Restart
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Šank Rock
Etichetta: Dallas Records
Uscita: 2015
Durata: 39:43
Voto: 4/5
La reunion degli Šank Rock è considerata uno degli eventi più importanti che l’anno scorso hanno segnato la scena rock slovena. Con il ritorno di Bor Zuljan e una formazione rinfrescata, completata dal batterista Roman Ratej e dal tastierista Sašo Gačnik, nel 2014 la band è salita sul palco per la prima volta dopo quattro anni di silenzio, nell’ambito del festival Pivo in cvetje a Laško. Evidentemente Laško è una seconda casa per i nostri duri di Velenje. Dal Laški pir al festival e, non ultimo, al birrificio Laško, che ha messo sul piatto un bel pezzo di sostegno finanziario e promozionale per la nuova campagna di concerti e anche per quella dell’uscita del nuovo lavoro in studio. Ed eccoci quindi a »Restart«.
Anche se gli Šank Rock avevano promesso un nuovo album, è difficile sostenere che »Restart« sia davvero un vero album in studio di lunga durata. Piuttosto un EP. Contiene quattro pezzi nuovi (»Restart«, »Ni sreče brez rock’n’rolla«, »Vse bo dobro« e »Ljubezen, resnica, življenje«) e sei classici degli Šank Rock risuonati. In questi casi gli EP di solito mettono in scaletta prima i pezzi nuovi e poi quelli vecchi rifatti. Così »Restart« è più che altro una specie di compilation, che annuncia la riattivazione del gruppo anche sul piano artistico. Gli Šank Rock dovevano semplicemente tirare fuori un nuovo lavoro in studio. Questo o un altro. I palchi li richiamano, la formazione è diversa, l’energia e la chimica sono nuove. I ragazzi scoppiano dalla voglia di salire sul palco, e la buona notizia è che sta nascendo anche nuovo materiale inedito.
»Senca sebe« (2007) è stato un album eccellente. Un album diverso. Lì la band ha dimostrato una grande maturità artistica. I quattro pezzi nuovi che porta »Restart« sono invece un salto indietro al passaggio tra gli anni Ottanta e Novanta. Già il primo, Restart, è un pezzo che senza grossi problemi potrebbe stare nel disco appena citato. Ha un ritornello fulminante, che già in questa stagione di concerti estivi diventerà il preferito dei fan dal vivo e un punto fisso del repertorio. Il gruppo ha reiniettato nei nuovi brani elementi di quella sfrontatezza un po’ vanitosa da monelli che caratterizzava la sfacciataggine degli album dell’»età dell’oro«, rafforzando allo stesso tempo l’elemento che »chiama alla festa«. Gli Šank Rock sono sempre stati considerati un gruppo che con la musica offriva innanzitutto al pubblico un ottimo motivo per far festa. I nuovi pezzi portano quell’elemento allegramente positivo, e con esso gli Šank Rock vivono in età matura un nuovo rinascimento giovanile. Evidentemente non sono mai davvero invecchiati, o meglio non possono proprio farlo. Così si legano in modo sensato al resto del materiale, rappresentato dai loro inni ormai diventati popolari.
Il rifacimento dei classici ha portato qualche rinfrescata. La prima riguarda la produzione e accentua i contrasti tra i mattoni del suono. Tutto si sente cristallino e nitido, e per questo il quadro sonoro respira con una dinamica spiccata, viva e organica. Vale soprattutto per le tastiere, dove il gruppo sostituisce con esperienza i suoni scintillanti dei sintetizzatori anni Ottanta con un suono vicino all’organo Hammond (Laški pir) o al pianoforte classico (Maček). Per il resto le versioni rinfrescate degli inni degli Šank Rock in linea di massima non si discostano molto dagli originali. Zuljan stupisce ancora, i suoi celebri assoli sono ovviamente potenziati sul piano artistico, il basso di Cveto in produzione, con una cassa bella grossa, scava di nuovo in profondità e rimbomba, mentre la voce di Matjaž è ancora più matura, vellutata e raffinata, come già confermava l’album Senca sebe (2007). Che cosa significa? Evoluzione, sapere, esperienza e chilometri accumulati negli anni dettano la consapevolezza che tutti e tre i musicisti sono diventati ancora più completi e rifiniti nella loro espressività e nel loro lavoro. È un progresso logico. I ragazzi in studio si sono avvicinati al lavoro con la giusta dose di finezza produttiva, che riassume bene lo stato d’animo e di spirito del gruppo riattivato nel 2015.
»Restart« è un documento che riporta gli Šank Rock tra i vivi non solo sulla carta e grazie ai concerti, ma anche nel senso della riattivazione dell’arte autoriale. È un disco di cui dovete dotarvi tutti, ancora prima di partire per uno dei loro giri di concerti primaverili ed estivi di quest’anno. La prima occasione sarà ovviamente il 5.5.2015 alle Križanke di Lubiana. Noi brontoloni musicali un po’ più esigenti, tra cui mi metto anch’io, aspettiamo invece ancora il vero album in studio di lunga durata con fino a dieci nuovi pezzi inediti. Ma intanto aspettiamo di vedere come si svilupperà la storia dei puledri ringiovaniti di Velenje nei prossimi sei mesi. Se tutta questa energia positiva di legami chimici ribollenti e appena ritrovati continuerà a crescere e a rafforzarsi, non c’è motivo perché vada diversamente.
E poi il comunicato ufficiale degli Šank Rock su come procurarsi il dischetto »Restart«:
»Questo dischetto si potrà avere acquistando il pacchetto esclusivo di birra Laško (la confezione da sei), in vendita da maggio e allo stesso prezzo di una “normale confezione da sei”. Sul pacchetto saranno stampate anche tutte le date e le località del nostro “Zlatorogove Turneje Ponosa”, il primo concerto sarà ovviamente alle Križanke il 5 maggio!«
Formazione
Matjaž Jelen – voce
Bor Zuljan – chitarra
Sašo Gačnik – tastiere
Cveto Polak – basso
Roma Ratej – batteria
Produzione
Bor Zuljan
Tracklist
1. Laški pir
2. Restart
3. Pravljica o mavričnih ljudeh
4. Ni sreče brez R’n’R
5. Radio
6. Ker te ljubim
7. Vse bo dobro
8. Lahka dama
9. Maček
10. Ljubezen, resnica, življenje