Miusow Quartet – i festaioli delle Alpi
Luogo: Sax Pub / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 01.10.2008
Numero di spettatori: 30
Prezzo del biglietto: 1 dinaro
I Miusow Quartet sono ormai vecchi amici della ciurma di RockLine. Nell’ultimo anno li ho visti già due volte e ogni volta hanno suonato in modo pazzesco. La prima volta mi hanno spiazzato, perché in Slovenia non mi aspettavo un jazz-rock così innovativo e rifinito. Stavolta ci hanno onorato con un’esibizione al Sax Pub, dove c’è posto per cinque spettatori, anche se in caso di emergenza se ne possono stipare pure dieci. Meno male che fuori hanno un giardino, dove la musica del locale si sente alla grande, altrimenti sarebbero scoppiati i disordini. I ragazzi erano pigiati in un metro quadro scarso di spazio e il vero miracolo è stato vedere quanto fossero agili in quelle condizioni.
I ragazzi sono tornati ancora una volta al loro repertorio di ferro, i vecchi evergreen dall’album Smejmo Se Skupaj, dove mostrano tutto il loro entusiasmo per gli sviluppi moderni della musica popolare da balera. Tutto è partito con Alma mater, che mi sono perso in parte perché sono rientrato un filo troppo tardi dall’osteria qui vicino. Poi è stata la volta di Cynical, l’unico pezzo cantato del loro unico album. Dopodiché Tibor (basso) e Marko (fisarmonica) hanno lasciato il palco e ci siamo ritrovati con Konfrontacija, uno scontro tra Blaž alla batteria e Andrej al sassofono. Ritmi che schizzano da tutte le parti e assoli furiosi su entrambi gli strumenti – di sicuro un ottimo antipasto per il resto del concerto. I due stremati sono tornati sul palco belli riposati e sono seguiti solo classici – Skandiranje Skandinavcev, Amn’Ha e Vrvež v mestu, brani con quelle vere melodie jazz-rock, saltellanti e allo stesso tempo ultracomplicate.
Alla fine, dopo le urla del pubblico (in realtà era un solo esaltato), i Miusow hanno dovuto tornare sul palco, perché altrimenti una folla di fan inferociti li avrebbe scotennati. E così si sono visti costretti a ricorrere a una tattica subdola. Hanno suonato un vero toccasana per le orecchie, Šuti Bolan, un pezzo perfetto per le feste serbe per intellettuali, dove il melos balcanico si appoggia a un ritmo jazz. Così capra e cavoli sono salvi, e i Miusow Quartet hanno vinto di nuovo su tutta la linea.
Visto che in formazione hanno una fisarmonica, da i Miusow Quartet mi sarei aspettato più motivetti da festa paesana, invece i ragazzi preferiscono una base jazz-rock che poi arricchiscono con tango, avanguardia, svariati motivi dal mondo e melodie balcaniche. Non sono certo i Vesele Štajerke, ma nello stile che suonano sono semplicemente fenomenali e, per me personalmente, una delle formazioni più interessanti sulla scena musicale mondiale. Gli manca solo un nuovo album e sarà tutto ancora più perfetto.
Che questa formazione stia guadagnando prestigio (almeno tra i musicisti) si è capito quando sono arrivati barcollando sul posto due noti suonatori di fiati – Lovro Ravbar dei Leeloojamais e Vasko Atanasovski, che ama collaborare soprattutto con Bratko Bibič, dove spesso soffia in qualche canna.
Dopo tutti questi concerti “grossi” che ci sono stati negli ultimi giorni, uno si dimentica fin troppo facilmente dei Miusow Quartet, che purtroppo ai loro concerti non richiamano tanti fan quanto i vari Living Colour o Stooges. E a torto. I Miusow Quartet sono musicisti eccezionali che, con il loro approccio professionale, dove però non manca nemmeno il divertimento, rimandano a casa più di un nome famoso. Dubito che diventeranno mai famosi quanto meritano, ma noi che conosciamo la loro musica e ce la godiamo possiamo ritenerci fortunati, perché questi ragazzi sono così carichi per quello che fanno che più o meno se ne “infischiano” di guadagnare anche solo un dinaro con la musica. Il loro entusiasmo si nota di sicuro dal vivo e nell’album, dove la qualità è indiscutibile.
Testo: Rok Podgrajšek
Foto: Aleš Podbrežnik
Scaletta
1. Alma Mater
2. Cynical
3. Konfrontacija
4. Skandiranje Skandinavcev
5. Amn’Ha
6. Vrvež v mestu
7. Šuti bolan
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