Pattern-Seeking Animals: Only Passing Through
Etichetta: InsideOut Music
Data di uscita: 1. 4. 2022
Produzione: Pattern-Seeking Animals
Durata album: 59.29 min
Genere: Progressive Rock
Voto: 9.5/10
«Only Passing Through» è il terzo album in studio dello splendido collettivo prog rock Pattern-Seeking Animals, che raccoglie membri attuali e passati della leggendaria band Spock’s Beard. Il supergruppo, nato come side project sotto l’ala del poliedrico produttore, compositore, chitarrista e tastierista John Boegehold, ha già conquistato tutti con due ottimi lavori, quindi prima dell’uscita di «Only Passing Trough» le aspettative dei fan erano decisamente alte.
Come è facile intuire, i Pattern-Seeking Animals hanno un approccio alla composizione e agli arrangiamenti simile a quello degli Spock’s Beard, cioè puntano su un’armoniosa miscela di complessità e melodia, con la differenza che si concedono anche qualche esperimento poco tipico per i “barbuti”. Anche su «Only Passing Through» non mollano la presa e ti tengono incollato dall’inizio alla fine con composizioni potenti negli arrangiamenti, nei testi e nelle atmosfere. Già alla nascita dei Pattern-Seeking Animals, la mente del progetto Boegehold aveva promesso che, se possibile, i nuovi album sarebbero usciti ogni anno, quindi non sorprende che «Only Passing Trough» arrivi a meno di due anni dall’ottimo predecessore «Prehensile Tales» (2020, recensione di RockLine).
Chi si aspettava dai Pattern-Seeking Animals, per la terza volta, un altro capolavoro del revival prog rock contemporaneo non è rimasto deluso: «Only Passing Through» è un album che è un piacere ascoltare dalla prima all’ultima nota. L’opener «Everdark Mountain», breve ma meravigliosa, è piena di contrasti tra momenti delicati e momenti d’impatto, che arrotondano in modo intelligente l’atmosfera misteriosa. In «I Can’t Stay Anymore», uscita anche come singolo, fin dall’intro ti conquistano le linee di basso corpose di Meros, di cui non si vergognerebbe nemmeno il suo defunto idolo Chris Squire (Yes), mentre il carismatico maestro dei tamburi Jimmy Keegan, che canta anche nei cori, brilla con la sua proverbiale varietà ritmica. Boegehold intanto, alle tastiere, naviga con gran gusto tra trame di synth dal sapore moderno e altre più tradizionali.
Ted Leonard è uno dei cantanti più grandiosi del prog contemporaneo, cosa che tutti i fan di Spock’s Beard ed Enchant sanno benissimo da un pezzo. Tutto il talento sperimentale dei Pattern-Seeking Animals esce fuori nell’eccellente epic di tredici minuti «Time Has a Way», con parecchie influenze da prog rock old school, soprattutto grazie agli arrangiamenti sinfonici al mellotron. Ogni tanto, in questo capolavoro epico, spuntano piccole sorprese, come l’improvvisa incursione di fiati con una tromba dal sapore ambient messicano. L’influenza dei leggendari Chicago qui è innegabile. Un esperimento simile i Pattern-Seeking Animals lo avevano già tentato nell’album precedente. Ciò nonostante, arrangiamenti di questo tipo ravvivano benissimo questa avventura sinfo-prog ambiziosa e ricchissima di atmosfere.
In «Rock Paper Scissors», secondo singolo dell’album, trovi arrangiamenti folk rock costruiti su una base acustica e passaggi d’archi che, insieme al canto di Ted e alle armonie vocali aggiuntive, ricordano subito certi gioielli dei leggendari Kansas. «Much Ado» è il momento in cui la band mostra con gusto anche il suo lato più duro, con passaggi di chitarra più in evidenza, a tratti quasi hard rock. Il risultato finale è un altro pezzo interessante, che mette in primo piano vari elementi sinfo-prog, ma contiene anche un pizzico di arena rock di fine anni Settanta e di band come i già citati Kansas e Styx. L’influenza di questi ultimi, piuttosto rara nel prog moderno, si sente anche in altri brani di «Only Passing Through», come la title track, che ha proprio il giusto mix di melodia e complessità.
La leccornia sinfo-prog «Said the Stranger» è una delle poche composizioni dell’album con più influenze britanniche che americane della vecchia scuola del progressive rock. Una sorpresa tutta sua arriva nella parte centrale, dove entrano trame elettroniche di cui non si vergognerebbero nemmeno certi “new wave” anni Ottanta alla Ultravox. Il brano conclusivo «Here With You With Me» ha un’atmosfera romantica e nostalgica, con splendide armonie vocali e arrangiamenti di synth perlopiù bonari. Nonostante qualche associazione sonora e ambientale con The Flower Kings, il pezzo non risulta troppo festaiolo e giocherellone. Anche le due bonus track, la tirata «I’m Not Alright» e la allegra «Just Another Day at the Beach», funzionano alla grande e stanno allo stesso livello qualitativo dei brani “regolari” di «Only Passing Through».
Con «Only Passing Through» i Pattern-Seeking Animals hanno confermato ancora una volta di non essere un semplice ripiego per gli Spock’s Beard, al momento fermi in studio, ma di avere una bella dose di personalità sonora. Allo stesso tempo restano tra i pochi revivalisti prog più influenzati dalle leggende di casa (americane) che da quelle britanniche. Tutti gli amanti del progressive rock che, oltre alla complessità, apprezzano allo stesso modo la melodia, riconosceranno già al primo ascolto in «Only Passing Through», finora l’impresa più ambiziosa di questo supergruppo, un capolavoro del prog rock contemporaneo.
Autore: Peter “Dr. ProgRock” Podbrežnik
Tracklist:
1. Everdark Mountain (2:50)
2. I Can’t Stay Here Anymore (6:05)
3. Time Has a Way (13:15)
4. Rock Paper Scissors (5:01)
5. Much Ado (4:49)
6. Only Passing Through (4:19)
7. Said the Stranger (7:07)
8. Here with You with Me (8:14)
9. I’m Not Alright (4:17) *
10. Just Another Day at the Beach (3:32)
*…. bonus track
Formazione:
Jimmy Keegan – batteria, cori
Ted Leonard – voce, chitarra
Dave Meros – basso
John Boegehold – tastiere
