No Mystery

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Return To Forever
Etichetta: Polydor Records
Uscita: 1975
Durata: 42:57
Voto: 4.5/5

I giganti americani del jazz rock fusion Return To Forever hanno firmato con il quinto album in studio, »No Mystery«, uno dei loro traguardi più grandiosi, che gli è valso il Grammy per la miglior performance jazz di un gruppo. Il leggendario quartetto composto dal mago delle tastiere Chick Corea, dal ragazzo prodigio della chitarra Al Di Meola, dall’innovatore del basso Stanley Clarke e da un vero laboratorio della batteria in miniatura, incarnato da Lenny White, ha ancora una volta superato se stesso e ha messo su disco un lavoro che è entrato negli annali del jazz rock fusion soprattutto come uno dei più eclettici nella storia del genere. Tra i membri della band, in quel periodo, era cresciuta una chimica creativa ed esecutiva incredibile, che ha contribuito a dare vita all’album più eclettico, a livello di stile, dei Return To Forever.

A fare la differenza è stato soprattutto il fatto che tutti i membri della band abbiano portato su »No Mystery« il proprio contributo da compositori e che, nei singoli pezzi, abbiano messo in mostra i loro inconfondibili stili strumentali, fondendoli in un’armonia fusion quasi perfetta, che pesca da jazz, rock, funk, musica latina e classica. La prima parte del disco, dove dominano i brani con un forte accento su pattern ritmici funk, contiene contributi di tutti i membri del gruppo, mentre nella seconda a farla da padrone sono le composizioni di Chick. Come quasi sempre quando si parla di album importanti su cui Chick ha lasciato il segno, anche su »No Mystery« non mancano i tipici ritmi latini e il caratteristico gusto melodico, che pesano parecchio sulla raffinatezza dell’atmosfera.

L’opener »Dayride«, che nel 1978 Clarke ha reincISO da solista, con cori di accompagnamento, contiene uno specifico, un po’ beffardo motivo di sintetizzatore di Chick, a cui fanno compagnia le impetuose frasi di chitarra di Al e le nitrenti linee di basso di Stanley. È incredibile come Lenny, con la sua tecnica batteristica complessa, dove «succede sempre qualcosa», riempia tutto lo spazio, mentre sullo sfondo si sentono di tanto in tanto anche dei cori. Anche su »Jungle Waterfall« regnano nette sfumature ritmiche funk, con le variazioni chitarristiche dai mille colori di Al a fare da collante, mentre il maestro Corea, stendendo con delicatezza le sue trame di tastiera, si occupa di sviluppare una melodia giocosa.

»Flight Of the Newborn« è stata la prima composizione della carriera di Al e contiene uno dei primi esempi di tecnica chitarristica «shredding» (una specie di tornitura), caratterizzata da assoli di chitarra quasi supersonici, ovvero uno stile che in seguito sarebbe stato associato a Di Meola molte volte. Di dimostrazioni di «shredding» su »No Mystery« ce ne sono parecchie, ma per fortuna non risultano mai pretenziose e mantengono il carattere unitario dei singoli arrangiamenti. Per quanto riguarda »Sofistifunk«, il titolo stesso dice che si tratta in sostanza di funk sofisticato con elementi jazz, che contiene qualche improvvisazione di tastiera un po’ stramba. Queste ultime sono in lotta continua con i parti «supersonici» di Al alla chitarra elettrica, mentre le variazioni ritmiche ramificate e complesse si preoccupano di dare al pezzo una struttura più movimentata possibile.

»Excerpt From The First Movement Of Heavy Metal«, nonostante il titolo, ovviamente non c’entra niente con l’heavy metal, a meno di non voler contare le impetuose frasi di chitarra di Al, che a tratti suonano quasi hard rock, ma in primo piano restano comunque le astute variazioni di Chick al piano elettrico. Gli infuocati passaggi di batteria di Lenny preparano poco a poco il cataclisma strumentale finale. La title track, cioè »No Mystery«, è segnata da un’atmosfera sognante e a tratti quasi eterea, dove un ruolo chiave spetta alle improvvisazioni veloci come il vento di Chick alle tastiere, mentre non è trascurabile nemmeno il contributo della coppia ritmica Clarke-White, soprattutto di Lenny che, improvvisando su percussioni, in particolare conga e marimba, si occupa di mantenere con sottigliezza il fragile equilibrio ritmico. Il contributo di Al, stavolta alla chitarra acustica, resta un po’ sullo sfondo e arriva solo nella parte finale.

Su »Interplay« si contendono il primato i sottili interventi di Chick al piano elettrico e le «spavalde» improvvisazioni di Stanley al basso. Seguono due composizioni estremamente ambiziose, legate tra loro e frutto comune del geniale talento compositivo di Chick. »Celebration Suite, Part 1« anticipa per molti versi più o meno quello che succederà sul prossimo album dei Return To Forever, cioè sul capolavoro »Romantic Warrior« (1976), perché qui va in scena una grande battaglia di improvvisazione tra tutti e quattro gli strumentisti. Con le loro variazioni battagliere sui singoli strumenti, i membri della band si sfidano a chi sfoggia i maggiori virtuosismi solistici e il più alto grado di raffinatezza strumentale, ma alla fine questa lotta resta senza un vero vincitore. L’atmosfera complessa ha qui, oltre a un tocco latino, anche una nota un po’ orientaleggiante, effetto collaterale del dominio delle sfumature ritmiche pentatoniche. »Celebration Suite, Part 2« è un seguito ritmicamente spavaldo della suite »Celebration«, dove nel mezzo della selvaggia battaglia di improvvisazione è altrettanto difficile isolare il contributo di un singolo strumento, eppure si potrebbe mettere in risalto lo shredding micidiale di Al, che ha fissato lo standard per le future imprese affini degli eroi della chitarra del rock classico e dell’heavy metal.

»No Mystery« è un capolavoro dei tempi d’oro del jazz rock fusion e una delle vette della formazione classica dei Return To Forever, che in questo periodo smise di essere la band di accompagnamento di Chick: tutti i membri della leggendaria band erano ormai compositori a pieno titolo e, come tali, si meritarono (finalmente) pari dignità. Il signor Corea, che nel 1975 ha ricevuto per »No Mystery« il Grammy nella categoria miglior performance strumentale jazz, a quel punto ha dovuto faticare non poco per tenere a freno il giovane Di Meola, smanioso di mettersi in mostra, che con le sue opere d’arte chitarristiche, parallelamente all’avvio della carriera solista, cominciò a minacciare seriamente lo status di Chick come stella assoluta di questa band indimenticabile.

Formazione

Chick Corea – piano elettrico, pianoforte, organo, sintetizzatore, marimba, cori
Al Di Meola – chitarra elettrica e acustica
Stanley Clarke – basso, organo, cori
Lenny White – batteria, percussioni

Produzione

Chick Corea e Shelly Yakus

Tracklist

1. Dayride (3:25)
2. Jungle Waterfall (3:03)
3. Flight Of The Newborn (7;23)
4. Sofistifunk (3:51)
5. Excerpt From The First Movement Of Heavy Metal (2:45)
6. No Mystery (6:10)
7. Interplay (2:15)
Celebration Suite:
…8. Part I (8:27)
…9. Part II (5:32)

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