Paradise Lost fanno calare il doom su Zagabria (2017)
Location: Zagabria / Boogaloo / Croazia
Data: 14.10.2017
I pionieri inglesi del gothic/doom metal Paradise Lost non si fermano mai. Appena due anni dopo The Plague Within sono tornati con Medusa, un disco che li riporta alle loro radici doom metal. Finora l’album ha raccolto reazioni perlopiù positive, quindi anche le aspettative per il concerto erano più che buone. Anche stavolta i Paradise Lost si sono fermati vicino alla Slovenia. A Zagabria hanno già incendiato il pubblico più volte, e la band inserisce la metropoli croata nel tour quasi per forza di cose.. Come gruppi di supporto i Paradise Lost si sono portati dietro i doomster americani Pallbearer e i portoghesi Sinistro, sludge/doom.
I portoghesi Sinistro, da band giovane, hanno cercato di convincere con qualcosa di personale. I ritmi pesanti e le chitarre, d’obbligo nello sludge metal, qui non hanno mostrato nulla di particolare. Di conseguenza il tutto rimbombava per bene, anche se con un basso in azione il suono si sarebbe potuto rinforzare ancora. La vera particolarità dei Sinistro è stata la cantante Patricia Andrade, che ha tenuto un’esibizione di sicuro interessante, anche grazie all’esperienza maturata in precedenza recitando in film e serie. Anche la voce è senza dubbio variegata, ma allo stesso tempo parecchio fastidiosa. I Sinistro sono quindi speciali per qualche aspetto, ma con la sola musica per ora non promettono granché.
Con i Pallbearer il clima è cambiato parecchio. La band mette in primo piano un elemento doom metal marcato, che sottolinea anche la melodia. Brani piuttosto lunghi, vari e imprevedibili. Le chitarre sono sicuramente un punto di forza, così come il basso distorto, mentre la batteria non ha brillato per dinamica. Il gruppo ha presentato l’ultimo album Heartless, che non raggiunge la qualità dei primi due ma porta avanti in modo solido lo stile della band. Con i primi due dischi i Pallbearer avevano fatto capire che qualcosa si stava risvegliando nella scena doom metal americana, e ora tengono quel livello più che dignitosamente. Il problema principale dell’esibizione dei Pallbearer è stato soprattutto l’audio disastroso. La band era così rumorosa che spesso non si distinguevano gli strumenti, e nemmeno i tappi per le orecchie hanno aiutato, il che ha ulteriormente contribuito a rendere la voce melodica piuttosto spenta. Ai Pallbearer bisognerà evidentemente dare un’altra possibilità. In fondo hanno materiale interessante per una bella oretta.
Con i Paradise Lost c’è sempre l’incognita su che forma avrà la band. In realtà qui si tratta soprattutto del cantante Nick Holmes, di cui non si riesce mai a prevedere che umore avrà quel giorno, o meglio quell’ora in cui sale sul palco. Sul repertorio della band, invece, non c’è nulla da dubitare. Anche stavolta il gruppo ha servito pezzi del nuovo album e un medley dei successi per cui i PL sono conosciuti. Sulla forma della band non c’è niente da ridire, almeno per la parte strumentale, mentre Nick Holmes è stato solo nella media. Soprattutto non si sentiva la potenza nella voce, e non era nemmeno abbastanza alto di volume. Gli altri membri, come ci si aspettava, sono stati solidamente energici. Statico è in pratica solo il bassista Stephen Edmondson, mentre il chitarrista Greg Mackintosh era come sempre nel suo mondo di melodie malinconiche, e il chitarrista ritmico Aaron Aedy ha sorriso per tutto il tempo muovendosi parecchio. Da elogiare l’attuale batterista Waltteri Väyrynen, che ha suonato con facilità il materiale più vecchio e con quello nuovo ha dimostrato di avere un sacco di fantasia e di saper infilare tanta dinamica anche nei brani lenti. Con l’ultimo album i Paradise Lost hanno guadagnato molto. Il repertorio della band ora tocca il doom metal morboso, il gothic metal malinconico e anche qualcosa di più delicato. Nella loro carriera i Paradise Lost hanno provato anche il synth pop, che però dal vivo non propongono più. Con 15 album all’attivo la band difficilmente può accontentare ogni gusto, ma con i brani Remembrance, Shadowkings, As I Die, Embers Fire e la conclusiva Say Just Words hanno accontentato i fan di vecchia data, dimostrando che i fan nuovi e quelli vecchi valgono uguale.
Tirando le somme, il concerto di Paradise Lost, Pallbearer e Sinistro al club Boogaloo di Zagabria è stato portato a casa in modo solido, ma con un audio migliore l’impressione sarebbe stata senza dubbio più forte. Non resta che sperare che la prossima volta questo difetto venga sistemato.
testo: Primož Novak
foto: Sebastijan Videc
















































