Obrint Pas – ska spagnolo all’Orto Bar

0 7

Luogo: Orto Bar – Lubiana
Data del concerto: 11.04.2007
Numero di spettatori: 0
Prezzo del biglietto: 8 EUR

Ieri sera gli spagnoli Obrint Pas hanno fatto scatenare per bene l’Orto Bar di Lubiana, nell’ambito dell’Orto Fest.

Per prima cosa, però, mi ha sorpresa in negativo l’affluenza praticamente inesistente. Sono arrivata all’Orto solo qualche minuto dopo le dieci di sera e dentro non c’erano più di quindici persone. Va be’, prima dell’inizio del concerto la situazione è migliorata e verso le dieci e mezza l’Orto era pieno poco più che a metà.

Verso le 22:45 sul palco è salita una banda di spagnoli dal sangue caldo, arrivati da Valencia.
Gli Obrint Pas sono probabilmente la band più conosciuta di quella zona della Spagna. Il loro obiettivo è soprattutto mantenere e diffondere la cultura e la lingua catalane. Hanno avuto l’onore di suonare anche con il superstar Manu Chao, grande sostenitore del movimento zapatista messicano EZLN, che ai ragazzi degli Obrint Pas non è affatto estraneo.

Gli Obrint Pas (che in inglese significa Breaking Through) sono nove giovani musicisti con questa formazione: due trombe, batteria, due chitarre, tastiere, “mixer”, basso e percussioni. Una particolarità della band è senza dubbio la Dolçaina. Si tratta di uno strumento a fiato spagnolo originario di Valencia. A vederlo ricorda un oboe, a sentirlo una specie di fiato arabo.

Con il loro ska energico dalle sfumature punk, il temperamento spagnolo e, non ultimo, il suono particolare della dolçaina, hanno messo in piedi il pubblico, che si lanciava da un lato all’altro del locale. Insomma, un po’ pericoloso, perché non sono per niente sicura che sia così sicuro farlo al primo piano, su un pavimento già un po’ traballante di questo club lubianese.

Hanno suonato per un’ora e un quarto buona. Nel repertorio hanno inserito anche i loro pezzi più noti, come Esperant, La Flama, Som.
Direi che la loro musica ricorda un po’ le canzoni di Manu Chao. Soprattutto quelle del tipo di Rumba De Barcelona

Verso mezzanotte gli Obrint Pas avevano intenzione di chiudere il concerto. Ma gli sloveni non mollano così facilmente e il pubblico era ormai talmente caldo da volerne ancora. Dopo una breve riflessione, e dopo che tutti insieme gli avevamo urlato in sloveno “We Want More”, gli Obrint Pas sono tornati. Ma attenzione! Non sul palco. Hanno smontato la batteria, preso i pezzi più importanti, le trombe, le percussioni, e si sono piazzati proprio in mezzo al pubblico, che li ha circondati. Ci hanno regalato una vera e propria piccola “guča” latina fatta in casa. Incredibile. A quel punto hanno rimesso in piedi anche gli ultimi scettici, che hanno cominciato a girare al ritmo spagnolo. Dopo circa 15 minuti di contatto diretto con i presenti, visibilmente più che soddisfatti di quel finale, i ragazzi hanno dovuto salutare.

Nonostante l’affluenza piuttosto scarsa, gli Obrint Pas ci hanno dato dentro al massimo e ci hanno regalato un concerto eccellente, di quelli che non si dimenticano facilmente. Li rivedrò volentieri quando torneranno a trovare il nostro piccolo paese ai piedi delle Alpi.

Galleria fotografica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie