Night Ranger: ATBPO

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Etichetta: Frontiers Music Srl.
Data di uscita: 6. 8. 2021
Produzione: Night Ranger
Durata dell’album: 49.22 min.
Genere: Hard Rock / Arena Rock
Voto: 9.0/10


I Night Ranger sono una di quelle band che si sono trovate nel posto giusto al momento giusto. All’alba degli anni Ottanta, o giusto un attimo prima, ed è per questo che oggi hanno lo status di leggende. Lo status di una delle formazioni pioniere, o diciamo pure una delle band chiave che negli Ottanta hanno reso popolare il fenomeno dell’arena rock, ma anche dell’AOR, soprattutto sulle ali di hit come Sister Christian,  Don’t Tell Me You Love Me, (You Can Still) Rock In America, When You Closew Your Eyes e Sentimental Street. Insomma, i Night Ranger sono una band che ha visto e superato di tutto. I mitici anni Ottanta, i Novanta di crisi, e poi il gruppo si è ritrovato con l’album «Somewhere In California» (2011). Ed eccoli qui. Con un disco nuovo di zecca.

Gli standard sono sempre stati altissimi quando si aspetta l’uscita di un nuovo album dei Night Ranger. Stavolta il titolo «ATBPO» sta per «e la band suonò ancora» (And The Band Played On), e no, non è una dedica ai vecchi cavalli di battaglia del metal britannico Saxon, ma semplicemente il riflesso del carattere sempre scatenato e vitale dei Night Ranger, che nemmeno in età matura si fermano, o quantomeno non danno il minimo segno di farlo. Sul piano creativo e su quello dell’energia e delle vibrazioni. Anche il nuovo album sprigiona ancora l’energia di puledri ventenni che hanno appena iniziato la carriera e hanno una gran voglia di dimostrare qualcosa. Invidiabile, per una band nata a San Francisco nel 1979.  

Il nucleo creativo è sempre lì. Si chiama Keagy-Blades-Gillis! Su «ATBPO» la band ha tenuto la rotta che segue, collaudatissima, da «Somewhere In California» in poi. Il gruppo mantiene un approccio acuto alla composizione, garanzia di un ascolto irresistibile, incrociato con una cinetica rock’n’roll solida ed energica. Da questo punto di vista non ci vuole molto a capire che i membri della band sono cresciuti con i sempreverdi classici dei The Beatles, che anche stavolta vengono «iniettati», o meglio riconfezionati alla perfezione in quello che è il biglietto da visita musicale inconfondibile della band, che con «ATBPO» si è guadagnata così un nuovo capitolo.  Sì. Negli ultimi quattro album in studio della band non ci sono cali di qualità. Chi conosce il loro modo di esprimersi, soprattutto da «Don’t Let Up» (2017), andrà fuori di testa anche per «ATBPO».

La coppia di chitarre Kelli-Gillis torna a brillare. Se non prima, lo si sente in Breakout, che si apre con armonie di chitarra, ma quando arriva il passaggio mid-eight, la cannonata chitarristica scintillante è l’elemento che si piazza senza discussioni al centro assoluto di tutto quello che succede. Gillis è considerato ancora oggi uno dei guru della chitarra più acuti e originali nella sfera del genere a cui appartengono i Night Ranger. Diciamo pure l’era delle band hard rock classiche. In effetti il suo approccio è un tassello importantissimo degli elementi che da sempre danno ai Night Ranger quel lustro rappresentativo di unicità e particolarità. Il suo arsenale di soluzioni, l’acume e l’arguzia sono, in una parola, eccezionali e impeccabili, e ascoltarlo suonare è, detto papale papale, una delle esperienze più belle quando ascolti (anche) l’ultimo lavoro in studio della band. Come dicevo. Breakout, da questo punto di vista, vince di gran lunga. Poi c’è Cold Aa December, dove Gillis già in apertura rovescia un incredibile marasma di inserti di ogni tipo che decorano il riff principale. La fascinazione per il lavoro delle chitarre di entrambi i chitarristi non finisce mai.

Affascinante è la varietà di idee. Per esempio Hard To Make It Easy è rock’n’roll con spruzzate di honky tonk al piano. Ha un tono scherzoso e spavaldo. Con quel sentimento che alla band è ben noto e che in fondo è il suo marchio di fabbrica. In ogni caso, tra questi divertenti rock scatenati come Bring It All Love To Me, l’ottima Dance, che negli Ottanta sarebbe stata di sicuro una hit, o l’opener Coming For You, l’album porta con sé anche brani un filo nostalgici e malinconici, come Cols As December e The Hardest Road. C’è la buffa Monkey, indemoniata e sguazzante nel pulp, mentre la parte finale del disco appartiene all’ottimismo assoluto di A Lucky Man, tagliata nel più classico dei modi, e di Tomorrow, piena di speranza.  

Undici brani dal carattere espressivo rifinito alla perfezione e solidissimo, che stupiscono per la combinazione sempre ingegnosa e ispirata di una grande presa musicale con una combustione a ottani sfrenati ad alto voltaggio rock. Un prodotto straordinariamente curato e rifinito! Ecco il nuovo album dei Night Ranger. Di per sé, l’uscita di questo disco è uno dei picchi dell’anno in ambito hard rock. Più vecchi, più esperti, più furbi e, se volete, ancora più matti e sfrenati. È evidente che questa band dalla carriera leggendaria non ha ancora detto tutto.

Autore: Aleš Podbrežnik


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