Plameni v raju

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Big Foot Mama
Etichetta: Nika Records
Uscita: 2018
Durata: 43:19
Voto: 4/5

Il longevo quintetto di Lubiana Big Foot Mama torna sulla scena dopo sei anni volati via a una velocità assurda da quando è uscito l’album »Izhod«, con il nuovo »Plameni v raju«, il loro ottavo album in studio in tutto.

Sei anni sono un bel po’ di tempo e in questo periodo i ragazzi, per tredici nuovi pezzi, hanno messo insieme un bel mucchio di idee musicali concrete, che hanno assemblato in linea con il loro ormai più che riconoscibile dossier musicale, servendo così l’ennesimo tipico album in studio dei BFM. Più maturi e più ricchi di nuove esperienze e consapevolezze, i Big Foot Mama mantengono dunque il loro volto e il loro carattere musicale ben riconoscibili. In sintonia con questo, però, continuano a »ricordare« all’ascoltatore (e vale anche per il nuovo album) che come musicisti stanno maturando e si stanno perfezionando,  cosa che si coglie senza fatica nella bravura con cui piazzano mazzate rock sostanziose e dall’accensione fulminea, che non ne vogliono sapere di complicarsi la vita, con la band che sfrutta con maestria il suo senso quasi interiorizzato per le mosse di arrangiamento brevi, asciutte e semplici. Il rock’n’roll è una cosa semplice, e arrivare a questa semplicità a volte è più difficile di quanto sembri. Beh, i Big Foot Mama questi problemi non ce li hanno. I loro nuovi pezzi vanno dritti al punto, hanno quella prevedibilità melodica triviale, quella contagiosità, quella carica energetica e quel “groove” che »ti prende subito«.

Che i Big Foot Mama osino mai sfidare sé stessi e scuotere il loro dossier musicale con un po’ di sperimentazione (di qualsiasi tipo) resta ovviamente sempre un’opzione, ma è molto probabile che la band non farà mai una mossa del genere. Quindi, ecco. Dai BFM non c’è da aspettarsi un album che sterzi in modo rivoluzionario dalla loro visione musicale ben piantata, il che sarebbe peraltro molto divertente e interessante, visto che una delle band rock più grandi e riconoscibili della Slovenia, con una montagna di hit sempreverdi pubblicati e diventati popolari, non ha più bisogno di dimostrare niente da un pezzo. Di avventurismo musicale, insomma, non ce ne sarà, ma i Big Foot Mama potranno sempre fare qualche tournée in compagnia di band simili e compatibili della penisola balcanica, come i zagabresi Psihomodo Pop, oppure (se continuiamo a romanticizzare) aprire un concerto di, per dire, The Rolling Stones, The Kinks o The Who, che da noi ovviamente non succederà mai.

»Plameni v raju« vanta una produzione eccellente, che è ovviamente »alla Pak«. L’uomo dal “cognome hockeystico”, cioè Žarko Pak, resta una scelta di comprovata affidabilità per la band, e il gruppo non rifiuta affatto una collaborazione così fruttuosa. Il suono è vivo, dinamico, contrastato in modo estremamente audace. Il basso di Steržaj scava e con un calore estremamente dinamico fa da contrasto al drive chitarristico di entrambe le chitarre, che con abilità decorano le singole parti dei pezzi con passaggi di raccordo minimalisti ma piazzati con enorme maestria, mentre assoli semplici ma incisivi nei passaggi mid-eight mantengono la classica posa rock’n’ roll della band. L’album oscilla tra assalti rock veloci e adrenalinici, come l’apertura con il brano Plameni, o Vrag v njej a metà disco, e poi Nekaj je v njej nella seconda parte, e brani a tempo medio, il che garantisce per tutto l’album un’ondeggiare di stati d’animo. La chiusura dell’album è particolarmente interessante. Soprattutto quando il disco »arriva« al brano Sijaj, ispirato all’eredità dei Motorhead (curioso che i Motorhead siano autori di un brano con lo stesso titolo, contenuto nel loro celebre album “Another Perfect Day”). I BFM non si sono dimenticati nemmeno del momento acustico dell’album, che porta Pot do sonca. Spicca nel disco anche la conclusiva Zlati stolpi Indeina, che farebbe drizzare le orecchie anche a George Harrison (soprattutto dal 1966 in poi). Tuttavia anche in momenti così i BFM mantengono un carattere rock’n’roll chiaramente riconoscibile e tutto loro, a cui la inconfondibile posa vocale di Skočir aggiunge quel immancabile pizzico di spavalderia punk da monello.

Le composizioni mantengono una scaltra contagiosità musicale e, dato che nel frattempo portano la visione artistica della band nei tempi nuovi,  non è difficile concludere che i nuovi brani integreranno alla grande il repertorio d’acciaio dei suoi concerti dal vivo. »Plameni v raju« è dunque un altro prodotto molto bello e di qualità della band, con cui ancora una volta ha usato con abilità la sua collaudata ricetta musicale. Con esso se ne sta comodamente (e placidamente) accampata in una posizione artistica di “status quo”, che le garantisce di restare saldamente piazzata sulla facciata della musica »mainstream« slovena.

Formazione

Grega Skočir – voce
Daniel Gregorič – chitarra
Zoran Čalić – chitarra
Alen Steržaj – basso, voce di accompagnamento
Jože Habula – batteria, percussioni

MUSICISTI OSPITI:
Davor klarič – tastiere
Andraž Mazi – chaturangui, erhu, tres
Mitja Vrhovnik Smrekar – archi
Žarko Pak – “suoni strani”
Le torri dorate del tempio di Indein (Birmania) – campanelli 

Produzione

Žarko Pak

Tracklist

  1. Plameni
  2. Jezna na ves svet
  3. Temna sila
  4. Normalen
  5. November
  6. Vrag v njej
  7. Raj na zemlji
  8. Vabilo v maj
  9. Nekaj je na njej
  10. Sijaj
  11. Sanja se ti ne
  12. Pot do sonca
  13. Zlati stolpi Indeina
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