Play Me If You Can (demo)

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Artista: Toxine
Etichetta: Independent
Uscita: 2009
Voto: 3.2/5

Quando mi è capitata tra le mani ‘sta roba, mi è scappato un sorriso. Perché? Perché il demo è registrato su cassetta. Una vera audiocassetta, proprio quella lì. Dove lo trovi ancora il pirla che ha in casa una tecnologia così antiquata? Beh, io sono decisamente quel pirla. “Play me if you can”, titolo di una demo-cassetta quantomeno spiritoso, campeggia giocoso sulla “cover” e rispecchia in pieno l’anima dei Toxine: non sono solo musicisti fantastici, sono anche autori di testi arguti e raffinati.

I ragazzi di Capodistria non stanno insieme da molto (la band esiste dal 2006), ma vantano una discreta dose di idee di qualità, alcune più riuscite, altre meno. La cassetta è solo l’inizio della messa a terra di tutto ciò che finora hanno proposto soltanto dal vivo; “quando ci saranno i soldi, arriverà il disco”, dicono. Vuol dire che il materiale basta e avanza (chiunque abbia visto un loro concerto può confermarlo senza esitazioni), è solo il portafoglio a essere un filino a secco. Così per i fan più fedeli hanno preparato queste registrazioni demo, con cui bisognerà tirare avanti fino al famoso disco.

L’audiocassetta non è certo sinonimo di qualità del suono, ma a noi ascoltatori (ancora) non interessa più di tanto: trattandosi solo di un “preview” delle capacità della band, ci si accontenta anche di una qualità un po’ più scarsa. La cassetta parte con “Ever Wordless?”, un pezzo che mette subito in chiaro la direzione del gruppo. Costruisce tanto sulla voce (sul testo) quanto sulla melodia, cerca di portarci lungo tutto il brano su un’armonia sonora libera da vincoli di genere, e ci riesce alla grande. Se il nostro inglese è discreto, il pezzo si gode ancora di più. Se il primo brano rifletteva un’enorme energia che la band sa riversare nella creazione musicale, “Everbirth Overlap” mostra tutt’altra faccia. Un pezzo tranquillo, con abbastanza spazio riempito da non svanire, è di nuovo cantato in inglese e di nuovo con un testo pieno di messaggio. “No Adventures Today” torna all’atmosfera che i musicisti avevano creato con il primo pezzo. Il suono si basa soprattutto sugli effetti di chitarra, che ci portano in un ambient extraterrestre, un po’ sognante ma abbastanza energico da non farci addormentare, e la voce non fa che spingere ancora più in là fino alla fine del brano. “Bow Down Comedy” (al contrario di Stand Up Comedy, come ha fatto notare il cantante Tomi Toth a un concerto) è il punto più alto della demo-cassetta. L’incredibile “groove” del bassista Jaša Hedžet e il funkeggiare della chitarra di Samo Turk ci fanno capire che la loro musica, se vogliamo cercare le influenze, si cerca (e si trova) in qualche modo nel funk e nella fusion. A chiudere la demo-cassetta è “Popthing”, un duetto tra Jaša Hedžet al microfono (tutto il resto lo canta Tomi Toth) e Samo Turk alla chitarra acustica. Una chiusura azzeccata per un promettente esordio “in studio” della band.

I Toxine si presentano nel modo migliore possibile: con un demo che vola alto e ci lascia la voglia di qualcosa di più concreto. Con la loro libertà dai generi e il loro surfare fusion tra dimensioni musicali, si aprono un sacco di porte per andare avanti. Se azzecceranno i tempi della “forma” e sceglieranno il materiale giusto, il futuro disco raccoglierà sicuramente più applausi che critiche.

Formazione

Tomi Toth: voce
Samo Turk: chitarra, voce
Jaša Hedžet: basso
Gregor Brajkovič: batteria, voce

Produzione

K.M.P.L. (Jan Baruca)

Tracklist

1.Ever wordless?
2.Everbirths Overlap
3.No Adventures Today
4.Bow Down Comedy
5.Popthing

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