Območje medveda

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Lovšin, Peter
Etichetta: Strela Records
Uscita: 2017
Durata: 43:12
Voto: 4/5

Peter Lovšin. Nuovo album. Perché? Perché può. L’uomo che ha visto tutte le ere del rock’n’roll sloveno, e anche qualcosa in più, torna dunque con un nuovo documento in studio. Il titolo »Območje medveda« oggi può avere moltissimi significati. In questi tempi di degrado capitalista generalizzato di madre natura e del pianeta, speriamo che ne abbia anche uno ambientalista.

Il nostro vecchio, caro »Perči Gnus« insomma non cambia pelo. Quello che vedi è quello che ottieni. È una bella sorpresa che il nuovo album, a cui partecipa una variopinta guardia di eccellenti musicisti sloveni, porti con sé più rock di quanto osassi sperare all’inizio. Ancora una volta, senza nasconderlo affatto, il disco trasuda quel lato sfottente e canzonatorio fin troppo noto del cazzeggio solista della leggenda. Tornano infatti i momenti di pigro bighellonare, di ritmi morbidi e briosi, dove non è difficile immaginarsi il turismo di zii con troppi soldi e in crisi di mezza età, che ondeggiano a ritmo di calipso in camicie hawaiane da qualche parte lontano, lontano, persi nell’arcipelago del Pacifico. In questo senso Taka taka e Na tak način sono praticamente ciò che ormai pretendi da ogni disco solista di Lovšin.

Ed è un bene che Lovšin abbia voluto sull’album la collaborazione di tre formazioni che si appoggiano forte al rock’ n’ roll. Nei momenti prevedibili (Junak odpora, Ko gre vse k vragu) porta una dinamicità quanto mai gradita nello sviluppo degli eventi. I primi sono proprio i Pankrti, la band madre di Lovšin, con il brano (To ni več) Slovenija. È il momento di critica sociale del disco e un boccone che potrebbe finire tranquillamente in uno qualsiasi degli album dei Pankrti. In un pezzo così ti rendi conto ogni volta di con quale natura musicale del rock’n’roll la presenza vocale di Lovšin (ancora) reagisca meglio, chimicamente. In Ti lahko a Peter si unisce l’intera ciurma di Big Foot Mama, esperimento riuscitissimo di immagine tipica, di origine geografica slovena, dell’incontro tra rock’n’roll e sbrindellatezza punk. Il momento più incandescente del disco, però, è lo swing blues di Na dobri poti, che risulta particolarmente accattivante grazie al furore del condimento improvvisativo, che nel carattere del brano porta l’indomabile potenza degli stalloni del blues rock dei Prismojeni profesorji bluesa. Najina pesem e Briga me, conditi da frasi di chitarra in evidenza e ritmi solidi e rombanti, tengono vivo il momento rock sull’album anche quando questo, nei contenuti, scivola nella parte finale. L’ultimo brano del disco, Trije grozdeki, aggiunge addirittura un tocco di folk celtico e quindi una svolta audace rispetto a ciò che »ci si aspetta«.

Per il resto Peter Lovšin resta un fenomeno a sé. La poesia è chiara, intagliata nello slang di Lubiana. La penna nei messaggi torna a puntare dritta, senza giri di parole, sfacciata, monella, senza rispetto e, naturalmente, come sempre, divertentissima. Dal punto di vista vocale, poi, l’album »Območje medveda« porta una nuova »zombilazione«, che al microfono può creare solo Peter Lovšin. Il suo  valore sta proprio nel fatto che, in realtà, non è mai stato celebre come cantante nel senso tipico del termine. Proprio questa »anormalità« del carisma vocale di Peter Lovšin resta anche nel nuovo album la sua scala reale, la garanzia che le nuove idee funzionino, a prescindere dal formato di genere dei brani: personali, riconoscibili, uniche. Insomma, »alla Lovšin«.

Né più né meno. Gli amanti dell’unico e irripetibile carisma della leggenda vivente del rock’n’roll sloveno hanno già a casa il nuovo album di Peter. E non sono pochi. Saranno accontentati. »Območje medveda« è un altro traguardo, saldato secondo la ricetta infallibile dell’incontro di movimenti compositivi semplici, brevi e incisivi, con un rendimento altissimo dell’assioma »meno è meglio«. Con questo disco Peter conferma quanto resti un esperto artigiano musicale del rock’n’roll sloveno anche negli anni maturi del suo mestiere.

Peter Lovšin – Ti lahko (& Big Foot Mama) – video ufficiale:

Formazione

Peter Lovšin – voce
Matej Mršnik – chitarra
Roki Pogačnik – chitarra, cori
Kris Guštin – chitarra nel brano n. 1
Marc Kavaš – chitarra nel brano n. 2
Bogo Pretnar – chitarra nel brano n. 2
Daniel Gregorič – chitarra nel brano n. 5
Zoran Čalić – chitarra nel brano n. 5
Julijan Erič – chitarra nel brano n. 8
Miha Erič – armonica nel brano n. 8
Denis Horvat – tastiere
Martin Štibernik – tastiere nel brano n. 12
Tone Šemrl – basso nei brani n. 1 e 10
Miha Ribarič – basso nel brano n. 8
Jani Hace – basso nei brani n. 3, 4, 9 e 11
Alen Steržaj – basso nei brani n. 5, 6 e 12
Boris Kramberger – basso nel brano n. 2
Bojan Krhlanko – batteria
Slavko Colnarič – batteria nel brano n. 2
Jože Habula – batteria nel brano n. 5
Zlatko Đogić – batteria nel brano n. 8
Super Action Heroes – trombone, tromba, sax baritono
Anja Ropotar – cori
Sanja Lamprečnik – cori
Grega Skočir – cori nel brano n. 5
Žan Krajnc – cori
Simon Cukjati – cori  
Španski borci – cori nel brano n. 11
Žare Pak – programmazione nel brano n. 7 

Produzione

Žare Pak

Tracklist

1. Preden pade mrak
2. (To ni več) Slovenija – Pankrti
3. Utrink
4. Taka Taka
5. Ti lahko & Big Foot Mama
6. Ko gre vse k vragu 
7. Na tak način
8. Na dobri poti & Prismojeni profesorji bluesa
9. Junak odpora
10. Najina pesem
11. Briga me
12. Trije grozdeki 

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