Paroxysm of Disgust

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Autore: Rok Klemše

Artista: Dickless Tracy
Etichetta: On Parole Productions
Uscita: year_month
Durata: 45:00
Voto: 4/5

I veterani di Brežice della scena metal di casa nostra, i Dickless Tracy, sono se non altro la prova di una testardaggine enorme: non sono stati pochi i momenti in cui nella band suonavano solo i fratelli Cepanec. Sedici anni di vita e (appena) il quarto disco in studio sembrano pochi, ma tra i quattro album veri e propri c’è un bel numero di split e demo. Nello spirito grind, insomma. In più, nel corso di un’attività ininterrotta dal 1997, centinaia di concerti in patria e all’estero, e cinque anni fa il primo vero album in studio, professionale, se proprio dobbiamo chiamarlo così: Halls of Sickness. Dopo la passeggiata per i tenebrosi corridoi della malattia, stavolta con Paroxysm of Disgust i Dickless Tracy servono undici eruzioni di disgusto death metal.

Paroxym of Disgust è da un lato il seguito logico di Halls of Sickness – la maggior parte del disco naviga nelle acque tossiche di un death metal sporco, primitivo, dal suono old school. Dall’altro, il nuovo album ricorda anche il passato ancora più lercio e grind della band: ci sono tre classici rifatti da zero, Revenants, Reincremation e The New Domination, e a braccetto con loro marcia la grindata Boneyard dei leggendari americani Impetigo. Nonostante questo mix di vecchio e nuovo, il disco non suona frammentato, ma scorrevole e coerente. I pezzi vecchi, in una veste un po’ rinfrescata, si fondono alla grande con le nuove porcherie, che stavolta, con la produzione più rifinita finora, suonano   quasi troppo belle per i Dickless Tracy. Ma d’altra parte così vengono fuori ancora meglio la brutalità e la botta di tutto il materiale, vecchio e nuovo, che presenta i Dickless Tracy in una forma piuttosto fresca e un po’ diversa da quella a cui eravamo abituati finora.

La base resta ancora un death metal in gran parte lento e rotolante, con riff apparentemente semplici ma efficaci, il growl tonante di Cepo e una batteria potente e movimentata, che non si regge su pattern sempre uguali ma è varia e offre anche più di quanto ci si aspetterebbe da una batteria death metal. Inoltre quasi tutti i pezzi hanno una propria anima (per quanto marcia fino al midollo), cosa che salva un album di ben quarantacinque minuti dal rischio di cadere nella monotonia. E poi ci sono i singoli frammenti dei brani che da soli spezzano la monotonia e sorprendono con momenti che dai Dickless Tracy non siamo certo abituati a sentire tutti i giorni. In questo spiccano il fischio blasfemo di Anathema (Possessed By Christ), che suona come qualcosa che Regan dell’Esorcista avrebbe vomitato e sputato fuori, e ancora di più il finale groovoso di Through the Maze of Lust, il passo da schiacciasassi di Virus (con l’immancabile »UGH!« alla Tom Warrior), probabilmente il miglior pezzo del disco, Realm of Fools con la sua scappatella black metal, e l’uscita con assolo dissonante di Tomb of Doom proprio in chiusura.

Paroxysm of Disgust è senza dubbio il disco più maturo dei Dickless Tracy che, nonostante un suono un po’ più levigato, offre ancora ciò che ci aspettiamo di più dal quartetto di Brežice: puro, autentico disgusto death metal!

Formazione

Tomi Cepanec – voce, chitarra
Ivan Cepanec – batteria
Andrej Šepec – chitarra
Domen Majcen – basso

 

Produzione

Dickless Tracy / Nenad Čekrlić / Luka Božič

Tracklist

1. Revenants
2. Anathema (Possessed By Christ)
3. Through the Maze of Lust
4. Reincremation
5. Ever Haunting Presence
6. Beautiful Yet Deformed
7. Realm of Fools
8. Virus
9. Boneyard
10. The New Domination
11. Tomb of Doom

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