Nefarium, Spearhead e Impiety all’Orto Bar
Luogo: Orto Bar / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 09.09.2008
Numero di spettatori: 60
Prezzo del biglietto: 16,00€
Era ora che la popolazione metallara si prendesse una pausa dalla febbre da festival che arriva ogni estate e che la scena dei concerti tornasse a rintanarsi nei locali e nei circoli di casa nostra. Come ottima ouverture all’autunno metallico l’hanno annunciata i Dirty Skunks, che con un pacchetto interessantissimo e variopinto dal punto di vista delle nazionalità hanno richiamato stavolta più o meno il pubblico black metal, che però, a quanto si è visto, sta perdendo un po’ del suo mordente, almeno quando si tratta di seguire e frequentare i concerti.
Poco dopo le nove di sera sono arrivate le prime note blasfeme, firmate dai black metaller italiani Nefarium, che possono vantare un batterista che è roba nostra. Parliamo ovviamente di Dani, il batterista dei Mrtva Goša. L’esibizione dei Nefarium è sembrata un po’ trattenuta e non si è sentita una vera risposta né dalla band né dal pubblico. Eppure, nonostante un set statico, abbiamo sentito parecchi riff black metal ben fatti, di scuola old school, che con un suono estremamente grezzo e pesante sono in qualche modo riusciti a tirare fuori almeno un minimo di reazione dalla platea. Mi sembra che il loro pregio maggiore fosse proprio quel suono violentissimo e tagliente, che si sente solo in pochissime band. Purtroppo, però, le parti più melodiche dei pezzi non sono venute fuori a causa di un suono molto impastato, che ha segnato l’intera serata. Nonostante il buon concerto, i Nefarium non hanno raccolto grandi applausi, forse per via delle altissime aspettative su Spearhead.
Sul palco sono poi saliti gli inglesi Spearhead, che quella sera hanno avuto la miglior risposta del pubblico. Il quartetto black/death metal si è staccato un po’ dal resto del pacchetto, perché è stato di gran lunga quello in cui si sentiva di più l’influenza death metal. La band ha sorpreso per la preparazione tecnica e per un’esibizione potente e convincente, in pieno stile Behemoth. Molti sono rimasti entusiasti degli assoli di chitarra tecnicamente impeccabili, che non sono mancati da un pezzo all’altro. Di parti di chitarra ce ne sarebbero state senza dubbio ancora di più se al concerto ci fosse stato anche il secondo chitarrista, assente per problemi di salute. L’unica cosa che ha rovinato il loro set sono stati il suono pessimo, un’uscita dal palco un po’ confusa e imprevedibile e la mancanza di comunicazione tra la band e il pubblico. Così, dopo un set di poco meno di mezz’ora, gli Spearhead hanno lasciato il palco e hanno passato la parola ai singaporiani.
Va detto che gli Impiety sono una band molto ascoltabile anche dal vivo. In apertura hanno suonato un paio di pezzi dal loro ultimo E.P. Dominator, per poi servire anche roba un po’ più vecchia. Durante il loro set il pubblico, noiosissimo, si è scaldato un pochino, ma non è andato oltre il dondolarsi a tempo. Se n’è accorta più che chiaramente anche la band e forse è anche per questo che ha lasciato il palco in tempi piuttosto brevi. Purtroppo per tutto il concerto c’è stato un feedback di microfoni che non voleva saperne di smettere. A tratti sembrava che in sala non ci fosse nemmeno il fonico. La ciliegina sulla torta è stato poi un problema con i monitor, che ha mandato la band così fuori giri da farla uscire dal palco un po’ in anticipo.
Eppure, in circa 40 minuti di set hanno mostrato un’ottima preparazione e hanno offerto un concerto di prim’ordine, che probabilmente non ha deluso nessuno dei presenti. Avevano un suono potente e riconoscibile, con una voce ottimamente espressa e un buon supporto della sezione ritmica, rimasta compatta per tutto il set. Dal vivo gli Impiety sono una macchina da guerra ancora più grande, che macina e spacca tutto ciò che trova davanti, rispetto a quanto lo siano in studio. È bello sapere che al mondo esistono ancora band per cui i tour non sono solo una fonte di guadagno, ma uno strumento per diffondere la propria musica.
testo: Matevž Ftičar
foto: Aleš Podbrežnik
Scaletta
NEFARIUM: 1. Intro 2. Lucifer’s Betrayal 3. The Damned Descent 4. Cumshot On The Holy Cunt 5. 136 Bastard Priests m. 6. To Nowhere 7. Doctrina Haereticorum 8. An Old Black Cage
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