Over

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Hammill, Peter
Etichetta: Charisma Records
Uscita: 1977
Durata: 46:27
Voto: 5/5

Il leggendario Peter Hammill, poliedrico cantante, chitarrista, pianista, compositore e poeta inglese, passato alla storia tra i buongustai della musica soprattutto come il tuonante condottiero dei titani del prog rock Van Der Graaf Generator, nel 1977 si trovava a un bivio particolare della vita: in quel periodo si era lasciato con la compagna di lunga data, Alice. A lei e a tutte le storie finite (passate e potenzialmente future) ha dedicato il suo sesto album solista in studio, dal titolo quanto mai eloquente “Over”, che simboleggia al tempo stesso la fine di un’era artistica, in particolare del primo decennio di carriera musicale di Hammill. Un tuffo così profondo nel personale rappresentava senza dubbio una svolta inattesa e piuttosto insolita per un musicista che, sia con i lavori solisti sia con quelli targati VDGG, si era fatto conoscere per i suoi temi lirici cupi, distopici e post-apocalittici, dove c’era poco spazio per concetti come ‘amore’, ‘relazione’, ‘rapporto’, ‘simpatia’ e compagnia.

Non sorprende quindi che il signor Hammill consideri personalmente “Over” tra i suoi lavori solisti più importanti. Va tenuto presente che, all’epoca di questo suo classico in studio, mentre comandava anche la nave Van Der Graaf, si stava avvicinando ai trent’anni, e le vicende legate alle pene di cuore lo toccarono quindi ancora più a fondo. Come già successo spesso nella sua carriera solista, a dargli una mano sul disco furono proprio i compagni di avventura dei Van Der Graaf, e cioè una breve reincarnazione della band in cui, oltre all’autorità storica dietro le pelli Guy Evans, c’erano il ritorno al basso Nic Potter, ex VDGG, e il violinista Graham Smith (ex-String Driven Thing). Proprio grazie a quest’ultimo, i brani “Autumn” e “Betrayed” sono pieni di succosi passaggi di violino, mentre la suite sinfonica “This Side of The Looking Glass” scoppia di sontuosi arrangiamenti orchestrali sotto la bacchetta di Michael Brand.

A differenza del precedente “Nadir’s Big Chance” (1975), in cui Peter sperimentava in modo innovativo con il proto punk, “Over”, prog rock sinfonico che fonde sinfonismo, pastorale acustica/folk e rock, rappresenta una sorta di ritorno alle radici musicali dell’artista. Oltre alla solita potenza vocale tuonante, assolutamente unica e degna di ammirazione, la cosa più importante è che in questa fase della carriera sia maturato anche come solido chitarrista acustico, mentre alla chitarra elettrica sorprende con una manciata di assoli di gran gusto. L’atmosfera dominante di “Over” è, come ci si aspetta e come richiede il concept, cupa, ma non così cupa come i fan sono di solito abituati con il signor Hammill, perché più volte vi filtra un raggio positivo di speranza in un futuro più luminoso.

Fedele alla ricca tradizione sperimentale di Peter, il carattere dei singoli brani è bello vario e imprevedibile quanto basta. Così, ad esempio, nell’opener “Crying Wolf”, catalizzatore energetico caratterizzato da un possente riff di chitarra e da una voce rabbiosa, si va dritti su un hard rock di impianto epico, e per di più arriva uno dei migliori assoli di chitarra della prima fase della sua carriera solista. “Autumn”, con la sua natura contemplativa e malinconica, dominata da arrangiamenti sinfonici di pianoforte e violino, offre un contrasto netto rispetto al predecessore, tutto d’impatto. L’intonazione vocale di Peter passa ancora una volta in modo sbalorditivo da registri altissimi a medi e bassi. L’epica “Time Heals” è un pezzo insolitamente melodico, strutturato con intelligenza e complesso, con un carattere ambient solenne e melodrammatico, che, con un passaggio ritmico brutale ben marcato, una lunga improvvisazione o un cambio di tempo caotico, potrebbe finire senza problemi anche su un album dei VDGG. “Alice (Letting Go)”, già dal titolo e dal testo il brano più personale del disco, è un’escursione pastorale piuttosto cupa alla chitarra acustica, con una sequenza di accordi aggressiva.

“This Side of The Looking Glass” è un’epopea prog rock sinfonica con sontuosi arrangiamenti orchestrali e un’atmosfera insolitamente positiva, quasi elevante, che piacerà un sacco a chi ama la fusione di musica classica e rock. “Betrayed”, con i suoi accordi di chitarra acustica secchi e temperamentali, una voce combattiva in cui si sentono rabbia e delusione e possenti passaggi di violino, segna il ritorno dell’umore cupo che domina gran parte del disco. In “(On Tuesday She Used To Do) Yoga”, dove regnano con tutta la loro forza una cupezza ambient e la disperazione, non si può non notare il cinismo di Peter e lo sfottò sulle attività preferite del tempo libero della sua ex compagna. La malinconica melodia acustica è accompagnata da una serie di effetti irritati sullo sfondo e da una performance vocale emotivamente complessissima.

Il brano conclusivo, “Lost And Found”, è anch’esso un potenziale candidato a materiale VDGG, con una serie di inserti d’avanguardia, un ottimo assolo di chitarra, passaggi dissonanti , sparse pennellate di pianoforte e la migliore prova vocale di Peter di tutto l’album. Il testo racconta la pace definitiva del poeta con la situazione venuta a crearsi, seguita dalla gioiosa consapevolezza di essere finalmente ‘libero’, liberato dai lacci di una relazione disfunzionale, cosa che l’impennata ottimista dell’atmosfera nel finale di questo eccellente pezzo illustra alla perfezione.

Il capolavoro “Over”, un’altra perla  dell’eredità solista di Hammill, mostra il leggendario araldo del post-apocalisse in una veste insolita per lui: quella di poeta deluso dal cuore mai inaridito. Solo un artista del suo calibro poteva prendere un tema così abusato e banale nel mondo della musica come le delusioni amorose personali, che di solito degenerano in una fonte abbondante di patetismo, e restituirlo in modo così intelligente, complesso e appagante da toccare senza fatica l’anima di chi ascolta. Con il concept possono ancora oggi identificarsi facilmente tutti gli ascoltatori maschi che abbiano mai avuto un incontro ravvicinato con una ‘Alice’, il che non vuol dire affatto che “Over” non possa entusiasmare nessuna rappresentante del gentil sesso, perché anche loro possono guardarlo dal punto di vista opposto.

Formazione

Peter Hammill – voce, chitarra, tastiere
Graham Smith – violino su “Autumn” & “Betrayed”
Nic Potter – basso
Guy Evans – batteria
Michael Brand – direttore d’orchestra su “This Side Of The Looking Glass”

Produzione

Peter Hammill

Tracklist

1. Crying Wolf
2. Autumn
3. Time Heals
4. Alice (Letting Go)
5. This Side Of The Looking Glass
6. Betrayed
7. (On Tuesdays She Used To Do) Yoga
8. Lost And Found

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