Radio Music Society
Autore: Jernej Vene
Artista: Spalding, Esperanza
Etichetta: HeadsUp International
Uscita: year_month
Durata: 57:52
Voto: 4/5
La bassista e cantante americana Esperanza Spalding è un nome piuttosto nuovo nel mondo del jazz. Eppure, scavando un po’ più a fondo, saltano fuori parecchie cose interessanti. Sotto la guida di alcuni giganti del jazz, dal 2004 si è costruita una carriera sfavillante, quindi è giusto farla conoscere anche agli ascoltatori di Val 202. Pur muovendosi in ambiti tradizionali, la sua musica usa i postulati del jazz per esplorare e allargare di continuo il linguaggio musicale. Nella trasmissione Top albumov andrà in onda la musica del suo nuovo disco Radio Music Society. Esperanza Spalding viene dallo stato americano dell’Oregon e le sue origini miste le porta in musica con grande profitto. Di sicuro è stata una bambina prodigio: da autodidatta suonava il violino già a cinque anni. Ha suonato per dieci anni in un’orchestra classica locale e l’ha lasciata da primo violino. Durante una lunga malattia infantile ha perfezionato le sue conoscenze musicali studiando a casa. Grazie al background familiare padroneggia con disinvoltura inglese, portoghese e spagnolo, e in musica li sfrutta alla grande. Da adolescente ha cominciato a bazzicare i jazz club della zona e a cimentarsi col basso elettrico. Il jazz è di certo il suo primo amore, ma suonare il basso o il contrabbasso jazz è ovviamente tutta un’altra storia. L’hanno aiutata molto anche i musicisti con cui ha suonato, accumulando un’esperienza inestimabile. I percorsi di formazione tradizionali le sono sempre stati estranei, ma con l’aiuto degli amici e dopo l’incoraggiamento della leggenda della chitarra Pat Metheny ha proseguito gli studi alla Berklee. Proprio per via dell’ambiente povero da cui viene, la Spalding apprezza ancora di più ogni successo che raggiunge. Il jazz è un genere in cui non c’è posto per i progetti tecnici artefatti di gente che vuole essere famosa a tutti i costi, ma non ha neanche un briciolo di anima e stile musicale.
Esperanza Spalding ha sempre scritto musica sua, componendo e allenandosi a ritmo serrato col basso e col canto. I grandi del jazz che insegnano a Berklee l’hanno aiutata moltissimo e dal 2004 non si ferma più. Radio Music Society è soprattutto un disco molto personale ed emotivo, ma anche decisamente sincero. Nonostante la giovane età, la Spalding convince con un approccio vissuto. È un’artista che non vuole essere invadente e distribuisce la sua paternità creativa con generosità. La musica del disco è per lo più farina del suo sacco, ma in un paio di brani Esperanza ha pescato dal patrimonio musicale altrui: ha rielaborato pezzi di Stevie Wonder e del sassofonista Wayne Shorter. Il disco precedente si intitolava Chamber Music Society e andava a toccare di più il suo lato creativo classico. La Spalding ha una scrittura abbastanza ampia da muoversi sia in acque classiche che jazzistiche. Così Radio Music Society la porta a esplorare idee che le erano rimaste da prima e che, dice lei, sono abbastanza interessanti anche per un pubblico più vasto, non solo per gli amici del jazz.
La fusione tra linee jazz e melodie pop regala ritornelli meno impegnativi, a tratti molto sognanti, che rivelano la grandezza devota della giovane autrice. Di sicuro Esperanza Spalding è una meritata vincitrice del Grammy come miglior artista esordiente del 2010. La musica scorre, e con la ricchezza armonica la Spalding non ha alcun problema. La sua band di fiducia l’accompagna sia in studio che dal vivo, mentre su Radio Music Society ha invitato soprattutto cantanti. E ovviamente non si può non citare l’ottimo sassofonista Joe Lovano e il batterista Jack DeJohnette, mentre in Endangered Species canta la bravissima Lalah Hathaway.
La sua musica è esattamente ciò che cerca l’orecchio che non regge l’attacco frontale di musica istantanea e che si deteriora in fretta. Il giusto equilibrio tra un’evoluzione delle radici del jazz, una bella dose di soul sentito e parecchia bravura strumentale, e su tutto questo volano un’interpretazione vocale raffinata e un contrabbasso magistrale, o un basso elettrico senza tasti. Il risultato finale è ovviamente piuttosto accessibile e, come tale, di grande aiuto per sensibilizzare soprattutto le orecchie più giovani. Con Radio Music Society Esperanza Spalding è diventata una delle stelle più brillanti del jazz contemporaneo e del soul d’autore.
Formazione
Esperanza Spalding – voce, basso, contrabbasso
Jack DeJohnette, Billy Hart, Lyndon Rochelle – batteria
Gilad Hekselman, Jef Lee Johnson, Ricardo Vogt – chitarra
Raymond Angry, James Weidman – organo
Janice Scroggins – pianoforte
Andrew Olson, Kyle Zimmerman – sassofono
Darren Barett, Kiran Bosley – tromba
Lalah Hathaway, Leni Stern – voci di accompagnamento
Produzione
Esperanza Spalding, Q-Tip, Dave Love
Tracklist
1. Radio Song (6:32)
2. Cinnamon Tree (5:36)
3. Crowned & Kissed (4:35)
4. Land Of The Free (1:54)
5. Black Gold 5:17)
6. I Can’t Help It (4:42)
7. Hold On Me (4:30)
8. Vague Suspicions (5:51)
9. Endangered Species (6:38)
10. Let Her (4:21)
11. City Of Roses (4:35)
12. Smile Like That (4:18)