Mladi metri, tesi come corde! (2013)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / SNG Drama / Slovenia
Data del concerto: 15.12.2013
Spettatori: 100
Prezzo del biglietto: 12,00€

Gli Elevators sono una delle rarissime band della scena musicale leggera slovena che sfrecciano inarrestabili tra palchi e nastri da studio, con una risata allegra, ottimista e menefreghista e un’espressività succosa e frizzante, sulle ali della malizia di un sarcasmo giocoso, quasi infantile, e di un umorismo geniale e pungente. Gente così sulla scena ci manca cronicamente! E un quartetto di quattro musicisti fuoriclasse forma un corpo musicale inesauribile, chiamato Elevators! Robi Pikl (Manouche) a chitarra e voce, il grande maestro Davor Klarič (ex-Šank rock) seduto dietro una fortezza di tastiere, il tarchiato Sergej Ranđelović »RunJoe« (troppi progetti per elencarli) alla batteria e il bassista dei Siddharta Jani Hace. I superlativi non finiscono mai, ogni volta che si parla di uno qualsiasi di questi quattro musicisti, di altissimo profilo, pieni di talento ribollente e armati fino ai denti di un’espressione artistica unica e personale.  

Gli Elevators sono una band speciale. I suoi membri sono sempre impegnatissimi nelle più svariate sfaccettature della loro professione artistica e trovano a malapena il tempo di  mettere in studio insieme qualcosa di nuovo, qualunque cosa porti la firma dell’artismo Elevators. L’ultimo brano, V aorto, è uscito nella primavera del 2011 e possiamo solo sperare che qualcosa di nuovo sia in arrivo. Beh, la scaletta stavolta non l’ha confermato, ma pazienza. Gli Elevators devono far uscire un nuovo album, devono puntare a quello. La profondità artistica è troppo grande per pensare anche solo a qualcos’altro.

Il flusso di energia che ti risucchia di colpo e, senza che te ne accorga, ti porta in un universo musicale tutto suo, quello degli Elevators, è pazzesco. Difficile da descrivere. Diverso da tutto il resto. Provocatorio fino al midollo e proprio per questo rinfrescante come pochi. E quella sera l’abbiamo sentita anche noi, nella sala dello SNG Drama, questa scintilla di magia musicale degli Elevators. Ore sette di sera, acustica della sala eccezionale, platea vuota per più della metà, ma pazienza. Chi ci tiene davvero questo evento non se l’è perso (non ce lo siamo persi). Soprattutto con un prezzo del biglietto ridicolo! Per una manciata di euro così ti porti a casa un sacco, ma proprio un sacco di magia musicale che con un flusso di energia positiva ti riempie corpo e spirito. Anzi, ti libera, se non addirittura ti ripulisce.

Gli Elevators hanno costruito il repertorio sui loro due album in studio. Un culmine eccezionale della fusione di figure jazz, funk, blues, swing, ma anche di approcci più succosi, quasi rock: nella sua natura genuina non potrebbe funzionare meglio. L’intesa tra i musicisti sul palco è pazzesca. Guardi uno a uno i membri del quartetto e sul volto gli leggi l’abbandono a pieno sangue ai piaceri musicali, quelli che può regalare solo una filosofia libera, di totale apertura alla sfida dell’esperimento musicale. Ed è proprio questo il senso di ogni creazione nell’arte musicale. Tra i quattro volti di grande carisma degli Elevators, il più divertente è decisamente quello che si disegna sulla faccia di RunJoe! Ma anche Robi Pikl non resta certo molto indietro! Soprattutto quando passa dal microfono al tubo collegato al talk box,  sul palco tira fuori una bella dose di satira. Il suo compare RunJoe, attore da palcoscenico nato, dall’altra parte non fa certo colpo solo con la sincera irradiazione delle emozioni che gli ribollono dentro mentre naviga coi compagni nel repertorio degli Elevators, ma soprattutto con la straordinaria abilità di condensare le strutture ritmiche di base con strappi imprevedibili di follie jazz. Quando il divertente »tricheco« sale sul proscenio con la maglietta bianca pubblicitaria delle sardine Eva e si tuffa, nel modo più genuino e immedesimato possibile, nelle interpretazioni vocali in dialetto di Ajdovščina, come in Skouči skuoči, o più tardi in Žulejne je krompjir, Še je cejt, e nel bis d’obbligo Prva pomoč, l’incontro con gli Elevators raggiunge un ulteriore salto di unicità.

Lo spazio perché i geni dei singoli si espandano a pieno è tanto. Ma si magnificano attraverso una convivenza eccezionale. Nessuno dei quattro pilastri si prende il primato, tutti si esprimono sempre alla pari. Klarič ha lanciato nell’aria qualche melodia space prog, ha senso persino un parallelo con certi prog rocker sinfonici come i Camel; dove invece in primo piano arriva la pesantezza rock  (Riff, V aorto), col suono dell’Hammond avvicina le sonorità a band come Uriah Heep, Nektar e anche Deep Purple.

Il passaggio di acrobazie soliste lungo tutto il quartetto è eccezionale. Nell’esperienza del concerto questo porta quell’elemento unico di shock-terapia che chiamiamo imprevedibilità e persino spontaneità nello sviluppo degli eventi. Pikl e Hace ogni tanto si danno una mano  anche con la »memorizzazione« di frasi, che aiutano a costruire a strati il paesaggio sonoro comune della band. Il ponte verso la ricettività del pubblico più ampio sono invece i punti in cui gli Elevators sviluppano, e sanno mantenere con la stessa efficacia, un mix di ascoltabilità compatta, basato sull’incisione ritmica netta delle molle funk e su impulsi di ritmi latin accessibili a tutti (Brasilica, Hišni ljubimec). Qui entra la voce sfottente di Robi Pikl, capace persino di evocare una grottesca imitazione di Michael Jackson! All’uomo cinto dalla chitarra della serie Gibson ES 335, la Lucille di B.B. King, la perspicacia non manca quando si susseguono i pezzi in cui con la voce alterna l’effetto talk box sulla chitarra e il canto normale nel microfono (UFO Race).

Ecco la morbida e delicatissima I.E. in stile »Pat Metheny«, poco più avanti nel repertorio esplode il colorato pezzo jazz sperimentale e sgangherato Marvin. Le sorprese arrivano a ogni passo del concerto e in una storia del tutto unica nel repertorio della band. Insomma, di terapie dall’effetto shock, basate su un opuscolo musicale multifaccia di forte carattere e di grande forza espressiva, a questo quartetto semplicemente non mancano. A ogni passo che muove, libero e spensierato, nel suo linguaggio di grandi particolarità art. Un concerto carico di chimica a tutto effetto è volato via in un attimo! Semplicemente. Le cose belle, maledizione, passano in fretta. Gli Elevators restano quindi manna per i buongustai della musica, ma bussano con finezza anche alla porta delle masse più ampie, perché sanno riconfezionare da maestri succose figure di improvvisazione  in una forma compatta di motivi guida. La componente art del quartetto è eccezionale e ogni esperienza con la band è una storia nuova e diversa, che dal vivo non smette mai di affascinare! Sempre e ancora!

Še una cosa. Gli Elevators sarebbero stati la compagnia ideale per l’esibizione di Simon Phillips e dei suoi Protocol II., il 01.11.2013, alla Cvetličarna di Lubiana!

Scaletta

1. Mladi metri
2. Brasilica
3. Smiles
4. I.E.
5. Orao javi se
6. Bob Miller
7. Skuoči, skuoči
8. Hišni ljubimec
9. Polna luna
10. Marvin
11. Rowad
12. UFO Race
13. V aorto
14. Žulejne je Krmpjir
15. Še je cejt
—bis—
16. Prva pomoč
17. Riff

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