa niente affatto strana per i tempi nuovi. Allo stesso tempo, però, è chiaro che, dopo tutti questi anni lontani dal campo di gioco del rock mondiale, il cervello non gli si è ammuffito, e gli FM sono rimasti fedeli a ciò che fanno e sanno fare meglio. Se vi tornano in mente i dischi AOR “Indiscreet”, “Tough It Out” o i successori più duri “Takin’ It To The Streets” e “Aphrodisiac”, sappiate che con “Metropolis” gli FM sono rimasti esattamente in queste acque familiari e riconoscibili della loro creatività.

Va sottolineata anche la fenomenale comunicazione nel dialogo strumentale tra le tastiere, che tengono con maestria il velo atmosferico sullo sfondo proprio quando serve di più: quando il nuovo chitarrista Jim Kirkpatrick scappa in impressioni soliste elaborate e/o nei punti in cui le tastiere alzano il tasso di dramma in ritornelli superbi e contagiosi, allora è chiaro che gli FM si sono rimessi al lavoro con un approccio globale e maniacale, e il perfezionismo da studio  con le idee fresche e ispirate di cui il disco è pieno ha pagato, ancora una volta, più che bene.

L’album è solido, coerente e, pur con la tipica impronta espressiva degli FM, piacevolmente vario, perché offre momenti sia più veloci e a medio ritmo, sia più tranquilli. I brani sono di qualità alla pari e di “riempitivi” nel disco non se ne trova nemmeno uno! Gli estimatori della tradizione del rock melodico britannico di stampo hard, con in testa le band britanniche da Shy fino a Heartland, saranno più che entusiasti di questo lavoro!

Formazione

Steve Overland – voce, chitarra
Jim Kirkpatrick – chitarra, cori
Jem Davis – tastiere
Merv Goldsworthy – basso, cori
Pete Jupp – batteria, cori

Produzione

FM

Tracklist

1. Wildside (4:56)
2. Hollow (4:05)
3. Unbreakable (5:22)
4. Flamingo Road (5:03)
5. Metropolis (1:35)
6. Over You (4:35)
7. Days Gone By (5:42)
8. Bring Back Yesterday (5:37)
9. I Ain’t the One (4:51)
10. Don’t Need Nothin’ (4:23)
11. The Extra Mile (4:42)
12. Who’ll Stop the Rain (5:23)
13. Still the Fight Goes On (7:10)

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