Morso – la nuova attrazione rock di Fiume (2008)

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Luogo: Orto bar / Lubiana / Slovenia
Data dell’intervista: 26.11.2008

I Morso sono una formazione relativamente giovane di Fiume, in Croazia, nata dalle ceneri dei Tha B Inside. Sono musicisti con una bella dose di esperienza e di know-how. Il loro chitarrista Matej Zec, per esempio, è un membro fisso di una delle band croate di punta, i Let3. La musica dei Morso è una sintesi molto interessante tra il tesoro rock “retro eighties”, il “new wave pop” e le sonorità “post punk rock”, a cui la band aggiunge i suoni attuali di certi rocker “indie” come Interpol o Editors. A tutto questo i Morso aggiungono un pizzico di artismo, che si sente a ogni passo della loro musica. Sono dei perfezionisti, che quando creano musica curano anche la coerenza dei costumi con cui salgono sul palco.

Da poco la band ha pubblicato il suo esordio in studio “Izlog” (la recensione di RockLine la trovi QUI), per l’etichetta Dallas. Così è successo che i Morso (insieme ai Vatra) hanno avuto l’occasione di un concerto promozionale a sostegno dell’album “Izlog” all’Orto bar di Lubiana. Prima dell’esibizione, davanti a una birra (senza la quale non si può proprio), abbiamo fatto due chiacchiere con il cantante e principale visionario della band, Stanislav Grdaković.  

RockLine: Stasera suonate per la prima volta in Slovenia?

Stanislav: Come Morso sì, per la prima volta. Prima avevamo i Tha B Inside, con cui abbiamo suonato qualche volta anche in Slovenia, anche all’Orto Baru. Stasera invece, come Morso e con questa squadra, è la prima volta.

RockLine: E che effetto fa ritrovarsi di nuovo sul palco, stasera qui in Slovenia?

Stanislav: Ogni posto ti dà una sensazione diversa. È difficile da spiegare. In pratica sono le persone, il pubblico che viene ai nostri concerti, a dettare l’ambiente e le sensazioni. Può succedere anche di suonare due volte di fila nello stesso posto, e la sensazione che provi in quelle due serate può essere completamente diversa.

RockLine: Il vostro esordio “Izlog” è un disco speciale.

Stanislav: Se la pensi così, per noi significa tantissimo.

RockLine: Davvero. Avete limato a lungo il materiale per l’album? Quanto è vecchio il materiale, cioè quanto è maturato prima che lo registraste?

Stanislav: Il materiale ha tre anni. Abbiamo fatto un po’ di ritardo. È stato molto complicato mettere insieme questo tipo di musica con due voci. Ci siamo scornati parecchio, proprio con gli arrangiamenti vocali. Le canzoni in realtà erano pronte nel giro di sei mesi, ma con alcuni arrangiamenti non eravamo del tutto soddisfatti, così la cosa si è tirata per le lunghe, perché bisognava registrarli da capo.

RockLine: Te lo chiedo perché per un esordio in studio questo disco mi sembra un vero fenomeno, sia a livello di produzione sia di espressione musicale. È riconoscibile, ha una sua identità.

Stanislav: Se a te suona così, allora è ottimo. Per questo la registrazione è durata così tanto. Cercavamo davvero il suono più perfetto possibile.

RockLine: Soprattutto l’atmosfera che si respira nell’album, anche grazie ai loop sonori programmati sullo sfondo.

Stanislav: Sì, sì, sì,… Elettronica e rock! Se l’hai colto così, è fantastico. Era questo l’obiettivo del nostro disco.

RockLine: Nella band siete in sette. Fate fatica a restare allineati sull’idea di partenza, vi capita di litigare tra voi?

Stanislav:  Per stupidaggini. Tipo chi ha fregato a chi un pezzo di pizza  nel “catering” e roba simile. Cavolate totali. Cose senza importanza. Non vale nemmeno la pena parlarne.

RockLine: Dove trovi l’ispirazione per scrivere musica?

Stanislav: L’ispirazione viene dalla vita, dallo stare con la gente, dalle varie interazioni della vita di tutti i giorni. Un sacco di queste sensazioni si mescolano e poi ti “scatta la scintilla”.

RockLine: Quando ascolti il vostro album “Izlog” hai la sensazione di sentire la nuova ondata della scena rock di Fiume, per il nuovo millennio.

Stanislav: Abbiamo preso qualcosa di vecchio e ci abbiamo aggiunto del moderno.  Che suoniamo “fiumani” per noi è un complimento. Le band che vengono da Fiume, penso a quelle più vecchie, sono per noi un modello. Questa musica l’abbiamo ascoltata tutti, nella band, più di ogni altra, e l’abbiamo anche vista dal vivo più di ogni altra, perché era roba di casa nostra. Se siamo riusciti a suonare moderni ma allo stesso tempo fiumani, per noi è un grande risultato. Il fatto che a Fiume ci siano tante band è ormai una tradizione. Ma la cosa interessante è che le band spuntano a ondate. In questo momento a Fiume c’è di nuovo un’ondata, e adesso sulla scena ci sono sicuramente una ventina di band eccellenti. Sei o sette anni fa non ce n’erano così tante. La situazione attuale è davvero splendida. Anche dal punto di vista dei generi il quadro è molto variopinto, per quanto riguarda queste band di Fiume. E ogni band che abbraccia un genere e ci crede con la sua visione risulta davvero convincente nel suo modo di esprimersi, tanto che oggi possiamo vantare 10 o 15 band davvero ottime che suonano a Fiume.

RockLine: Tra queste ci sono per esempio anche i Father…

Stanislav: I Father sono al vertice per quanto riguarda il metal moderno, poi per il punk ci sono i Pasi, bravissimi, e nel rock funk i Mandrili,… meglio che non continui con l’elenco, per non dimenticare qualcuno e fargli un torto. Ognuna di queste band è molto solida nel proprio campo, e di grande qualità.

RockLine: E ora a Fiume ci saranno anche più concerti. Pare che la sala Palach sia di nuovo in funzione.

Stanislav: Il Palach aveva già riaperto da un po’, ma in questa sala non si potevano organizzare concerti. E proprio per il prossimo weekend (29.11.2008 e 30.11.2008, n.d.A.) anche il Palach tornerà a vivere con i concerti. Il posto numero 1 per organizzare concerti a Fiume resta comunque la sala Stereo. Lì si riesce ancora a organizzare i concerti di qualità migliore a Fiume. Be’, anche il Palach col tempo si metterà in pari. Ora la sala è stata presa in gestione da una squadra completamente nuova.

RockLine: Avete già date confermate per i Morso? E gli altri piani per la band quali sono?

Stanislav: Da settembre di quest’anno a oggi abbiamo fatto una quindicina di concerti in Croazia. Per noi è parecchio, visto che prima non avevamo suonato molto insieme. In questo momento stiamo lavorando anche alla registrazione di un videoclip. Per Capodanno suoniamo a Fiume, e abbiamo già concordato altri cinque concerti per il futuro. Per il resto spero che a breve riusciremo a suonare il più possibile e a presentare con successo il nostro esordio in studio “Izlog”.

RockLine: Chi scrive i testi nella band?

Stanislav: I testi li scrivo per lo più io. Preparo una specie di bozza e la presento a Ivana (Ivana Bartolović è la cantante dei Morso, n.d.A.). Ne discutiamo, cosa ci piace e cosa no, poi certe cose le cancello, le lascio fuori, le adatto. Dopo si unisce a noi anche il tastierista, perché è quello che ha il senso più acuto per far combaciare i testi con la melodia. Lui aggiunge anche certe terze e quarte, cioè lavora sugli arrangiamenti, fa ulteriori correzioni e porta il tutto a un livello superiore.

RockLine: Questi testi mi sembrano molto interessanti. Hanno un sapore retro anni Ottanta.  All’epoca si scrivevano volentieri testi volutamente minimalisti, che proprio per questo spesso risultavano, se mi permetti di essere un po’ scorretto con gli artisti, volutamente “illogici”…

Stanislav: I nostri testi sono molto complessi. Per questo abbiamo ricevuto parecchie critiche dalla gente, per incomprensione.

RockLine: Ma questa è l’essenza dell’artismo.

Stanislav: L’artismo è il nostro obiettivo. I testi li scriviamo in modo che chiunque ascolti la nostra musica possa trovarci un pezzetto di sé.  Cioè, i testi gli permettono di salpare con la nostra musica verso il suo mondo e di trovarci parallelismi con la propria vita e con il modo in cui percepisce ciò che lo circonda, e se stesso. Quindi un verso che mettiamo insieme può significare tante cose allo stesso tempo. Perciò sta alla gente prendere da questi versi quello che le appartiene. A ognuno il suo.

RockLine: Voi Morso avete questa componente artistica nel carattere, che si sente anche nei testi.

Stanislav: Arte incorporata nel pop.

RockLine: Risulta molto accattivante e personale.

Stanislav: Quello che dici è interessante, perché non molto tempo fa siamo stati il bersaglio di tante critiche “mainstream”. Proprio quello che lodi tu era l’oggetto delle critiche, e per questo hanno cercato di frenarci. La cosa più facile per noi sarebbe stata girare nei ritornelli quelle 10 frasi trite e ritrite, come fa la maggior parte delle band, e tutti sarebbero stati contenti. Ma per noi non è interessante.

RockLine: L’importante quindi è seguire le tue sensazioni, le tue percezioni….

Stanislav: Sì. Abbiamo le nostre idee e la nostra visione, e le seguiamo.

RockLine: Cosa possiamo aspettarci dal concerto di stasera dei Morso qui all’Orto bar?

Stanislav: Abbiamo a disposizione 40 minuti di set. L’album “Izlog” è un po’ più lungo, quindi dovremo lasciar fuori due pezzi, ma per il resto suoneremo praticamente solo il materiale dell’esordio.

RockLine: Hai pensato a come farete stasera a stare in sette tutti insieme su questo palco più piccolo dell’Orto bar?

Stanislav: In realtà per la nostra band è sempre un casino, ovunque suoniamo. Però ormai ci siamo abituati. Abbiamo una specie di schema con cui ci organizziamo. I nostri due ragazzi che si occupano della programmazione dei campioni li “spingiamo” ai lati del palco e poi in qualche modo funziona, ah, ah, ah….

Il report del concerto di presentazione per la promozione dell’esordio in studio “Izlog” dei Morso, all’Orto bar di Lubiana (insieme ai zagabresi Vatra), del 26.11.2008, lo puoi leggere QUI.

foto (concerto dei Morso, Lubiana, Orto bar, 26.11.2008): Aleš Podbrežnik

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