Raven – le leggende della N.W.O.B.H.M. finalmente anche a Zagabria per la prima volta! (2026)
Raven (supporto: Kämaradi)
venerdì 4 settembre 2026, ore 20.00
Zagabria / Hard Place / Croazia
I Raven sono leggende della prima ondata delle band heavy metal britanniche. Quell’ondata che ha gettato le fondamenta dell’esplosione del metal a livello globale. La band è stata fondata già nel 1974 dai fratelli John e Mark Gallagher, ma quando nel 1981 uscì l’esordio “Rock Until You Drop”, nel periodo in cui i Saxon (“Denim And Leather”) si prendevano per un po’ lo scettro sul trono del metal, gli Iron Maiden (“Killers”) stavano salendo alla velocità della luce e una serie di ottimi album usciva dai loro coetanei – ne citiamo al volo solo alcuni: Tygers Of Pan Tang – “Spellbound”, Samson – Shock Tactics, More – “Warhead”, Praying Mantis – “Time Tells No Lies”, Girlschool – “Hit And Run”, ahhh e ovviamente Venom – “Welcome to Hell”, i Raven si sono sistemati già con il primo disco, molto comodamente, tra i nuovi arrivati più caldi della giovane scena metal. “Wiped Out” (1982), il secondo album in studio, ha portato loro il primo ingresso nelle classifiche britanniche, e dopo l’uscita del terzo album “One For All” (1983) alla band si sono spalancate le porte dei palchi di tutto il mondo: quell’anno i Raven hanno fatto da supporto, tra gli altri, ai giovani virgulti del thrash metal della Bay Area, i Metallica, nel loro primo tour. La maggior parte delle prime formazioni thrash metal, Metallica in testa, considera i Raven una delle band chiave per l’influenza avuta nel plasmare il proprio suono e il proprio stile. Seguì la firma con la Atlantic Records, e questo ancora prima che con la stessa etichetta firmassero Metallica e Anthrax. Poi uscì l’album “Stay Hard”, che regalò alla band un piccolo hit, On And On,…
I Raven non si sono mai sciolti. Anche nei tempi seguiti agli anni Ottanta, che per l’heavy metal classico non erano certo rosei, hanno tenuto duro, registrando e pubblicando nuovi album in studio e salendo sui palchi.
Il tour europeo “Can’t Take Away The Fire”, dedicato alla promozione dell’omonimo EP uscito l’anno scorso, ha portato finalmente i Raven per la prima volta anche nella capitale croata, Zagabria. In Slovenia i Raven hanno suonato due volte: nel 2015 all’Orto bar e nel 2017 al festival Metaldays. E sì. Ci sono mancati tantissimo per tutto questo tempo. Chi ha mai provato la loro immediatezza e la loro intensità sul palco sa che questo è un trio che ti scuote per bene quando te lo trovi davanti dal vivo.
Beh, senza gruppi di supporto ovviamente non si va da nessuna parte. Stavolta all’Hard Place quel ruolo è toccato ai zagabresi Kämaradi, che nella formazione Željko Struški – Žac (basso, voce), Mihael Mikac (chitarra) e Mateo Češković (batteria) hanno scaldato il pubblico per una buona quarantina di minuti. La band ha chilometri nelle gambe, esperienza, e in questo show ha dimostrato che i locali non sono per niente un territorio nuovo. Ha corso a tutta velocità attraverso un formato di heavy metal primordiale, in cui sono ben incastonati elementi di garage punk e hardcore, ma anche tocchi di rock’n’roll scatenato, sfruttando alla grande il tempo a disposizione e infiammando per bene il pubblico venuto a sostenerli sotto il palco. Il repertorio è stato costruito sugli album usciti finora, “Surovo i sirovo” (2018), “Metal infekcija” (2022) e l’EP “Impetus” (2016). La band sta preparando un nuovo disco. In inglese. I Kämaradi hanno affrontato lo show in modo corretto, potente e appassionato. A tenere alta la performance ha contribuito anche un ottimo suono. Tutto sommato, un riscaldamento iniziale molto piacevole, prima dell’arrivo delle leggende della N.W.O.B.H.M.
I Raven sono saliti sul palco alle dieci di sera! Hanno aperto il concerto con il singolo omonimo dell’EP attuale, da cui prende il nome anche il nuovo tour europeo, “Can’t Take Away The Fire”. Mark e John hanno rimesso le cose a posto in un attimo. I chilometri fatti sono impressionanti. L’esperienza, ma soprattutto il mestiere! Straordinaria la sicurezza che questo trio emana. Entrambi i Gallagher sono figure incredibilmente contagiose. La loro comunicazione con il pubblico è lucida, ti entrano subito sotto la pelle, tanto che gli mangi in mano. John, che tra un pezzo e l’altro ha continuato a sparare battute spiritose, mantiene una forma vocale incredibile. Tutte le note alte le prende con facilità. Come se gli anni dopo gli Ottanta non fossero mai passati. Incredibile. Il microfono senza fili gli permette una mobilità decisamente maggiore. Mark è un vero guitar hero. Quanto sudore avrà lasciato in un’ora e mezza di show? Gli colava a ettolitri. Un coinvolgimento come quello che sviluppano i due Gallagher, per giunta in un locale dove te lo puoi gustare da vicinissimo, lo trovi di rado. Bisogna tenere presente che John a ottobre compirà 68 anni, mentre Mark a febbraio ne ha messi in saccoccia ben 66. Numeri non da poco, eppure la forma di entrambi è eccezionale. E l’energia che sprigionano, che ha tenuto il pubblico dell’Hard Place al massimo dei giri, non è certo da meno!
Una scaletta cucita addosso ai die hard più incalliti! Il materiale più recente comprendeva brani dell’ultimo album “All Hell’s Breaking Loose” e del predecessore “Metal City” (2020), mentre il grosso del repertorio era rappresentato dai primi quattro album in studio, con l’aggiunta della chicca Pick Your Window da “Life’s A Bitch”, che nel 1987 aveva rimesso a posto il gusto dopo il predecessore “The Pack Is Back”, un filo troppo lucidato. Dopo il brano d’apertura, via dritti a testa bassa con Hell Patrol, classico di “Rock Until You Drop”, tre pezzi più recenti che si legano alla perfezione a tutto ciò che sta dietro al nome Raven (The Power, Top of the Montain e Surf the Cunami), e poi fino alla fine del concerto, più o meno solo nostalgia dei bei tempi andati! Shhhh! Fino a far male! All For One, Rock Until You Drop, Faster Than The Speed of Light, On And One, Break the Chain.
Proprio durante la title track dell’ultimo album “All Hell’s Breaking Loose”, a due terzi del pezzo è saltata la corrente, e la band ha rimediato con grande mestiere mandando in prima linea Mike Heller, che ha suonato un assolo di batteria al buio, intrattenendo il pubblico in quei momenti penosi del concerto. I tecnici hanno risolto in fretta il problema e il concerto è ripartito con un’intensità intatta.
La band ha sorpreso con un medley di cover, di cui secondo me i concerti dei Raven non hanno il minimo bisogno, perché il gruppo ha davvero troppo ottimo materiale proprio da cui si ascolterebbe molto più volentieri che non le cover. Il medley comunque ha infiammato il pubblico nel finale. John in apertura ha suonato per loro l’intro del classico dei Led Zeppelin The Rain Song, poi la band è passata al pezzo degli UFO Rock Bottom, che si è riversato nel classico dei Priest Victim of Changes, chiuso infine con il beffardo classico dei Sabbath Children Of The Grave. Il punto di ebollizione ha toccato il culmine proprio nella parte conclusiva del concerto, quando il trio ha attaccato un altro classico di “Wiped Out”, Chain Saw, chiudendo lo show al massimo livello. Tirando le somme, indimenticabile!
Tra tutto questo va messo in risalto anche il batterista instancabile Mike Heller, un ragazzo brillante che pesta le pelli per i Raven dal 2017! Senza di lui questa macchina non brillerebbe mai sui palchi con un’intensità simile a quella che abbiamo vissuto anche a Zagabria.
Va aggiunto che i due fratelli hanno attraversato da poco un periodo difficile fatto di operazioni impegnative: Mark ha ricevuto una nuova caviglia a causa dell’usura della cartilagine, mentre John l’ha scampata per un soffio, perché per via di emorragie al cervello è stato operato d’urgenza, e va ricordato che il minimo errore in un’operazione del genere, o un’attesa troppo lunga prima dell’intervento, può provocare una catastrofe. Per fortuna con John è tutto a posto, e Mark, che alla lettera è un vero diavolo da palcoscenico, dopo i concerti non si contorce più dal dolore. Quindi è chiaro che i Raven continueranno a suonare e a registrare! E speriamo di rivederli presto. Le leggende sono leggende! Senza paura, di cuore, uniche! Inchino e rispetto. Concerto eccellente. Commovente! Dopo il concerto tutti e tre i musicisti sono scesi tra il pubblico, hanno stretto mani, chiacchierato, firmato autografi, fatto foto,…. La serata di venerdì all’Hard Place è quindi andata avanti ancora un bel po’,…
Autore: Edita Klemen & Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Raven – setlist:
1. Can’t Take Away the Fire
2. Hell Patrol
3. The Power
4. Top of the Mountain
5. Surf the Tsunami
6. All for One
7. Rock Until You Drop
8. Guitar Solo
9. Faster Than the Speed of Light
10. Pick Your Window
11. For the Future
12. Bass Solo
13. All Hell’s Breaking Loose
14. On and On
15. Break the Chain
16. Rock Bottom (with The Rain Song intro on bass) / Victim of Changes / Children of the Grave
17. Chain Saw
















































