Nel vortice della quiete onnipotente (EP)
Artista: Grrizli Madams
Etichetta: Radio Študent
Uscita: 2010
Durata: 20:50
Voto: 4.5/5
La scena dei club slovena ha sempre regalato un sacco di perle nascoste, capaci di stenderti dal vivo con un solo accordo, una botta di suono compatta, istinto animale e la voglia brutale di dimostrare di non essere meteore. I Grrizli Madams non fanno certo eccezione, ma questo trio, temprato nei club fin dal 2003, ha attraversato nuove metamorfosi, per cui la fiducia conquistata all’inizio e la curiosità accesa hanno sempre fatto correre la voglia di sapere un passo più avanti. Dal sound crudo e primordiale del primo demo del 2005 è cambiato un bel po’, e la band è sopravvissuta e, nonostante il numero ridotto di “colpevoli”, è maturata evolvendosi.
Le sponde della Sava hanno partorito già parecchi penetratori musicali e musicisti duri a morire, e le rive della Blanca, o più precisamente le coordinate di Boštanj, sono evidentemente il posto ideale per reincarnare chi era già stato dato per spacciato. I Grrizli Madams sono un nome su cui, in fatto di testardaggine e resistenza, puoi scommettere. Dopo la metamorfosi da thrash e death, un improvviso arresto del cuore e della voglia creativa e il salto in una nuova vita con sonorità desertiche decisamente più ipnotiche e sexy, i Grrizli Madams hanno deciso di riempirti le orecchie, nell’EP V vrtincu večnega miru, solo con strumentali senza voce. Qualcosa di simile l’avevamo già sentito durante le date degli americani Karma To Burn, ma ai Grrizli Madams non pesa addosso nessuna zavorra di copiature o di etichette alla moda. La formazione è un derivato per niente da manuale di tantissime influenze, e la melodia post rock è condita in modo davvero entusiasmante con lo stoner. Il suono è grezzo, ma mai ripugnante o indigesto. Magari manca un pizzico di voce, e la belva rimasta addormentata fino a poco fa ti farebbe fuori a colazione senza fatica, mentre tu faresti fatica a resistere. Cinque brani sono un’ottima ouverture per riascolti a ripetizione. L’iniziale Vrtinec, con il suo basso wah, incide piano piano i primi tagli, Utelešenje ti riempie di voglia punkeggiante di muoverti e di spaccarti le cervicali, e il resto, come colonna sonora di questa giornata autunnale e di tante altre, scivola verso la fine fin troppo in fretta. La band è un rullo compressore con un obiettivo chiaro, tre timonieri musicali e un paio di palle di metallo, ma non è certo roba per smidollati delicati e senza idee, a cui importano prima di tutto una rima miserabile, poi i brillantini nei capelli e ordini chiari su quando saltare ogni terzo battere.
Per qualcuno i Grrizli Madams possono quindi essere un casino musicale e, per quanto riguarda i testi, o meglio la loro assenza, una delusione. Io tifo per l’approccio strumentale, perché l’inglese sgangherato della maggior parte della scena slovena, da Siddharta in poi, è più che altro un fattore d’irritazione e un’allergia costante. Dopo questa dose di musica spero in un album di debutto a pieno formato a breve e in una testardaggine inossidabile per molti anni ancora! Dopo il momento di standing ovation, però, arriva l’ora del duro lavoro e di dimostrare dal vivo la propria fede e la propria qualità.
Formazione
Matej Hočevar – chitarra
Miha Vodušek – basso
Gašper Prus – batteria
Produzione
Žiga Zmazek & Grrizli Madams
Tracklist
1. Vrtinec
2. Utelešenje
3. Družba belega lotosa
4. Ton Ton Macoute Sux
5. Darko