Primal Fear – l’aquila tedesca dalle ali indistruttibili (2012)!
Luogo: e-mail
Data dell’intervista: 22.02.2012
Una delle band power metal tedesche più affidabili e fedeli ai propri principi musicali, i Primal Fear, a due anni dall’uscita dell’album “16.6.” è tornata con il suo seguito, “Unbreakable” (2012) – la recensione di RockLine la trovi QUI. Il nuovo album ha un ritorno tradizionale alle radici, una melodicità fuori dal comune e un taglio da inno, scritto su misura per i fan più testardi della band. Dopo tre anni si è presentata di nuovo l’occasione di fare due chiacchiere con Mat Sinner, membro originale e fondatore dei Primal Fear. Mat Sinner è uno che, in un modo o nell’altro, vive di musica da oltre trent’anni: come musicista, arrangiatore, produttore o addetto A&R per le etichette. La sua saggezza e la sua esperienza sono qualità molto apprezzate in Germania, che hanno aiutato parecchie band metal tedesche delle nuove generazioni a muovere con sicurezza i primi passi nella carriera musicale. Mat Sinner ha iniziato con la musica già alla fine dei Settanta, ha fondato nei primi Ottanta i suoi Sinner, che ancora oggi sono considerati una delle band heavy rock tedesche più longeve (insieme ad Accept e Scorpions), e nel 1997 i tempi erano maturi per costruire, insieme al suo storico amico Ralf Scheepers, ancora oggi considerato uno dei migliori cantanti metal che la Germania abbia mai prodotto, una vera fortezza power metal chiamata Primal Fear.
RockLine: Il nuovo album »Unbreakable« è un ritorno alle radici dei Primal Fear. Un album di ritornelli melodici e di aggressività travolgente, che è andato benissimo in classifica… Come lo vivi tu, il vostro nuovo lavoro?
Mat: Negli ultimi due anni, passati sempre in giro in tour, abbiamo adottato una strategia particolare: volevamo scrivere e produrre il nuovo album con tutte le influenze e l’ispirazione che nascevano durante i nostri tour. Mentre creavamo i pezzi, ci siamo tenuti a mente le reazioni dei nostri fan durante i concerti, il modo in cui rispondevano. Questo ci ha riportati ad alcune basi fondamentali della nostra musica, anche se per il processo di creazione del nuovo album avevamo bisogno anche di una nuova avventura musicale, diciamo diversa. »Unbreakable« è in realtà l’album di maggior successo della nostra carriera, cosa che ci ha sorpresi tutti, perché non ce l’aspettavamo davvero, quindi siamo contentissimi della reazione e dell’accoglienza che i nostri fan hanno riservato al nuovo album.
RockLine: Che processo di sviluppo c’è dietro la nascita dei pezzi di »Unbreakable«?
Mat: Magnus (Magnus Karlsson, chitarra dei Primal Fear, n.d.r.) e io abbiamo lavorato all’impianto di base dei brani, e in due di essi ha collaborato anche Alex (Alex Beyrodt, chitarra dei Primal Fear, n.d.r.). Dopo esserci sudati la struttura base dei nuovi pezzi, ho portato i demo grezzi nello studio di Ralf (Ralf Scheepers, voce dei Primal Fear, n.d.r.), e lì li abbiamo poi rifiniti insieme con le linee vocali e le strofe.
RockLine: Dietro al titolo del nuovo album »Unbreakable« si nasconde un messaggio particolare, più profondo?
Mat: Di sicuro, mentre nasceva il nuovo album per noi non erano proprio tempi rosa e fiori, ci sono capitati dei cambiamenti inaspettati, ma nonostante questo non abbiamo perso la passione e l’entusiasmo per la nostra musica.
RockLine: Cosa porta nella squadra dei Primal Fear il vostro nuovo chitarrista Alex Beyrodt?
Mat: Alex ci ha sempre dato una mano nei tour, dal 1999 in poi, e finora ha fatto un lavoro enorme per i Primal Fear, anche se in tutto questo tempo non è mai stato un membro a tutti gli effetti della band. Due anni fa è arrivato il momento di offrirgli un posto nel gruppo, di farlo entrare come chitarrista a pieno titolo e in pianta stabile.
RockLine: Tutti gli album della band li hai prodotti finora tu. Come vivi ogni volta la sfida di produrre il tuo album, l’album della tua band, e quali metodi usi per ottenere delle differenze sonore tra un disco e l’altro (se ci sono)?
Mat: Ogni processo di produzione è stato diverso, ogni volta con esperienze diverse, e per me personalmente è sempre stato una grande sfida. Perché non sai mai, e non puoi prevedere, cosa succederà durante le registrazioni. Ogni band percorre la propria strada evolutiva e, nel nostro caso, quando ho prodotto l’album di due anni fa non potevo approcciare il nuovo disco allo stesso modo. In questi due anni le circostanze esterne hanno influito parecchio sulla band, e questo si è riflesso sulla nuova situazione nel gruppo prima ancora di varcare la soglia dello studio. Stavolta il tempo in studio è stato davvero di qualità, perché ci ha circondati sempre l’energia del lavoro di squadra, tanta amicizia e tanta comunicazione utile tra di noi, che è indispensabile per soddisfare i desideri di tutti i coinvolti.
RockLine: Dal 1997 tu e Ralf siete gli unici due membri costanti della formazione, che negli anni ha attraversato tantissimi cambi di line-up. Come fai a restare così fedele allo stile espressivo che avete tracciato e a mantenere la band così rilevante?
Mat: Ho appena fatto un’intervista con un giornalista musicale tedesco molto noto, che mi ha detto di essere completamente sorpreso dal suono delle chitarre del nuovo album dei Primal Fear. “Ci sono i tipici riff e le armonie dei Primal Fear, il tipico sound dei Primal Fear e tutti i tipici marchi di fabbrica dei Primal Fear”, ha detto. E quando ascoltava per esempio il nuovo dei Voodoo Circle e l’ultimo lavoro del progetto Allen/Lande, non riusciva a capacitarsi del fatto che gli stessi musicisti, che suonano in entrambe le band contemporaneamente, riescano a ricreare al 100% anche nei Primal Fear tutte le particolarità che sono tipiche solo della musica dei Primal Fear. Per tutti noi nella band è stato un grande complimento, come lo è stato anche per il nostro lavoro di squadra in questo ultimo periodo, mentre registravamo »Unbreakable«.
RockLine: All’orizzonte c’è un nuovo tour. Come vi state preparando e quali novità porterà ai vostri fan?
Mat: Sì. Ci stiamo lavorando proprio adesso ed è la cosa principale per noi in questo momento. Abbiamo deciso di fare delle mosse verso cambiamenti davvero grossi. Suoneremo tanti pezzi nuovi, almeno sei. In più infileremo in scaletta qualche brano che non suoniamo dal vivo da tantissimo tempo. Ci saranno anche tre o quattro classici del repertorio di ferro che in scaletta non possono assolutamente mancare. Il tutto sarà accompagnato da una scenografia di palco completamente nuova, pensata apposta per il nuovo tour. Cercheremo di offrire un’esperienza dal vivo del tutto diversa rispetto a qualche nostro ultimo tour. Anche per noi è una bella sfida.
RockLine: Per il nuovo tour avete confermato la collaborazione con i Brainstorm, con cui avete già fatto un tour insieme nel 2009 in Germania.
Mat: Quando abbiamo fatto il tour del 2009 è stata un’esperienza fantastica e positiva per entrambe le band. Andavamo d’amore e d’accordo. Come noi, anche i Brainstorm hanno in tasca un nuovo album, quindi ci è sembrato ideale rimetterci insieme per un nuovo tour, in cui toccheremo tante città e paesi dove nel tour precedente non avevamo suonato insieme. Mi piacciono i membri dei Brainstorm e la loro musica, e sono contento che ripartiamo di nuovo insieme!
RockLine: Se non è un segreto troppo grosso, raccontaci cosa fai nel tempo libero, fuori dagli obblighi che ti legano al mondo della musica, e in particolare ai Primal Fear.
Mat: Sono un grande appassionato di calcio, e per il resto nel tempo libero mi dedico il più possibile alla mia famiglia. Mi piace guardare un bel film e sono un buongustaio, adoro il buon cibo.
RockLine: Con il nuovo tour, il 05.04.2012, voi Primal Fear vi fermerete anche a Zagabria, in Croazia, dove ad aprire per voi ci saranno gli heavy metaller sloveni Lene kosti. Con i Lene kosti hai collaborato come ospite speciale a entrambi gli album usciti finora. Com’è nata questa collaborazione e magari ti unirai ai Lene kosti anche sul palco di Zagabria, come ospite speciale, almeno per un pezzo del loro repertorio?
Mat: Milan (Milan Krušič, voce dei Lene kosti, n.d.r.) è un mio amico di lunga data, quindi sosterrò sempre lui e la sua famiglia. Non credo che avrò il tempo di salire sul palco con la band a Zagabria, ma non si sa mai cosa può succedere. Le sorprese in genere non si programmano, succedono da sole, oppure no. Sarà il nostro primo concerto in Croazia. È sempre bellissimo esplorare territori nuovi, oggi sono rimasti pochi paesi in cui i Primal Fear non hanno ancora suonato.
RockLine: Il nuovo album l’avete presentato anche con un video per il nuovo pezzo Bad Guys Wear Black. Dove avete girato il video e perché avete scelto proprio questa canzone?
Mat: Il video è stato girato al Museo Ferroviario Tedesco di Norimberga. Il posto che abbiamo scelto per le riprese era perfetto per una cosa del genere. Abbiamo scelto questo pezzo perché ha un »groove« speciale rispetto agli altri brani dell’album, ti si ficca subito in testa, e ha anche la durata giusta per essere girato, in linea con il budget che avevamo previsto per un video del genere.
RockLine: Le vostre copertine con l’aquila sono ovviamente una parte importante dei Primal Fear. Quanta attenzione dedica la band anche al processo di creazione delle copertine dei vostri album e quanto vi identificate con esse?
Mat: Abbiamo il controllo totale sulla realizzazione delle copertine e hai ragione. Ci approcciamo sempre molto seriamente quando c’è da decidere sulle copertine. Dopo quattro album con copertine che si discostavano parecchio dal nostro primo periodo, col nuovo album volevamo tornare alla nostra vera mascotte – l’aquila – come agli inizi.
RockLine: Dopo tutti questi anni passati a tener testa al mondo della musica, mantenete una forma straordinaria. C’è una ricetta speciale?
Mat: Semplice. Badiamo a noi stessi. Non siamo proprio angioletti, ma nemmeno più i ragazzacci scatenati di una volta. Oggi il nostro focus è divertirci sul palco, non le feste che vengono dopo i concerti.
RockLine: Hai un messaggio speciale per i nostri lettori sloveni? Del resto, parecchi fan sloveni della vostra musica saranno presenti anche al vostro concerto a Zagabria, in Croazia.
Mat: Tra i Primal Fear e i nostri amici della Slovenia c’è sempre stato un legame fortissimo. Faremo del nostro meglio per mantenere questo legame forte anche in futuro. Ci vediamo al concerto!
domande a cura di: Jani Mihevc Cah
paragrafo introduttivo, traduzione e adattamento del testo: Aleš Podbrežnik
foto: RockLine fotoarhiv (2006-2012)
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