Risveglio all’americana con i Sacred Reich (2019)

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Luogo: Lubiana / Orto bar / Slovenia
Data: sabato 16.11.2019

In un sabato di pioggia il massimo è poltrire davanti a qualche bella serie, che di questi tempi non mancano di certo, ma non lo scorso sabato! Lo scorso sabato all’Orto bar ha fatto tappa un pacchetto heavy/thrash metal di altissimo livello con Night Demon e Sacred Reich, che ha riempito l’Orto fino all’orlo. Per i Night Demon è stato il debutto live in Slovenia, mentre i Sacred Reich sono tornati nella capitale dopo quasi trent’anni. Nell’ottobre del 1990 si erano infatti esibiti alla Festivalna dvorana, dove in quel periodo si erano tenuti parecchi concerti metal.

Stavolta non abbiamo dovuto soffrire con gruppi spalla ascoltabili a metà, perché finalmente ci è toccata anche una spalla di qualità eccellente: i revivalisti heavy metal californiani Night Demon. Il trio americano in otto anni di attività ha pubblicato due album in studio, l’ultimo, Darkness Remains, è uscito poco più di due anni fa, e i Night Demon, nonostante la giovane età, stanno guadagnando sempre più notorietà. Meritatissima, come hanno dimostrato anche a Lubiana, dove già con il pezzo d’apertura, l’ultra micidiale e contagioso Welcome to the Night, si sono messi il pubblico in tasca in un attimo. La sala inferiore dell’Orto bar si era già riempita per bene durante l’esibizione dei Night Demon, il pubblico partecipava a mille con la band, e le prime file conoscevano benissimo perfino gli inni heavy metal del gruppo come Hallowed Ground, Heavy Metal Heat, Curse of the Damned e Screams in the Night. Musicalmente i Night Demon devono molto alle band NWOBHM come i Diamond Head, ma anche ai grandi Motörhead, cosa che hanno fatto capire chiaramente con l’intro alla Overkill di Dawn Rider. Il trio ha comunque sfoderato una forma pazzesca, e soprattutto una dannata energia sul palco, che ha contagiato in un lampo tutto l’Orto. Per fortuna i Night Demon hanno avuto un set di un’ora tirata, il che gli ha permesso di sottolineare anche il tema dominante dei loro testi, cioè oscurità, male e demoni, invitando sul palco durante The Chalice zia Matilda con tanto di calice. I Night Demon hanno salutato, ehm, con Night Demon e con questo loro debutto da noi hanno lasciato un’ottima impressione!

I mitici thrasher dell’Arizona Sacred Reich sono partiti nel 1985, quindi nell’età dell’oro del thrash, ma purtroppo sono rimasti all’ombra dei loro colleghi più grossi. Eppure non esiste thrasher, o metallaro in generale, che non conosca almeno la leggendaria inno Surf Nicaragua. Dopo lo scioglimento del 2000 i Sacred Reich sono tornati dal vivo sei anni dopo, e ci sono voluti ben 23 anni per vederli pubblicare finalmente anche l’album in studio del ritorno, Awakening (recensione QUI), uscito tre mesi fa. Con Manifest Reality dal nuovo album i Sacred Reich hanno salutato il pubblico lubianese, che già durante il primo pezzo, nonostante il sottopalco pieno zeppo, è esploso in un mosh pit. Nell’ora e un quarto di set ne sono seguiti parecchi. Gli americani si sono mostrati in forma smagliante, l’energia schizzava dal palco (soprattutto dal giovane chitarrista Joey Radziwill), e anche l’esecuzione è stata superba. In prima fila ha entusiasmato soprattutto Phil Rind, che ha mantenuto una potenza vocale eccezionale: la sua voce era penetrante, solida e pulita. Subito dietro di lui (oltre al chitarrista originale Wiley Arnett) c’era il grande nome della batteria Dave McClain, passato ai Sacred Reich dopo l’addio ai Machine Head. E che mossa è stata! È vero che McClain aveva già suonato negli album Independent e Heal, ma stavolta ha tirato fuori una prova dietro i tamburi così buona da avvicinarsi parecchio, nella classifica dei batteristi thrash metal, a Gene Hoglan. Dopo il pezzo d’apertura i Sacred Reich ci hanno maciullato senza pietà con il classico di ferro The American Way, e da lì in poi ci hanno lasciato respirare solo quando Phil, prima dei pezzi, sparava qualche critica politico/sociale o una lezione di vita. I pezzi di Awakening si sono mescolati alla grande con quelli più vecchi, soprattutto i contagiosi Divide & Conquer, Awakening e Salvation (Killing Machine, il pezzo preferito di Wiley e Dave tratto da Awakening, un po’ meno), e i Sacred Reich hanno chiuso nella stessa ottima luce in cui avevano cominciato. Con l’eterno classico Surf Nicaragua! Uno dei migliori concerti di quest’anno da noi.

Setlist dei Sacred Reich: Manifest Reality, The American Way, Divide & Conquer, One Nation, Awakening, Independent, Free, Crimes Against Humanity, Who’s to Blame, Ignorance, Salvation, Love… Hate, Killing Machine, Death Squad, Surf Nicaragua

Foto: Nina Grad

2 commenti
  1. Arizona Dream dice

    Povratniški album Awakening so izdali po 23, ne po 13 letih. In manjka tudi povezava do recenzije.
    Hawk.

  2. Poba dice

    Hej hej, hvala bomo popravili 😀

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