Quattro chiacchiere con Marcus Siepen dei Blind Guardian! (2011)

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Autore: Rok Klemše

Luogo: Metalcamp, Tolmin, Slovenia
Data dell’intervista: 15.07.2011

In 25 anni di carriera, i power metaller tedeschi Blind Guardian sono diventati il nome più grosso del genere e, a dirla tutta, con la loro musica l’hanno anche superato e lasciato indietro. L’anno scorso hanno pubblicato il loro nono album in studio, che è probabilmente anche il più riuscito della loro carriera. Quest’anno i Blind Guardian sono tornati al MetalCamp, dove hanno di nuovo fatto da headliner (e se lo sono meritato fino in fondo). Poco prima del loro set, il chitarrista Marcus Siepen, nella band dal lontano 1987, si è ritagliato dieci minuti per una breve chiacchierata.

RockLine: Ciao Marcus, bentornato al Metalcamp! Se non sbaglio è già la vostra terza volta su questo festival. Immagino che ne abbiate dei bei ricordi, no?
Marcus: Sì, assolutamente! Per quanto riguarda il pubblico ho ricordi bellissimi, i concerti sono stati ogni volta fantastici. Per il meteo invece… Quando siamo arrivati qui ho dato un’occhiata alle previsioni, che davano pioggia, e mi è tornato in mente il pantano dell’ultima volta. Mi ero già preparato, ma a quanto pare, per fortuna, non mi servirà l’attrezzatura da maltempo (risate).

RockLine: Avete pubblicato da poco At the Edge of Time, che ha avuto un successo pazzesco. Ve lo sentivate o ve lo aspettavate, un successo così, mentre registravate il disco?
Marcus: È una cosa difficilissima da prevedere. Quando pubblichiamo un album, siamo sicuri al 100% del nostro lavoro, ma il fatto che piaccia a noi non vuol dire che piacerà anche ai fan. Con il nuovo disco, però, non abbiamo preso neanche una recensione negativa o mediocre, ed è incredibile. Ogni volta registriamo i pezzi che ci piacciono e che pensiamo siano il meglio che possiamo fare in quel momento. L’abbiamo fatto anche stavolta e alla gente piace, quindi siamo contentissimi (risate).

RockLine: Io ho l’impressione che gli ultimi tre dischi, quindi da A Night At the Opera in poi, siano una specie di mattone che porta al vostro progetto sinfonico. Sei d’accordo?
Marcus: Non è un concept che avevamo programmato, ma senza A Night at the Opera i suoi due successori sarebbero sicuramente suonati diversi. Era proprio quello il nostro obiettivo: con Night volevamo registrare un album molto, molto complesso, e secondo me ci siamo riusciti (risate). La sua influenza si sente di sicuro nel nuovo disco e anche in A Twist in the Myth. Fa parte della nostra musica e per noi è stata un’evoluzione del tutto naturale.

RockLine: Avete registrato con l’orchestra sinfonica di Praga. È stato difficile infilare nel metal un “concept” sinfonico così enorme?
Marcus: Non direi che sia stato difficile, perché è una componente della nostra musica da un bel po’. La vera svolta, la grande novità, è stata lavorare finalmente con un’orchestra vera. In passato abbiamo sempre usato tastiere campionate, che possono suonare bene, ma non si avvicinano nemmeno lontanamente alla cosa vera. Il lato positivo è che puoi programmare tutto quello che vuoi, mentre con un’orchestra non puoi presentarti con una registrazione e dire semplicemente “suonatela”. Per un’orchestra devi scrivere ogni singola nota, devi scrivere le partiture, devi parlare con i musicisti,… È stato un passo enorme per noi, perché non siamo in grado di scrivere questa musica da soli, non lavoriamo in quel modo, lavoriamo a orecchio. Quindi abbiamo dovuto affidarci a persone che mettessero su carta le nostre idee per l’orchestra e gliele passassero. È stato davvero un passo enorme, ma il risultato è ottimo e in futuro lavoreremo di sicuro così.

RockLine: Come avete affrontato la scrittura del materiale per il nuovo disco e com’è stato il processo rispetto alle registrazioni degli album precedenti?
Marcus: Stavolta abbiamo fatto una cosa molto diversa. Di solito, finito il tour, ci prendevamo una lunga pausa per svuotare la testa e fare spazio a nuove idee. Questa volta abbiamo cambiato, perché non avevamo tempo per quel mese o due di stop. Abbiamo dovuto iniziare subito a scrivere materiale nuovo, perché ci avevano chiesto di collaborare alla colonna sonora del gioco Sacred 2. Penso che fossimo ancora così carichi di adrenalina ed energia per i concerti suonati che nella musica si sente. In più, per la prima volta in carriera, abbiamo cambiato un’altra cosa. Di solito separavamo in modo rigido la scrittura dai concerti: finito il tour ci concentravamo solo sulla scrittura e non suonavamo dal vivo nemmeno una data. Stavolta invece è cambiato tutto: nel 2008 ci hanno chiesto se volevamo suonare a un festival in Spagna e abbiamo rifiutato. Poi ci hanno detto che saremmo stati co-headliner insieme ai Kiss. Abbiamo detto: “Sì!” (risate) Poi sono arrivati altri due festival e l’anno dopo una dozzina di festival in giro per l’Europa. Eravamo di nuovo pieni di energia e di entusiasmo, abbiamo continuato a scrivere pezzi nuovi e penso che in quei brani si senta tutta questa energia positiva. A me personalmente è piaciuto molto e spero che la prossima volta potremo di nuovo scrivere così, con pause più brevi.

RockLine: E registrate o scrivete qualche idea già durante i tour, o aspettate la fine?
Marcus: No, di solito iniziamo a scrivere dopo la fine del tour. In tour non abbiamo la vera attrezzatura da studio, io ho ProTools sul portatile, ma in tour non hai un ambiente tranquillo in cui creare. Se tra un concerto e l’altro abbiamo un giorno di riposo, a volte ho pensato che in hotel avremmo potuto combinare qualcosa, e poi invece ci riposiamo e basta (risate). Iniziamo a scrivere dopo il tour, può capitare solo che registri qualche idea, un riff, e che lo usiamo più avanti, ma le idee principali non nascono di certo in tour.

RockLine: Una cosa che mi ha sempre dato la sensazione della genialità dei Blind Guardian è quanto bene riuscite a trasportare nella musica i testi di Hansi, per lo più di stampo fantasy…
Marcus: Noi non lo facciamo, perché scriviamo sempre prima la musica. Quindi in realtà è lui che trasporta i testi nella musica (risate).

RockLine: Quindi è lui che ha il problema (risate)?
Marcus: Sì (risate). Da noi viene sempre prima la musica. È sempre stato così e sempre sarà così. Abbiamo sempre prima la musica, e Hansi ci canta sopra dei testi provvisori che non hanno per forza un senso…

RockLine: Giusto per beccare le linee vocali.
Marcus: Esatto. Le linee melodiche, il ritmo delle parole. Solo quando abbiamo fatto questo, cambia i testi provvisori e li riscrive in quelli veri.

RockLine: E voi date una mano a scrivere i testi o se ne occupa solo Hansi?
Marcus: No, mai, i testi li scrive sempre Hansi.

RockLine: Quando possiamo aspettarci il vostro progetto sinfonico, che è in lavorazione da un bel pezzo?
Marcus: Sì, è vero, ma il grande passo è stato aver trovato l’orchestra giusta. A registrare il progetto sarà l’orchestra sinfonica di Praga, che ha già registrato parti di sei brani. La maggior parte del materiale è già scritta, ma ci lavoriamo ancora tra un tour e l’altro, e registreremo anche in quei periodi. Ora spingeremo un po’ di più su questo progetto, perché finalmente abbiamo trovato l’orchestra giusta. Non posso ancora dirti una data di uscita precisa, ma stiamo andando avanti.

RockLine: E come suonerà in concreto la cosa? Collaborerete voi come band con l’orchestra, o suonerà solo l’orchestra insieme alla voce di Hansi?
Marcus: No no, ci saranno solo l’orchestra e Hansi. Sarà in pratica la tipica musica dei Blind Guardian con arrangiamenti e melodie rivisitati, ma senza la metal band. Quindi niente chitarre, niente batteria, solo l’orchestra e la voce di Hansi.

RockLine: Ultima domanda. Possiamo aspettarci un nuovo Blind Guardian Open Air quando pubblicherete questo progetto sinfonico?
Marcus: Diciamo così… Sono sicuro che in futuro ne faremo un altro, ma non ci sono ancora date o piani concreti. Questo progetto sinfonico sarà comunque l’occasione perfetta per portarlo sul palco, perché nessuna band può mandare in tour un’orchestra di novanta elementi. Come dicevo, non ci sono piani concreti, la cosa richiede un sacco di tempo e di organizzazione, ma in futuro ce ne sarà senza dubbio un altro.

RockLine: E per finire, un ultimo messaggio per la vostra enorme base di fan sloveni.
Marcus: Venite al concerto di stasera, se questa intervista la leggete ancora in tempo (risate). Se no venite al prossimo e “let’s celebrate together.”

Foto: Nina Grad

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