One Way Ticket To Hell…And Back
Artista: Darkness, The
Etichetta: Atlantic Records
Uscita: 2005
Durata: 35:04
Voto: 4.1/5
Soprattutto i “critici” con la bava alla bocca aspettavano al varco il secondo album dei glam rocker The Darkness. Ovviamente sperando di poterlo massacrare di cuore.I tipi del nord dell’Inghilterra, i critici rabbiosi non li hanno deluso nemmeno stavolta. Tanto, comunque, i ragazzi della band se ne fregano altamente delle recensioni e fanno quello che gli pare. Ed è anche l’unica cosa giusta da fare! Bravi ragazzi! Quello che i The Darkness hanno messo in piedi con questo album merita solo applausi.
Dalla botta iniziale di coca (e chissenefrega della stampa), fino all’ultima, tipicissima ballad alla Queen, l’album è inarrestabile. Si parte con un classico riff in stile AC/DC-Def Leppard nella title track One Way Ticket To Hell…And Back. La batteria e tutta la sezione ritmica picchiano come dei matti, sbuffano come un mulo attaccato al carro. E ovviamente, dopo un’apertura così, non li ferma più nessuno. Dinner Lady Arms è senza problemi il prossimo, terzo singolo (il secondo singolo, Is It Just Me, uscirà il 20 febbraio 2006). Il pezzo in realtà ricorda parecchio, soprattutto nelle parti di chitarra, qualche brano del repertorio dei loro amici Def Leppard, per i quali i The Darkness tre anni fa hanno scaldato il pubblico durante il tour britannico.
https://www.youtube.com/watch?v=lu2N8FJPYN0
Seemed Like A Good Idea At The Time, a furia di ripetere il ritornello del titolo, alla fine diventa un po’ noiosa, a differenza dell’allegrotto melos da highlander scozzese di Hazel Eyes. Eccellente! Cornamuse e chitarre si intrecciano che è una meraviglia. Giù il cappello, ragazzi. Segue una roba più seria, Bald, dove Justin nel testo se la vede chiaramente con il problema dell’invecchiamento. Dopo una breve pausa rispetto al brano precedente, Girlfriend rilancia la tendenza dei riff allegri. Il riff d’apertura potrebbe tranquillamente finire nella scuola base dei riff alla Status Quo. Ovviamente la festa non si ferma qui: i ragazzi la portano avanti con ancora più allegria e ancora più saltellante energia in English Country Garden. L’album, che dura una buona mezz’ora ed è in sostanza pensato come un LP in vinile, si chiude con un omaggio più che evidente ai loro idoli, i Queen.
Sono sicuro che la maggior parte dei critici l’abbia massacrato di gusto, eppure, guarda un po’, la prestigiosa rivista britannica Classic Rock l’ha addirittura proclamato album dell’anno. I The Darkness hanno davvero salvato il rock ancora una volta, regalandogli pure una bella dose di adrenalina.
Formazione
Justin Hawkins – voce, chitarre, sitar, pianoforte, Hammomd, Mini-Moog, synth
Dan Hawkins – chitarre, basso, marching drums, tubular bells, tamburello, triangolo, cori
Ed Graham – batteria
Richie Edwards – basso, cori
Stuart Cassells – cornamuse
Fredy Gomez – flauti di Pan
Produzione
Roy Thomas Baker
Tracklist
1.One Way Ticket
2.Knockers
3.Is It Just Me
4.Dinner Lady Arms
5.Seemed Like A Good Idea At The Time
6.Hazel Eyes
7.Bald
8.Girlfriend
9.English Country Garden
10.Blind Man