Non ho idee preconfezionate su dove andrò a parare
Autore: Jernej Vene
Data dell’intervista: 17.11.2008
Prima del concerto di Al Di Meola a Lubiana, il 17.11.2008, si è presentata l’occasione per una breve chiacchierata con il celebre virtuoso della chitarra…
RockLine: Il tuo ultimo CD è un omaggio alla musica di Astor Piazzolla. Come decidi in che direzione musicale andare quando pianifichi un nuovo disco?
Al Di Meola: Non decido mai: lascio che le influenze mi raggiungano, poi, passando attraverso le fasi della composizione, capisco che forma prenderà il tutto. Non ho idee preconfezionate su dove andrò a parare. L’ispirazione arriva in modo del tutto naturale.
RockLine: Come chitarrista ti muovi tra stili diversi. Come fai a far confluire nella tua tecnica la musica di tutto il mondo?
Al Di Meola: Sono un genio… (ride) …non so, mi guidano i miei istinti. Non so come succeda. Di sicuro ho un bel bagaglio di influenze e ispirazioni da cui attingere.
RockLine: Come funziona il tuo processo creativo?
Al Di Meola: Semplicemente devo isolarmi e restare solo con lo strumento. Di solito saltano fuori frasi più piccole, che sviluppo in frasi più grandi e su cui poi appoggio le melodie. Ma può anche capitare che mi sieda con la chitarra davanti alla tv e che qualche idea dal subconscio venga a galla. Magari consapevolmente non le avrei mai create.
RockLine: Che differenza vedi tra un’esibizione da solista e una con la band?
Al Di Meola: È più impegnativo suonare da solo, perché sul palco sei piuttosto nudo. La libertà dell’esibizione solista è meravigliosa. Posso cambiare il concerto a piacimento, senza dover badare ai compagni. In una band c’è più struttura, prima di tutto devi attenerti all’arrangiamento. Per questo le due cose hanno un effetto diverso.
RockLine: Chi ti accompagnerà a Lubiana?
Al Di Meola: Tre musicisti meravigliosi. Due sono italiani: un fisarmonicista eccellente con cui c’è una bella chimica, Fausto Beccalossi, mentre l’altro chitarrista, Peo Alfonsi, viene dalla Sardegna; con il percussionista Gumbi Ortiz, invece, suoniamo insieme in formazioni diverse da più di vent’anni.
RockLine: Cosa suonerete al concerto?
Al Di Meola: Per lo più brani che funzionano alla grande per questo tipo di formazione. Metà saranno pezzi miei, come Mysterio, Mediterranean Sundance, che i vostri ascoltatori conoscono di sicuro, e Infinite Desire, poi alcuni brani del maestro argentino del tango Astor Piazzolla. Tra questi ci saranno Cafe e Double Concerto. Dedicheremo alcuni pezzi al grande cantante sardo scomparso Andrea Parodi. Fausto e Peo hanno suonato con lui, e abbiamo registrato anche un progetto insieme, che conteneva due brani così belli e profondi che con quelli lo ricorderemo.