Na živo
Autore: Sandi Sadar Šoba
Artista: Demolition Group
Etichetta: Sintetic Production
Uscita: 2012
Durata: 62:17 + 54:29
Voto: 4.8/5
Quando mi chiedono quale band delle nostre parti si sia presa la fetta più grossa del mio cuore, la risposta è chiara, forte e sincera fin da quando ero ragazzino: »Demolition Group!«. Il collettivo alternativo di Brežice, con quel suo inconfondibile sentimento malinconico e un’asprezza ancora più tagliente, mi si è piantato nel cuore sia con album fuori dal comune sia con concerti fuori dal comune, ogni volta una festa speciale in cui si cuciono i ricordi più belli e, soprattutto, si suona musica della Madonna. E non si può far finta di niente: dai primi passi della band sono passati trent’anni, e non si può ignorare nemmeno che in questi tempi turbolenti ci sono stati cambiamenti, mute, che se ne sono andati alcuni pilastri importanti e che la band, pur di sopravvivere, vivere e respirare a pieni polmoni, ha cercato le alternative migliori – e che il brillante, nonostante tutto, brilla ancora come una delle rare meraviglie nel cielo musicale sloveno, votato in gran parte al commerciale. Demolition Group sono una band con la schiena dritta, un’attitudine tutta loro e il dono di sopravvivere, e che sia tutto vero lo dimostrano, dopo tre decenni e per la prima volta, anche con il loro primo doppio album dal vivo pubblicato ufficialmente, Na živo!
I dischi dal vivo erano la moda degli anni Ottanta e dei primi Novanta, ma siccome i Demolition Group quelle tendenze le hanno saltate, Na živo non è solo un documento straordinario che completa il mosaico sonoro della discografia: è anche un esperimento e un invito che, senza dubbio, trascinerà ai concerti tutti quelli che finora, per uno strano caso del destino, se li sono persi. Dopo il grandissimo Planet starcev, che dopo dieci anni di assenza da palchi, studi e coscienza collettiva ha saziato per bene la voglia di standard più alti nella musica di casa nostra, è arrivata una serie di concerti da urlo. Tra questi anche quello nel club Štuk di Maribor, dove il 9 dicembre 2011 i Demolition Group hanno deciso di immortalare il loro lavoro e di catturare, senza abbellimenti né sovraincisioni, l’attimo del loro viaggio astrale nel nero dello spazio. La prima parte si apre sciorinando gli assi più rumorosi dell’ultimo disco. Gospodar è l’apertura giusta: spazza via con gesto iconoclasta ogni aspettativa normativa e ti riempie i polmoni di aria piena, purificata dal fuoco. La prova che i Demolition Group funzionano come una macchina da concerto ben oliata è qui. La comunicazione tra il cantante carismatico e straordinario Goran Šalamon e una band altrettanto straordinaria e insostituibile è senza compromessi e senza bisogno di parole. La compattezza instancabile delle chitarre distorte, giocose e artistiche di Bojan Fifnja si fonde alla perfezione con il suono velenosamente bello del sax tenore, che nelle mani di Jože Pegam suona inconfondibile; a completare la firma unica della band c’è la sezione ritmica dei fratelli Gregel, con Ivica che lavora ai fianchi la batteria e Tomi che tiene testa alle fami dei vecchi fan, abituati in passato a Nikola Sekulovič. Il disco dimostra che i Demolition Group sono riusciti a sviluppare una nuova chimica e che, nonostante gli anni di attività, hanno ancora fame e tutto il necessario per spaccare dal vivo. La comunicazione col pubblico è alla mano e mai esagerata, e la musica… Nimam rad Boga continua lo straordinario volo lungo la parabola della passione infuocata, e la sequenza si completa splendidamente, in linea con il percorso lineare dell’ultimo disco, con il brano Stokrat. L’identità col disco è solo superficiale, perché i Demolition Group sputano ancora più energia e foga proprio sotto le luci del palco. Di stecche neanche l’ombra, il suono è tagliente, cristallino e merita ogni singolo secondo della tua attenzione. Dopo Romantika, che suona come il seguito della storia dei cancellati (l’intro ritmico mi ricorda sempre il pezzo Povratak otpisanih …), segue un breve salto nel passato.
Dež è il brano che, a 14 anni dall’uscita dell’album Neovangelij, è diventato un evergreen della musica slovena – anche grazie al contributo indimenticabile della prima donna della musica slovena, Helena Blagne. Stavolta la fragilità sentimentale viene scolpita e filtrata solo attraverso il filtro del cuore di un quintetto (pardon – sestetto) di sentimentali maschioni. Dopo la partenza più decisa è tempo di calmarsi, ma l’odore di adrenalina e sudore non svanisce. La title track del penultimo disco, Bič, Luč & Upanje, riporta il battito cardiaco di nuovo a regimi più alti. Bojan si prende un po’ di libertà artistica, mentre il resto del collettivo segue d’acciaio il proprio tempo interiore e i frattali appassionati dei comandi suggeriti di liberazione. Siamo tutti la nostra frusta, la nostra luce e i portatori della nostra speranza, miei cari! Con Amerika si torna al disco dei dischi – l’album Deep True Love – e i Demolition Group, nonostante i sensi menomati, riescono a portare nel rifugio della tua stanza quel po’ di toni argomentativi che ti faranno partire il piede da solo e ti scuoteranno con la voglia di muoverti! L’assolo dello straordinario batterista Ivica Gregel dà al brano un valore aggiunto, e i Demolition Group confermano che nel reclutamento non si accontentano di mezze misure né di mediocrità! La forma libera lascia spazio all’impronta dell’ispirazione del momento, che a musicisti del loro calibro non manca di certo. Anche la perla oscura di Neovangelij, DAF, si incastra compatta nel puzzle di suono e forza testosteronica e convincente della band, mentre con Planet starcev l’unità d’assalto di Brežice torna ai tempi più recenti dell’attualità musicale. Dopo il ritorno malinconico su Planet starcev, in una scaletta un po’ rimescolata rientra e si infila Še in več, mentre il volo lineare interrotto prima prosegue con i brani dinamici Kriv sem za vse e il pezzo da ballare Kak dan, che gioca con la forma jazzistica dell’improvvisazione da club e con i contorni più luminosi dei rotori dell’anima rinati dei Demolition Group. Goran versa il suo nettare del cuore attraverso corde vocali ruvide, e il collettivo instancabile degli altri complici e co-artefici di questo straordinario concerto di Maribor, nonostante sia già passata un’ora di show e senza una sola pausa, sembra dannatamente fresco e per niente logoro. E siamo appena a metà del disco!
Il secondo disco è molto più retrospettivo del primo. Dopo il richiamo organico alla procreazione animale con Ljubiva za svet, con cui la salvezza di questo dannatamente triste pezzetto di universo, questo minuscolo pianeta nel mare del nero, si cerca con il buon vecchio atto salvifico dello scambio di fluidi corporei, i Demolition Group con Nujno ni aggiungono che non ci sono obblighi di sorta. O forse sì? Servono movimento e dinamica: la versione accelerata dell’ultimo brano dell’ultimo disco è infatti il pretesto per un salto in un passato magnifico. La carica alla Rammstein prosegue con il brano d’apertura dell’album Neovangelij, Crackhead. La suspense delle prime battute si dissolve e divampa nella gassificazione ad alto numero di ottani dei vapori di cherosene, mentre onde d’urto meno violente arrivano al pubblico e agli ascoltatori di questo straordinario disco con la dolcezza di Gram. Un substrato dell’anima, una luce nel buio di una lacrima, un grammo di salvezza è almeno un attimo di resistenza all’inevitabile cataclisma, e i Demolition Group, a modo loro, malinconici e da ascoltare, sono così dannatamente attuali da svegliare chiunque ai testi presti orecchio anche solo per un istante. U tvojim očima è qui solo la miccia per la brace sentimentale, il «gastarbeiter» Japanci (rade za nas) è soltanto un’iniezione istantanea di divertimento e relax su ritmi punk, che dà all’insieme un tocco ancora più evergreen. La versione allungata della parabola d’apertura del penultimo disco, il pezzo Mučnina, è il momento per rilassarsi e aprire i chakra, la tecnica del crescendo dà all’architettura della musica una nota ancora più immanente, e la prosecuzione è altrettanto naturale. La chiave dei mondi felici è stata messa in mano agli sciamani della musica, e Neovangelij ancora una volta, da iconoclasta, spazza via tutti i comandi imposti da politica, media e abitudini ossificate. I Demolition Group sono ribelli con una ragione e, da apostoli del rumore articolato e dei motti provocatori, spargono semi dei sentimenti più pregiati tra la folla come i seminatori di Grohar. Včasih tudi drugi è poi già di per sé uno dei momenti più sacri del miglior disco della loro discografia (i gusti sono gusti, ma io giuro e sanguino per le battute di Neovangelij), e l’esecuzione intensissima prosegue con la splendida morbidezza sentimentale di Mesečina. La profondità dell’amore del cuore e dell’innamoramento era stata installata nello spettro mentale dal progetto stesso del disco Deep True Love, a cui il quintetto con il timoniere del cuore (anzi, sestetto, per non dimenticare il cavaliere del suono e mastermind degli affari Matjaž Pegam!) torna con Like Night Before; dopo un’ouverture veloce come la luce, la band si diverte anche con Nirvana, e la ciliegina sulla torta di un concerto straordinario e di un documento straordinario dei tempi passati è l’insostituibile Zucco.
Zucco is not dead, miei cari, e i Demolition Group non sono da cancellare! I ragazzi di Brežice sono più duri di Chuck Norris e più rumorosi di tutti i pozeur gonfiati e furiosi. Demolition Group sono una band senza la quale il cielo sloveno sarebbe dannatamente vuoto e un sacco di cose succose resterebbero non dette. Na živo è un esperimento che non ha bisogno di trucco né di additivi, perché tutto ciò che dà alla band un tale splendore, una tale bellezza, un fascino animale così passionale e quel retrogusto di perfezione è qui! I Demolition Group sono inarrestabili e indistruttibili, e dopo tre decenni l’attesa ha ripagato nel modo migliore – con un disco che ti inizia a dovere allo spettacolo della capitale europea del rock’n’roll, della cultura alternativa e dell’eccellenza d’élite, tutto incarnato proprio da questo collettivo di mastermind musicali di Brežice. Il disco è assolutamente da spalmare sul pane, e la tua presenza ai prossimi concerti più che scontata!
Formazione
Goran Šalamon – voce
Bojan Fifnja – chitarra
Ivica Gregel – batteria
Tomi Gregel – basso, voce
Jože Pegam – sax tenore, voce
Matjaž Pegam – suono, finanze, personale
Produzione
Demolition Group
Tracklist
CD 1:
- Gospodar
- Nimam rad Boga
- Dan dolgih sanj
- Stokrat
- Nisva tu
- Romantika
- Dež
- Bič, luč in upanje
- Amerika
- DAF
- Planet starcev
- Še in več
- Kriv sem za vse
- Kak dan
CD 2:
- Ljubiva za svet
- Nujno ni
- Crackhead
- Gram
- U tvojim očima
- Japanci (rade za nas)
- Mučnina
- Neovangelij
- Včasih tudi drugi
- Mesečina
- Like Night Before
- Nirvana
- Zucco