Nature Of Evil
Artista: Sinner
Etichetta: Nuclear Blast
Uscita: 1998
Durata: 56:16
Voto: 5/5
Uno degli album più importanti usciti nel periodo in cui, con la seconda metà degli anni Novanta, l’innesto di componenti melodiche nell’heavy metal tornava a farsi di nuovo attuale, è senza dubbio il disco più duro della carriera della leggendaria formazione tedesca heavy rock / heavy metal Sinner, intitolato “Nature Of Evil”. Già il suo predecessore “Judgement Day” del 1996 aveva indicato la direzione che la band avrebbe preso per sviluppare il proprio potenziale: acque metal più dure.
La rivitalizzazione delle componenti melodiche nel metal a metà anni Novanta è partita prima di tutto da Germania e Scandinavia e alla fine ha portato alla fioritura del power metal. “Nature Of Evil” è un tipico rappresentante dell’approccio tedesco all’heavy metal. Al boss della band, Mat Sinner, in quel periodo era più che evidente che fosse venuta voglia di un sound estremamente metallizzato, vivo e crudo. Con questo obiettivo ha fondato quasi in contemporanea i Primal Fear, che sul loro omonimo debutto, uscito nello stesso anno di “Nature Of Evil”, non hanno fatto altro che riprendere il sound di quest’ultimo. “Nature Of Evil” è anche il momento di massima somiglianza con le future creature dei Primal Fear, perché dopo di lui Mat Sinner, nei dischi successivi, ha ricominciato ad “ammorbidire” il suono a favore di un’energia rock più diretta.
“Nature Of Evil” è un album con uno spirito eccezionale. Già il titolo ne racconta praticamente tutta la poesia. È teso, cupo, suona cattivissimo e, nella sua essenza, incredibilmente indemoniato! Allo stesso tempo riesce a fondere, in un equilibrio pazzesco, la componente melodica con una produzione cruda e dal suono vivo e tiratissimo, con tocchi aggressivi. Un fascino speciale alla musica dei Sinner lo dà, naturalmente, la voce di Mat Sinner: virile, intonata su registri da bassi a medi, riconoscibile a un miglio di distanza. Stavolta, in certi passaggi, Mat letteralmente ruggisce su queste tonalità, il che sull’album rafforza la tensione estrema dell’atmosfera drammatica e sottolinea i messaggi dei versi, che rimandano al gioco e alla tentazione del diavolo con la realtà della vita del singolo individuo. I testi restano comunque estremamente terra terra, diretti, realistici, e proprio per questo, con l’abbraccio aggressivo dei riff e un rullante tirato a morte, funzionano alla grande, ovvero questi messaggi toccano l’ascoltatore ancora più intensamente. I ragazzi decorano spesso i loro riff velenosi e vivi con spiritose armonie di terze, che sul disco a tratti sfociano in un plettrare vertiginosamente accelerato, marchio di fabbrica riconoscibile della classica tradizione old school tedesca. Questo elemento, nel quadro complessivo del disco, è integrato in modo ottimale. Si occupa di dare all’album una dinamica ondulatoria eccezionale e, di tanto in tanto, di rendere imprevedibili le svolte di passaggio tra i motivi portanti dei singoli brani.
Per questo album Mat Sinner ha messo insieme una squadra di operai della musica eccezionale. Con la visione di un obiettivo chiaro nella creazione di “Nature Of Evil”, i suoi ordini sono stati eseguiti in modo magistrale dal duo di chitarre Tom Naumann / Alex Beyrodt, che ha sfornato diversi assoli ispiratissimi in sequenze a più parti, dal rodato ed esperto maestro delle pelli Fritz Randow (Eloy, Victory, Saxon), con una brillante integrazione della doppia cassa e una spiritosa esplosività nei passaggi, mentre la ciliegina sulla torta, più che su qualunque altro album dei Sinner, l’ha messa alle tastiere Frank Roessler. L’ouverture malefica di tastiere nei mini-epici del disco come Question Of Honnor o la title track, e anche, per esempio, l’enfasi sul ritmo tic-tac dell’ultima ora di realtà di un poveretto condotto alla sedia elettrica nella spedita Walk On The Darkside, dopo il preludio Rising, sono momenti trionfali che lasciano sul disco un marchio speciale.
L’album vanta una varietà eccezionale nella struttura dei pezzi. Ci sono i massimamente accelerati Some Truth (Has Better Lef Unknown) o Trust No One. Mat deve essere stato davvero estremamente incazzato quando ha scritto i versi di queste due schegge vertiginose piene di rabbia. Interessante è anche Dark Soul, l’unico momento del disco che rimanda apertamente alle radici rock dei Sinner, anche se pure qui il motivo di base è mascherato da una produzione sonora cruda, dal suono vivo e indemoniato. Con la sua furia senza compromessi il disco travolge subito l’ascoltatore con la rovinosa Devil’s River, dove ci si annega letteralmente nel diktat valanghesco dei riff dell’apertura. I momenti che spiccano in modo particolare sono i due poemi mini-epici Question Of Honnor e (soprattutto) la title track Nature Of Evil, che per perfezione compositiva è di per sé il momento più bello dell’album. Verso la fine di questo disco incandescente, che tiene di continuo l’ascoltatore in uno stato d’incertezza e di grande attesa e, con la sua tensione intensa e il momento drammatico delle sensazioni evocate, lo schiaccia senza tregua tra l’incudine e il martello, ci si scarica magistralmente nella conclusiva cover dei Thin Lizzy, The Sun Goes Down.
“Nature Of Evil” è l’album che ha consolidato la fase iniziale della nuova epopea del power metal, quella che alla fine degli anni Novanta ha restituito nuova attualità all’heavy metal. Date le caratteristiche che possiede, nella discografia dei Sinner “Nature Of Evil” occupa un posto speciale. È il momento in cui Mat Sinner è riuscito a unire aggressività e melodia in una splendida miscela di intransigenza metallica, che con questo approccio per i Sinner non si è più ripetuta in seguito. Se a questo aggiungiamo le peculiarità del linguaggio musicale di Mat Sinner, ci troviamo davanti a un disco che è un unicum sempreverde del suo genere e che, a più di dieci anni di distanza, si porta ormai addosso con decisione lo status di classico dell’heavy metal. È un album di cui ogni nuovo ascolto nel lettore non smette mai di entusiasmare, e questo gli vale il nobile titolo di opera d’arte senza tempo.
Formazione
Mat Sinner – voce, basso
Tom Naumann – chitarra
Alex Beyrodt – chitarra
Frank Roessler – tastiere
Fritz Randow – batteria
Produzione
Mat Sinner
Tracklist
1. Devil’s River (5:20)
2. A Question Of Honour (7:15)
3. Justice From Hell (4:52)
4. The Nature Of Evil (7:32)
5. Some Truth (3:58)
6. Darksoul (7:20)
7. Faith And Conviction (3:40)
8. Rising (2:25)
9. Walk On The Darkside (4:31)
10. Trust No One (3:08)
11. The Sun Goes Down (6:11)