Quando a maggio arriva l’inverno norvegese (2014)
Autore: Primož Novak
Luogo: Gala Hala / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 05.05.2014
Prezzo del biglietto: 20/24€
I Taake, band black metal, hanno già suonato in Slovenia diverse volte. L’ultima è stata sul palco del festival Metaldays, dove hanno fatto impazzire un bel po’ di gente. Tra l’altro, in quell’occasione si è unito a loro anche il cantante dei Mayhem, Attila Csihar. I Taake, con il carismatico frontman Hoest, hanno avuto stavolta un’altra occasione per conquistare il pubblico sloveno, ma in un’atmosfera più intima. Prima del concerto si era radunata una bella folla, che sfoggiava la propria fede nel black metal con magliette e toppe di band come Mayhem, Darkthrone, Satyricon e compagnia. Sembrava proprio che stesse per andare in scena un vero spettacolo black metal.
Sul palco della Gala Hala sono saliti per primi i padroni di casa del Carso, i Gorge of Cerberus. Nei loro trenta minuti di set hanno servito black metal crudo, che se ne infischiava altamente delle tendenze moderne. In primo piano pezzi veloci, senza alcun abbellimento. I Gorge of Cerberus hanno alle spalle solo un demo, il che è un buon segnale del fatto che in Slovenia si stanno ancora formando nuove band che puntano sul black metal autentico, anche se qui non si può certo parlare di qualcosa di eccezionale.
Sono poi arrivati gli Ivje, che sono sulla scena da qualche anno, ma dopo una pausa di diversi anni sono tornati nel 2012 con l’esordio ‘Descending Through Halls of Agony’, che ha presentato la band in una formazione cambiata e rinforzata. Rispetto alla prima band, gli Ivje non hanno puntato sul black metal crudo: con le tastiere hanno ottenuto un tocco più moderno, che si sentiva soprattutto nell’atmosfera. Gli Ivje hanno suonato in modo piuttosto energico, con l’eccezione della tastierista dal fisico atletico, fin troppo statica, anche se i suoi interventi erano senza dubbio ben inseriti nei brani. A parte un paio di passaggi tirati per le lunghe, gli Ivje hanno servito un black metal parecchio dinamico, pieno di sorprese a livello di struttura. A farli salire un gradino più in alto ci ha pensato senza dubbio il batterista Tine Horvat, preciso come un metronomo, che ha mostrato un gran senso della velocità e transizioni furbissime. Gli Ivje sono stati senza dubbio la sorpresa della serata, avrebbero solo potuto fare qualche concerto in più all’anno.
Poi mezz’ora di pausa, e subito dopo sul palco sono arrivate le star della serata, i Taake, ovvero Hoest e i musicisti che lo accompagnano. In poco meno di un’ora il pubblico si è preso una dose di black metal autentico e sporco, dove a spiccare era soprattutto Hoest con il suo outfit e i calci in aria, a tratti già comici, da band glam rock. Ma anche questa autenticità ha il suo rovescio della medaglia. La musica dei Taake a tratti suonava come un riciclo eccessivo delle band black metal norvegesi di culto. E, quasi che i cliché non fossero già arrivati al culmine, sono stati usati spesso trucchetti punk da due soldi, di quelli che si sentono in certi pezzi dei Darkthrone. Oltre al fatto che il set dei Taake è stato piuttosto corto, la band che accompagna Hoest, il quale sul palco ha mostrato senza dubbio tanta energia, sembrava prendere la propria esibizione in modo parecchio routinario. Di conseguenza c’è stato qualche errore: il batterista, tra le altre cose, ha ondeggiato più volte nella velocità e sembrava piuttosto scoordinato. Ma queste piccole sbavature alla fine non hanno dato fastidio. Ai Metaldays 2013 i Taake erano comunque stati molto meglio. Stavolta si vedeva che suonavano davanti a meno gente, che pure ha partecipato parecchio, ma l’esibizione non è stata niente di eccezionale.
Nonostante la breve esibizione dei Taake, la Gala Hala si è beccata una bella dose di autenticità, sporcizia e intransigenza, come si conviene al black metal.
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