Now

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Jade Warrior
Etichetta: WindWeaver Music
Uscita: 2008
Durata: 53:58
Voto: 4.5/5

Dalle profondità dei tempi, per la precisione dopo 15 anni di silenzio, contro ogni pronostico sono tornati i leggendari rocker progressive britannici Jade Warrior, che dai tempi di “Distant Echoes” (1993) non avevano più messo su nastro nulla di nuovo, tanto che in parecchi li avevano ormai dati per spacciati. L’assenza di questi maestri del prog rock a trazione strumentale, con un forte accento su sontuose tessiture ambient e la tendenza a infilare elementi di world music dentro composizioni di norma lunghissime, in questi anni se l’è sentita eccome più di un devoto del prog, nonostante negli ultimi lavori si fossero attenuti più o meno alla stessa formula stilistica e ogni tanto sembrasse che col tempo si fossero un po’ arrugginiti, almeno in fatto di idee fresche. Quando è saltato fuori che avevano intenzione di pubblicare un nuovo album, più d’uno è stato scettico, e a ragione, visto che le resurrezioni di questo tipo di rado erano andate a buon fine.

I Jade Warrior rianimati, con “Now”, hanno invece sorpreso in positivo ben oltre le più misere aspettative: è un album eclettico e interessante, un ritorno ad alcune radici sonore della band. Il disco trasuda freschezza musicale da tutti i pori, senza rinunciare alle loro tradizionali, inconfondibili finezze ambient e alle percussioni etniche. La mossa chiave per questa svolta è stato il ritorno delle voci, il che fa di questo il loro primo album dopo l’antichissimo “Last Autumn’s Dream” (1972) a non essere interamente strumentale. Ci ha pensato il rientrante Glyn Havard a voce e basso (ora alla chitarra aggiuntiva, visto che in formazione c’è l’ottimo bassista stabile Dave Sturt), che era stato membro della band proprio su quel disco.

L’altra mossa che ha contribuito a una varietà stilistica così marcata è stato l’arricchimento delle tradizionali tessiture ambient di tastiere e delle finezze di percussioni etniche con elementi di jazz e anche di hard rock. Grazie ai riff di chitarra per lo più spigolosi dell’ospite Tim Stone, i Jade Warrior non suonavano così incisivi da una vita. Sull’altro fronte, la leggenda del sassofono Theo Travis (Soft Machine), insieme al capo e unico membro originale della band Jon Field al flauto, ha dato una bella spinta all’ironia dei fiati. A condire il tutto, una produzione analogica in stile retro, così che a tratti l’album suona come la reliquia di un’epoca musicale romantica ormai perduta e, allo stesso tempo, spalanca la porta a potenziali nuovi seguaci e a fan di lungo corso.

Nella gran parte dei pezzi i Jade Warrior passano in modo convincente da arrangiamenti pacati tra ambient e jazz a esplosioni hard rock drammatiche, quasi rabbiose, con la voce incattivita di Havard. Di quest’ultimo posso dire che negli anni ha guadagnato parecchio in profondità, considerando che per la maggior parte della carriera era stato più o meno un cantante nella media. Si sente particolarmente a casa nelle tonalità più basse e con un accompagnamento jazz, dove con la sua calore ogni tanto sfiora un Gordon Haskell (ex-King Crimson). Chi sa che dopo il 1974 i Jade Warrior avevano ben pochi legami con il rock resterà di sasso davanti alla botta ritrovata di questi veterani del prog. Brani come “3 am Meltdown” e “True Love” mescolano ai loro classici elementi ambient una borsa piena di raffiche hard rock, mentre “Screaming Dreams” oltre ai riff distorti contiene anche qualche sfogo urlato.

Certo, i fan di lunga data si scalderanno soprattutto con i pezzi più complessi e lunghi come l’iniziale “Fool and his Bride”, “Lost Boys” e la conclusiva “Everything Must Pass”, dove si può ammirare la loro capacità, ormai rodatissima, di intrecciare jazz, classica, ambient, world music e hard rock e di saltare da atmosfere pacate a momenti pieni di energia. Uno dei picchi di bellezza ambient e meditativa è l’acustica “Journey”, che con le sue tessiture eteree, le percussioni etniche, il flauto delicato e il calore della voce va bene per un pubblico larghissimo: il canto di Glyn piacerà di sicuro a tutti quelli che giurano sulla voce calda dei vecchi lupi come Dave Gilmour (Pink Floyd), Andy Latimer (Camel) o Mark Knopfler (Dire Straits). “Tall Trees-Floating Moon”, con l’accompagnamento di percussioni orientali, la varietà di effetti sonori e la melodia ambient alle tastiere, è invece un pezzo Jade Warrior quasi da manuale, di quelli che sfornavano ai tempi d’oro.

Dopo tanti anni di assenza, con “Now” i Jade Warrior hanno firmato uno dei ritorni più convincenti sulla scena musicale, tirando fuori un album fresco e variegato in cui, tra produzione retro, hanno riaffondato le mani nelle proprie radici, senza rinunciare alle tradizionali finezze ambient che li hanno resi famosi tra i palati fini del prog rock. In molti sensi si potrebbe dire che è una specie di anello mancante tra “Last Autumn’s Dream” e “Waves”, che i fan di lunga data aspettavano da fin troppo tempo, e il loro desiderio alla fine si è avverato: parliamo di uno dei migliori lavori nella storia di queste leggende del prog rock. Per dei musicisti di età rispettabile non è affatto un traguardo da poco, e può servire da splendido esempio a parecchi coetanei del prog che hanno esaurito le idee da una vita e non osano nemmeno pubblicare un nuovo album (preferisco non fare nomi, tanto sono troppi), ma anche alle generazioni più giovani del genere, che di solito annegano nella sterilità sonora generale mentre rovistano con impazienza e senza cuore nell’eredità dei padri del genere.

Formazione

Jon Field – flauto, percussioni, tastiere
Glyn Havard – voce, chitarra aggiuntiva
Dave Sturt – basso, percussioni, tastiere

MUSICISTI OSPITI:
Tim Stone – chitarra
Jeff Davenport – batteria
Theo Travis – sassofono
Chris Ingham – pianoforte
Lottie Field – fiati
Sam Ryde – pianoforte
Carol Bellingham – cori
Gowan Turnbull – sassofono, clarinetto contrabbasso
Brian Imig – Remiclud

Produzione

Jade Warrior

Tracklist

1. Fool and His Bride (7:36)
2. Journey (5:52)
3. Lost Boys (7:05)
4. Tall Trees (3:56)
5. Floating Moon (2:18)
6. 3am Meltdown (4:21)
7. True Love (5:47)
8. Talisman (3:05)
9. Screaming Dreams (4:54)
10. Everything Must Pass (6:04)

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